giovedì 18 luglio 2013

Lavoro compiuto...

Sì, anche il lampadario total white è completato e archiviato! 
Ho fatto due foto volanti giusto perché mi avete chiesto di vedere il risultato, però spero che riusciate a 'isolare' l'effetto dalla splendida tovaglia protettiva con le erbette e dalle orride piastrelle di sottofondo (non potete immaginare quanto mi stiano sul piloro queste piastrelle....), comunque! Questo è il lampadario finito:


E questo un particolare del corpo centrale, che mi piace molto:


Allora, come dicevo va un po' isolato da questo contesto di decorazione 'casalinga'; purtroppo con il caldo e con il caos che regna qui da me in questo periodo mi sono ridotta a lavorare in cucina, per cui al momento queste immagini sono il massimo che posso offrire. Però...!! Ieri ho ritirato le chiavi della casa in cui tutte queste delizie andranno collocate, e quindi entro pochi giorni procederemo alla giusta ambientazione.. Spero quindi di potervi dare un'idea più completa del mio intento decorativo. 
Avrete notato che non ho utilizzato alcuna patina anticante, e quindi niente effetto shabby, ma colore pieno. In effetti so che negli ultimi anni è tornato prepotentemente di moda tutto ciò che è Shabby Style, ma (anche se a me piace moltissimo) devo ogni volta ricordarmi la destinazione d'uso degli oggetti che recupero e il contesto in cui vanno inseriti. Nella fattispecie, come vi raccontavo, sia il lampadario che il mobile TV andranno collocati in una camera dalle pareti prevalentemente azzurre, ma la casa in questione non ha un'anima troppo elegante-sofisticata, piuttosto country: tutto quello infatti che viene recuperato andrà poi 'vissuto' e dovrà abbinarsi anche a crepe nei muri, imperfezioni varie, a una casa, insomma, che ha una storia e che ne va orgogliosa. Inoltre uno dei compiti sarà creare un po' di armonia tra la struttura dell'abitazione, il bisogno di una vita quotidiana con bambini (che deve essere pratica) e i pochi arredi che non si possono toccare (come la cucina che purtroppo secondo me ha un gusto un po' troppo moderno, sob) e quelli invece che vanno rinnovati e riutilizzati . Nel frattempo quindi ho iniziato anche a lavorare su tavolo pranzo e sedie, che effettivamente avevano bisogno di un buon restauro. 
Va beh, ma questa è la prossima puntata! 
Baci,
L.

lunedì 15 luglio 2013

Missione Lampadario...

Nel mio 'raid' punitivo al mercato dell'antiquariato di Arezzo, la scorsa settimana, tra le altre cose più o meno interessanti ho acquistato un lampadario a 8 braccia, di cui mi sono innamorata; è stato un colpo di fulmine, devo dire a sorpresa! Qui ve lo mostro in fase di pulizia e restauro già iniziata: 



Premesso che io non sono un'amante 'forzata' dell'antico (magari più del 'vissuto'), ma devo ammettere che, risaliti a una datazione (all'incirca entro la metà del '900), mi faceva un po' specie strofinare e spazzolare un oggetto che ha già quasi 70 anni. Continuo a pensare che le 'cose' debbano essere funzionali, e che in qualche modo saltano all'occhio solo quando è il momento. Comunque: il motivo dell'acquisto è sempre la stanza azzurra di cui sto approntando l'arredo. Archiviato il mobile TV (che è terminato e imballato, e che tra un paio di giorni verrà collocato), serviva un punto luce importante perché la camera è molto grande (si tratta di circa 30 mq), quindi che risolva due questioni: non deve passare inosservato e, soprattutto, deve fare luce! Con 8 lampadine, credo che il problema del far luce sia risolto. Per quanto riguarda invece la prima questione, cioé il non passare inosservato, si è deciso di ravvivare il lampadario con il colore, per farne risaltare le forme. E' infatti saturo di decorazioni di foglie e fiori, che però, una volta terminata la pulizia, si sono rivelate di questo colore, dato che il lampadario (a sorpresa) si è scoperto essere in ottone: 



     Quindi, al di là dei miei gusti personali (che per quanto possano variare nel tempo proprio non mi fanno amare questo materiale!), con tutto l'ottimismo mi pareva troppo pesante per una stanza che, oltre al colore della parete, appunto, azzurro, presenta travi a vista e piastrelle di cotto sia sul soffitto che sul pavimento, nel tipico stile toscano. Così, per dovere di uniformità ho dirottato sul bianco, in modo da creare, piano piano, un motivo di continuum che leghi tra loro i vari arredi della stanza, di stili e materiali diversi. Diciamo che questo locale raccoglierà un certo numero di mobili e complementi che hanno un valore affettivo importante, e che quindi non devono essere sostituiti ma rinnovati. Inoltre il total white aiuterà a portare un po' di leggerezza e a mettere in risalto gli elementi strutturali della casa che, essendo dell' '800, meritano di essere valorizzati. In effetti, l'unico elemento che non verrà toccato è la classica 'cassettiera della nonna', con piano in marmo e specchiera, che rimarrà del suo colore tradizionale, e che rispecchia l'epoca di costruzione della casa. 
     Ho lasciato perdere quindi qualsiasi forma di decorazione oltre al colore (che comunque sarà un bianco in tono freddo, per abbinarsi al tono freddo delle pareti, comunque scaldate dai colori caldi di soffitto e pavimento), per non mettere 'troppo'. Riflettevo inoltre su quanto, negli anni, anche i gusti cambiano: c'è stata un'epoca in cui non sopportavo i mobili dallo stile 'vecchio' (non parliamo di antico!), poi una in cui non sopportavo i mobili bianchi, poi una in cui volevo solo laccato e colore! Oggi invece noto con piacere che sono disponibile a qualsiasi situazione, purché mi dia la sensazione di 'vissuto'... Insomma credo che la mia essenza Country sia venuta ormai fuori tutta, e si faccia prepotentemente sentire!! Diciamo che potendo scegliere, di indole eviterei tutto ciò che è laccato, liscio, sgargiante e... senza venature (o segni del tempo!).. Ovviamente non è sempre possibile scegliere (nemmeno in questo caso, cioé nella situazione di cui mi sto occupando), però cercherò di tirare fuori il meglio!!
     Comunque, anche il lampadario è a buon punto, ora sto cercando di decidere se aggiungere delle gocce di cristallo o lasciarlo così; non vorrei ottenere un effetto troppo artefatto. Quanto prima vi mostrerò il risultato, a me piace molto. Tra l'altro, preso dalla foga, il mio amore ne ha acquistato anche un secondo (ci piacevano entrambi), però di tutt'altro genere: sempre a braccia (in questo caso 5), ma con il corpo centrale in ceramica dipinta a mano e i paralumi a bicchiere di vetro opalino. Quest'ultimo è di certo più recente, ma credo che anche lui avrà bisogno di una buona 'svecchiatura'.. Non ho ancora deciso bene come muovermi, ma piano piano arriverò anche lì, eh eh.... 
     Buona settimana! 
Laura

mercoledì 10 luglio 2013

'IKEA FOR LIVING' o 'LIVING FOR IKEA'??

Quello del titolo non è uno scioglilingua, ma una domanda che spesso mi pongo. Ovviamente, il punto di partenza è che per me Ikea non è un qualcosa che può piacere o meno, ma uno stile di vita. Mi perdonino i mastri mobilieri (che peraltro apprezzo in maniera smodata), ma, nel mio caso, lo devo ammettere: la mia vita senza Ikea sarebbe scialba!
Sento spesso dire che non si tratta di veri mobili e che non valgono nulla, e probabilmente secondo determinati canoni, soprattutto italiani, ritengo che sia vero. La realtà è, però, che sono profondamente convinta del fatto che la casa debba essere lo specchio di chi ci abita. Nel mio caso, devo ammettere che la parola chiave della mia vita è cambiamento: mi piace cercare, evolvermi, intraprendere cose nuove; mi piace circondarmi di colore e poi di un solo tono, e poi di nuovo di colore. Insomma, la mia casa deve venir dietro a quelli che sono i miei gusti e le passioni del momento. Come potrei vivere in un posto fatto di 'arredi per la vita'? Impazzirei. 
Certo, mi piacciono anche oggetti, mobili e complementi che hanno una storia, che mostrano la loro solidità e  che di certo in alcune occasioni ci fanno innamorare: ma sono 'pezzi unici', che entrano nel cuore e quindi si fanno spazio. Generalmente, però, ritengo di aver bisogno di leggerezza intorno a me.
     Tornando a noi, in questi giorni sto ristrutturando un mobile TV, appunto di Ikea, ed è un'attività piacevole, da affrontare a cuor leggero proprio perché, appunto, non si tratta di masselli pregiati ma di 'semplice' legno di pino anticato, piuttosto tenero. In ogni caso, si tratta di un mobile con due antine di vetro che deve cambiare colore perché verrà alloggiato in una stanza azzurra, e quindi si è pensato di trasformare il suo effetto anticato in un bianco dall'aspetto tra il country e il coloniale, che riprenda i toni degli altri arredi della stanza. Questo mobile è stato acquistato nella primavera del 2002, e quindi ha compiuto la bellezza di undici anni, e dopo la prima collocazione ha affrontato, secondo i calcoli, ben 4 traslochi, ed è ormai in procinto di fare il quinto. Mentre lo dipingevo ho avuto modo di studiarne i segni e le imperfezioni, e devo dire che sono davvero pochi, nonostante la situazione: qualche graffio (di poco conto) e una vite che ha perso un po' la presa. Direi che, essendo un mobile Ikea, può quasi essere considerato - non dico vintage - ma datato. Fa parte della primissima serie 'Leksvik' apparsa in Italia, che personalmente ho sempre amato moltissimo, per il suo sapore delicatamente Country. Ora non sono riuscita a reperire la foto originale (credo che ormai sia fuori produzione), però, per darvene un'idea, fa parte di questa collezione: 

     
    Tanto carina, vero? In ogni caso, il mobile in questione è più basso (è un porta TV) ma abbastanza 'piantato' (ora l'altezza non la ricordo, ma è largo 60x90 cm); ho fatto alcune fotografie prima dell'inizio dei lavori, e ve le mostrerò al termine, una volta collocato nella sua stanza azzurra. Stanza azzurra, peraltro, che fa parte di una situazione di cui sto affrontando il restyling (per quanto riguarda gli interni) e che meriterà, passo passo, una serie di racconti... Ma una cosa per volta!
     Bene, ora vi lascio e proseguo con il mio restauro; solo una considerazione del tutto personale: non credo che i mobili Ikea non durino o non valgano: valgono il denaro che costano (e forse in alcuni casi anche di più) e bisogna viverli esattamente per quello che sono: senza aspettarsi troppo, ma nemmeno troppo poco. 

     Infine, rispondo ad alcune mail che ho ricevuto: mi chiedete come mai ho 'sdoppiato' il mio blog. La risposta l'avete appena letta, tra le righe: il mio lavoro (e le mie passioni) non riguardano solo il Country Painting, così ho pensato di dedicare un posto anche a questi altri aspetti.

Baci!

sabato 6 luglio 2013

TRASLOCO!

Per motivi vari, 
tra cui anche quello di organizzare con un po' di logica
le mie attività,
ho deciso di dedicare all'Albero Country
un blog tutto suo.
E' quasi identico a questo, 
sia nel layout che nell'impostazione,
in modo da non creare troppi 
'sconvolgimenti'.
Le variazioni, infatti,
piano piano avverranno qui.
Comunque!!
Spero continuerete a seguirmi,
sia di qua che di là!!
L'indirizzo del nuovo blog è:
(OVVIAMENTE!!!)

Baci!!

mercoledì 3 luglio 2013

La Classroom si arricchisce!

Sono molto contenta perché,
lavorando alla nuova edizione della
ONLINE CLASSROOM,
è nata qualche 
interessantissima collaborazione.
Nella nuova edizione ci saranno alcuni contributi
davvero utili,
da parte di grandi protagonisti!
Ma è una sorpresa, non ditelo a nessuno..
;)
A proposito:
vi ricordo che le iscrizioni sono aperte fino al 20 luglio.
Per info:
alberocountry@gmail.com