martedì 24 febbraio 2015

Ode all'Uomo...

Sì, oggi parliamo di loro, degli uomini! 

DEVO parlare di loro, perché la scorsa settimana, come vi avevo raccontato, è iniziata la mia avventura di coordinatrice in solitaria al cantiere della casa di Debbie

Bene, non è stata una settimana semplice.
Ci sono stati un buon numero di imprevisti (come era prevedibile), rallentamenti nei lavori, qualche momento di tensione... Ma!: anche passi da gigante, stanze che prendono forma, appoggio e sollecitudine. Devo riconoscere che questi signori, che lavorano a ritmo incredibile e con una professionalità invidiabile, sono davvero degli angeli (di certo per me sono angeli custodi)!

Mi stanno aiutando tantissimo, fanno tutto il possibile per aiutarmi e accontentarmi, mi spiegano ogni minimo dettaglio quando chiedo chiarimenti, e mi spostano anche la macchina quando è necessario!
Insomma. Se Debbie al suo ritorno sarà contenta e non ci saranno episodi di pelle scuoiata, so già che lo devo anche a loro. Soprattutto a loro, siamo onesti.

Così, oggi dedico questo post alla buona volontà di queste persone, le cui mani fanno davvero miracoli, e che purtroppo spesso vengono dimenticati quando si parla di ristrutturazioni, pose, costruzioni, architettura e design eccetera.
Un buon progetto è certamente fondamentale, ma senza buone mani, cura e attenzione da parte di chi lo realizza non è sufficiente.

Ecco i 'miei' omaccioni! Qualcuno di loro si è lasciato fotografare, chi più restio chi meno, ma molti mancano all'appello. 
Simbolicamente, questo post è per tutti loro.

 Alessandro, mastro giardiniere


 Andrea, mastro pittore


 Mariano, mastro piastrellista


 Raul, mastro idraulico (persona di cui avere cura, cit. Debbie) e... ops non ricordo il nome

 Riccardo, capomastro e Fabio, capo impresa

Salvatore, mastro piastrellista (2)

A presto,
L.

giovedì 12 febbraio 2015

Grandi prove..

Ve l'ho detto che sono stata 'promossa' project manager ad interim?
Uh uh..

Insomma, la storia è più semplice di quanto sembri: io mi sto terribilmente appassionando a questo lavoro, a questa ristrutturazione, e a tutte le sfumature (di grigio, sì, ma niente a che vedere con l'argomento del periodo!) che scopro via via. Ho scoperto innanzitutto che il lavoro non è facile, ed è delicatissimo. Come dire che basta una minima distrazione per combinare grandi disastri. D'altra parte, però, ho anche avuto la conferma che è un lavoro che amo, che mi riesce bene, che mi stimola ed entusiasma.

Detto questo, anche Debbie è molto contenta, ci troviamo benissimo a lavorare insieme, e ha pensato di scaricarmi una bella patata bollente, via. Da domani infatti lei sarà in viaggio per tre settimane, e io ho la responsabilità della gestione dell'intero cantiere. Non vi potete immaginare quanto è lunga la  to do list che ho in mano. Aiuto!

Sono però molto contenta perché la squadra tutta si sta dimostrando davvero disponibile e collaborativa con me, quindi c'è buon feeling e tanto aiuto reciproco.
Insomma: ho davanti tre settimane impegnative, confido nel mio sangue freddo.

Nel frattempo, continuo ad innamorarmi di questa villa.
Baci!













lunedì 2 febbraio 2015

Voglia d'interni..

Reduce dall'influenza del week-end, confesso che oggi proprio non avrei la forza per affondare nel fango ad ogni passo e andar su e giù per la proprietà ed entrare e uscire da un cantiere all'altro, con l'aria gelida che tira lassù e magari una spolveratina di neve... Brrrr... 

No, oggi ho voglia di calduccio e riposo, e coccolanti bevande calde. A questo proposito però mi sovviene che, nel racconto della long restoration, vi ho mostrato sempre (o quasi) cantieri in essere e work in progress. In realtà ci sono anche alcune zone che piano piano vanno terminando, e in cui gli arredi iniziano a comparire. Allora oggi, calduccio calduccio, vi mostro qualcuna di queste, tutte parte dell'edificio principale.

Innanzitutto, vi presento la Mud Room, ormai famosa - e da noi AGOGNATA, confessiamolo! - 'stanza del fango', ovvero locale comodo per lasciare scarpe stivali (fango) cappotti e quant'altro prima di entrare nella casa vera e propria. La mia opinione: FORTUNATO CHI CE L'HA!
Comunque: il decòr di questa stanza parte da questi attacchini, che Debbie ha acquistato a un mercato di Londra mi pare, e che poi ha fissato a un resto di mangiatoia reperito nel Fienile. Gli attacchini dovrebbero provenire da una ex caserma di Vigili del Fuoco.


Partendo dal colore degli attacchini, ecco comparire un mobile-mensola con cassetti per svuotar le tasche, lucidissimo e molto moderno (e che andrà completato con uno specchio importante):


(... E spero anche a voi facciano impazzire quanto me i colori dei bidoncini in latta provenienti dall'India...)



In questo scorcetto invece potete vedere l'armadio collocato tra le porte e, nell'angolino, un vecchio mastellino usato a mo' di portaombrelli:

Infine, 'rubo' questa foto dal profilo fb di Debbie, perché la stanza si completa con la panca di ordinanza, assolutamente 'old'!:

***
Venerdì, però, è stato completato un altro pezzettino, il salottino del piano di sopra, con l'arrivo di uno splendido divano-campione di Gervasoni:




Che ne pensate dell'illuminazione? Naturale e non? Un giorno vi racconterò anche la storia di ogni lampada della casa, eh eh...
Infine, vi mostro uno scorcio della cucina (un altro se siete stati attenti l'avete avuto dalla Mud Room): 


E alcuni particolari della stanza da bagno di una delle camere nella struttura principale:



Piano piano ogni cosa prende forma..
Detto tutto questo, però, concedetemi (e sopportatemi, se già siete stati dalla sottoscritta tormentati tramite facebook), di condividere con voi un onorevole post pubblicato da Debbie sul suo blog, in cui parla di me e del nostro 'fortuito' incontro.. (E, sì, anche un po' della mia faccia da culo, ehm...).. Ecco il link: 

Bene, ci si aggiorna presto!
L.