lunedì 25 novembre 2013

RISCALDARE, PUNTATA DUE

Nella 'PUNTATA UNO' di questo post, tutta volta alla ricerca del risparmio, abbiamo parlato soprattutto dell'idea di diversificare; a questo proposito, oggi vorrei illustrarvi alcuni metodi alternativi se non avete in casa caminetti o stufe a legna.
Innanzitutto, dobbiamo dedicare due parole alla STUFA A PELLET, di cui tutti ormai abbiamo notizia: si tratta di stufe esteticamente molto simili a quelle a legna, rivestite in acciaio o in ceramica, con la differenza sostanziale che sono chiamate ecologiche perché il combustibile utilizzato non è il legno ma, appunto, il pellet; il pellet è un materiale ricavato dagli scarti della lavorazione del legno, con potere altamente calorifico, ed ecologico perché non contribuisce al disboscamento. Le stufe a pellet esistono in commercio di tutti i prezzi, che variano dalle prestazioni (possono essere programmate sia per quanto riguarda gli orari di accensione e la gestione della temperatura), alla potenza (a seconda dei metri quadri che vanno riscaldati) e, ovviamente, a seconda del produttore. In linea di massima l'investimento medio può variare dai 600 € a circa 3000. La cosa importante di queste stufe, a differenza, ad esempio, di quelle a legna o del tradizionale caminetto, è che sono disponibili anche modelli che non necessitano di canna fumaria. Sono dotate infatti di un impianto interno di ventilazione, che contribuisce a convogliare i fumi, ed è sufficiente una piccola tubatura che può anche avere un diametro di 8 cm: ovviamente è necessario l'intervento di un tecnico per l'installazione, ma, dato che non sono necessari impianti strutturali, non c'è bisogno di alcuna autorizzazione condominiale; e, anche se si vive in una casa in affitto, nell'eventualità di un trasloco è possibile spostare la stufa. Vicino alla stufa serve però la presa di corrente elettrica per l'accensione e il timer. Per tutte le informazioni e le curiosità sul pellet e le stufe (che sono davvero tante!) vi consiglio di visitare questo sito


Modelli di stufa a pellet canalizzata, cioé senza canna fumaria. 
La prima è il modello 'Carlotta' di Palazzetti (ca. 1800,00 €).

Ora: l'acquisto di una stufa a pellet è decisamente importante, ma per ottimizzare l'investimento è bene, come dicevo nell'ultimo post, analizzare le nostre abitudini: ad esempio, se abbiamo una casa su due piani, possiamo decidere di utilizzare la stufa per tutta la zona giorno, in modo da accendere il riscaldamento nelle camere solo alla sera e/o la mattina; in questo caso, la scelta deve ricadere sulla stufa in grado di coprire la metratura adeguata, ma qui il venditore saprà dare qualsiasi chiarimento. Non la consiglio, invece, se ad esempio lavoriamo per la maggior parte del giorno in una sola stanza, senza usare altri locali (ad esempio, se siamo professionisti e il nostro studio occupa un locale destinato): in una situazione del genere opterei per qualcosa di meno importante. Esistono ad esempio le STUFE A COMBUSTIBILE LIQUIDO che sono un'ottima soluzione sia per la velocità con cui riscaldano che per le dimensioni contenute. Inoltre, possono arrivare a scaldare fino a 70 mq. Questa tipologia di stufe funziona con un combustibile derivato dalle paraffine, venduto in qualsiasi negozio per il fai-da-te, in vari formati; in linea di massima la tanica da 20 litri si aggira tra i 45 e i 58 € e, a seconda della modalità di utilizzo ha ovviamente durata variabile. In linea di massima pare (io non l'ho testata) che con un 'pieno' - la cui capienza dipende dal modello - si riesce a riscaldare per una settimana, per una media di 6 ore al giorno. Con questa combinazione una tanica dovrebbe riuscire a coprire fino a un mese. I modelli in circolazione sono A STOPPINO o ELETTRONICHE. Le prime si aggirano mediamente intorno a una spesa di 100€, mentre le seconde raggiungono anche i 200. Quelle a stoppino non necessitano di corrente elettrica e sono davvero maneggevoli; il calore viene convogliato tramite la resistenza, quindi diciamo che il caldo è localizzato 'sul davanti' della stufetta. E' l'ideale anche per zone dove il riscaldamento proprio non c'è, come garage, casine o locali esterni. Quelle elettroniche hanno prestazioni ancora migliori, ma necessitano di corrente elettrica (per l'accensione e la gestione delle spie di controllo, quindi basso consumo di elettricità); sono dotate inoltre di ventola interna, che diffonde il calore in maniera uniforme all'interno del locale. Anche esteticamente, sono più gradevoli. 
Nelle foto, vi mostro entrambe le versioni, nella fattispecie di Savichem :

Savichem - modelli a stoppino

Savichem - modelli elettronici

Attenzione, due avvertenze importanti: questa tipologia di stufe rilascia anidride carbonica derivata dalla combustione; sono quindi sconsigliate per la camera da letto. E' necessario quindi, ogni tanto, arieggiare il locale (i modelli elettronici sono dotati di controllo in questo senso: si spengono automaticamente quando è ora di arieggiare; in questo modo non si raggiungono mai livelli di allarme). Inoltre, al momento dell'accensione, può darsi che si senta cattivo odore dovuto alla combustione del liquido paraffinico (questo dato varia ovviamente a seconda della purezza del combustibile). Il problema però non si verifica nel caso delle stufa elettronica, che non ha l'accensione a stoppino. 

Un'altra scelta, che si sta diffondendo molto quest'anno, sono i caminetti a bioetanolo: ve ne parlo nella puntata tre! 
A presto,
L.

mercoledì 20 novembre 2013

Riscaldare, puntata uno

Sembra che infine il freddo sia arrivato! 
E, con il freddo, l'esigenza di riscaldare. 
Inutile parlare di troppi concetti: credo che il bisogno principale per tutti sia risparmiare il più possibile. La mia lotta personale procede bene (in effetti siamo al 20 novembre e non ho ancora acceso la caldaia), ma quest'anno sto facendo andare molto il caminetto. Mi accorgo che è sufficiente a stemperare gli ambienti e per il momento ci limitiamo al brivido mattutino dell'uscita dal letto. Finché si riesce, ben venga. 
Però, per evitare i 'collassi' da bolletta di conguaglio, il mio consiglio è per tutti di cercare di diversificare i consumi. Intendo: cerchiamo una fonte alternativa al riscaldamento tradizionale, così da spalmare i costi in varie direzioni e in modo più costante. Ad esempio: se come me siete fortunati ed avete in casa un caminetto, una stufa a legna o una cucina economica, cercate di usarli; so che a volte non si ha voglia di andare a prendere la legna, di perdere un quarto d'ora per accendere il fuoco, di sporcare con la fuliggine... Ma meglio impegnarsi! E poi, ne converrete con me: non c'è niente di compagnia, accogliente e rilassante quanto un bel fuoco. 
Una stufa così, ad esempio, è già 'di compagnia' in sé:


Ma anche un caminetto simile a questo, che ne dite?


Se state facendo dei lavori di ristrutturazione e state installando stufa o camini, cercate su internet: ci sono miriadi di forme, stili e materiali tra cui scegliere quello che è ideale per voi. Ad esempio, questa cucina economica è uno dei miei sogni:



Se il problema è avere il bagno caldo per i dieci minuti di doccia mattutina, è certamente meglio usare una stufetta elettrica che non avviare il riscaldamento di tutta casa: è vero che le classiche stufette ad aria consumano molto in termini di elettricità, ma altrettanto vero è che nell'arco di pochi minuti sono in grado di scaldare piccoli ambienti e quindi il consumo è limitato (purché ci si ricordi di spegnerle immediatamente dopo l'uso!). Queste stufette come sapete hanno un costo ridicolo: da 10-15 euro per le più 'essenziali', come questa:



ad un massimo di 100€ per radiatori di questo genere, adatti a spazi più ampi (fino a 50 mq):



Se avete il riscaldamento centralizzato, informatevi sulle valvole per il controllo dei consumi: credo che ormai la legge ne preveda l'installazione obbligatoria, ma in caso contrario chiedete all'amministratore del vostro condominio; queste valvole consentono di gestire facilmente la temperatura di ogni termosifone e registrano i consumi effettivi: quindi non più spese in base ai 'millesimi', ma al consumo vero e proprio. Per maggiori informazioni, consultate questa pagina, che spiega il processo in termini molto chiari.

Poi, sapete, esistono tantissime alternative che si possono 'aggiungere' al nostro tradizionale metodo di riscaldamento. Ne parlerò più diffusamente nella 'puntata due' di questo post, nei prossimi giorni, però ora mi preme fermarmi su alcune considerazioni:
- prima di qualsiasi investimento, valutate con attenzione le vostre abitudini famigliari: in quanti siete, quanto tempo state effettivamente in casa, e in quali orari; una riflessione in questo senso può aiutare molto infatti nella gestione del termostato e della programmazione (e questo lo sapete tutti), ma anche per ideare alternative;
- una volta individuate le vostre abitudini, cercate di analizzarle molto bene: è necessario capire se durante la giornata (o per tutto il giorno), ad esempio, utilizzate solo alcuni locali della vostra casa (e quali sono) oppure tutti, indifferentemente; in questo senso si può scegliere di riscaldare solo una stanza ad esempio con una stufa, oppure di tenere acceso il riscaldamento: quindi bisogna capire se per risparmiare conviene tenere una temperatura costante, ma un po' inferiore (ad esempio, 18-19 gradi), oppure scaldare in alcuni momenti e poi spegnere (e questo, lo vedremo, dipende dal tipo di caldaia che abbiamo in dotazione);
- se lavorate in casa, valutate se c'è la possibilità di occupare soltanto un'area ben definita dell'abitazione, per limitare le spese ad un riscaldamento 'locale';
- cercate di capire se la vostra casa è in qualche modo 'dislocata' in vari livelli, aree, zone, o se è compatta e senza dispersione: anche la struttura dell'abitazione può determinare la scelta di riscaldare 'a zone': ad esempio, se la zona notte è ad un piano inferiore o superiore, e durante il giorno non si utilizza, conviene isolarla e scaldarla solo al momento giusto. Le camere degli ospiti o le zone di servizio (sgabuzzini, locali-stiro) possono essere proprio isolate, spegnendo il termosifone: sarà sufficiente riaccenderlo al momento del bisogno, e ricordarsi di tenerne chiuse le porte!;
- controllate se ci sono alcuni punti soggetti ad umidità o a infiltrazioni, e se porte e finestre sono adatte a mantenere il calore, o al contrario disperdono: in questi casi, purtroppo, una delle prime cose da fare è tenere sotto controllo queste problematiche e, ove possibile, risolverle. Se ci sono spifferi, ovviamente, l'espediente più immediato è il classico salsicciotto paraspifferi, oltre all'isolante adesivo da porre tra i vetri e la struttura delle finestre.

Naturalmente, inutile dirlo: l'ideale sarebbero delle finestre con doppi vetri e strutture integre, con guarnizioni in ottimo stato; il cappotto isolante intorno alla casa è certamente un aiuto quando è realizzato e posato ad hoc: spesso infatti - soprattutto negli edifici di nuova costruzione - l'abitudine di risparmiare su materiali e manodopera comporta cappotti isolanti che impediscono la traspirazione dei muri: questa è una realtà molto comune e si evidenzia quasi sempre nella comparsa di antipatiche muffe su intere pareti, condensa importante alle finestre, odore di 'umido' o di 'chiuso'. Se siete in una situazione del genere, il miglior consiglio è quello di arieggiare il più possibile i locali, tenere le pareti umide ben pulite con candeggina o prodotti specifici e cercare di 'seccare' l'aria: meglio in questo caso non adoperare gli umidificatori dei caloriferi. Ma, se la situazione è grave, questi espedienti valgono davvero poco.
In ogni caso, oggi è obbligatoria anche la certificazione energetica delle abitazioni: se siete in procinto di acquistare un immobile non trascuratela, assolutamente. 

Ora, mentre voi vi dedicate all'analisi del vostro stile di vita 'calorifico', io proseguo nella mia documentazione sui metodi di riscaldamento 'alternativi': ci sentiamo tra pochi giorni =)
L.


Nb: tutte le immagini di questo post sono tratte dal web.

giovedì 14 novembre 2013

TisanaTime


Lo confesso: con l'arrivo del freddo sto ricominciando con la gestione programmatica di tutti i miei vizietti 'da letargo'; uno di questi è certamente il rito della tisana serale, calda e profumata. Sia in bustine che sfuso, la scelta dell'intruglio perfetto è vastissima, e può dipendere semplicemente dal proprio gusto personale oppure dalle proprietà benefiche di cui siamo alla ricerca: esistono tisane rilassanti, tonificanti, digestive, drenanti... e chi più ne ha più ne metta! Personalmente, mi piacciono molto quelle fruttate, e la mia preferita in assoluto è arancia e cannella... Uhmmm... La ricetta per un buon infuso è semplice: vi consiglio di usare acqua (davvero) bollente - quindi mai scaldarla col microonde!! - e, nel caso delle bustine, di non versarla mai direttamente sulla bustina, in modo che questa non si gonfi e che il rilascio degli aromi sia graduale; per dolcificare è assolutamente doveroso utilizzare il miele; infine, dopo almeno 5 minuti di infusione, la tisana va sorseggiata lentamente, ancora caldissima. La scelta della tazza è quindi molto importante: meglio una tazza stretta e alta, che aiuti a mantenere a lungo la temperatura (le tazze col collo largo, come sapete, accelerano il raffreddamento del liquido). Comunque: come dicevo il momento della tisana è un vero e proprio rito per me: si prende intorno alle dieci e rigorosamente devo avere un'ampia scelta di gusti per poter decidere in base all'umore del momento, al tasso di stanchezza, alla quantità di tensioni che ho accumulato durante la giornata e che voglio allontanare (e, diciamocelo: dipende anche da cosa/quanto si è mangiato per cena: in quel caso una buona tisana digestiva AIUTA molto!); la costante, comunque, è la MIA tazza: è vero che io sono maniaca di 'stovigliame' vario, come è noto; ho un bicchiere, una tazzina, una scodella, una ciotola, una ciotolina, un piattino eccetera per ogni mia piccola mania.... Lo ammetto, sono malata. Ma, diversamente, sarebbe 'solo' una bevanda. E voi? Ce l'avete la 'vostra' tazza preferita? Nelle mie ossessive ricerche ho trovato tante soluzioni molto belle (vorrei comprarne almeno 5, eh eh), ve le mostro in questa lunga carrellata, con relativi prezzi, sperando che siano di ispirazione anche per voi; il prezzo indicato tra parentesi si riferisce a un pezzo senza piattino (a parte dove espressamente indicato): 

Da Villeroy & Boch, le mie preferite in assoluto:

Una bella mug, già in tema invernalnatalizio (€ 17,90)


Amore a prima vista... (€ 19,90)

Unica eccezione 'a collo largo' nel tema.. Ma non potevo resistere! (€ 17,90)

Si commenta da sé.. Tazza/bricco (€ 39,90)



Un altro dei miei amori... Il Total White! (€19,90)

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Da Shotdeadinthehead, la tazza 'Philosophy':


(€ 12,90)

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Da Brandani:

Mug soggetto cucina - quanto è carina?? (€ 7,00)



Ma anche con soggetto 'casette'... (€ 7,00)



Per due: il gufetto in tazza doppia! (€ 7,50)



Dolce e romantica, la tazza/bricco (€ 15,90)

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Da Blond Amsterdam:

(€ 15,00)

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Da Bodum, per gli amanti della linearità:

Tazza in vetro con infusore (€ 25,00)



Tazza a doppia parete, per tenere la tisana calda calda.. (€ 23,00)


Tazza in vetro a doppia parete (€ 41,00)

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Da Blue Witch, creatori di meraviglie realizzate a mano, con innumerevoli soggetti:


Tazza scimmia (€ 36,00)


Tazza Violino (€ 36,00)

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Da Casa Viva, per chi ama la praticità


In molti colori, con coperchio (€ 5,50)

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Da Seltmann Veidenn:

A tema prettamente natalizio perché, insomma... Ci siamo quasi!! (€ 14,50)



Soggetto etnico, uno degli innumerevoli disponibili (€ 15,00)

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Bene, spero di avervi fornito qualche buona idea. Per voi ma, dato che il Natale si avvicina (ed è sempre meglio giocare d'anticipo!), anche per i vostri regali. E non abbiate dubbi, le tazze sono sempre un regalo gradito (io, almeno, ne sarei felice, eh eh!!). Tutte le soluzioni che vi ho proposto sono in vendita anche online. 
Ma si è fatto tardi, e la mia tisana è ormai pronta:


Prima che si raffreddi, scappo! Buonanotte...







mercoledì 6 novembre 2013

E luce sia! (Indagine sull'illuminazione a led)

Come vi avevo raccontato nell'ultimo post, abbiamo finalmente appeso in camera il lampadario al cui restyling mi ero dedicata quest'estate. Eccolo qui, in tutta la sua 'bianchezza' (!!) :



Sono molto contenta, è proprio perfetto in questa stanza, ne esalta sia il soffitto che gli spazi. Ma, in realtà, oggi invece di tediarvi ulteriormente con il lampadario, preferisco parlare delle mie ricerche in fatto di lampadine. Credo che ormai da tempo siamo tutti abituati ad utilizzare le lampadine a risparmio energetico, e mi risulta che da un paio d'anni quelle tradizionali a incandescenza siano fuori produzione (il che non significa che nei negozi non si trovino più, attenzione!). Negli ultimi mesi però ho sentito molto parlare delle lampadine a led e allora mi sono documentata: ora ho parecchi punti luce, e bisogna ottimizzare le prestazioni e il consumo; comunque: sulla carta le lampadine a led promettono grandi prestazioni. Innanzitutto rispetto alle tradizionali a incandescenza consentono un risparmio energetico dell' 85% che, se confrontate con le colleghe a basso consumo potrebbe sembrare non molto (queste ultime infatti garantiscono un risparmio dell'80%); però, quello che davvero cambia, è la durata: una lampadina a led può durare fino a 20 anni, cioé almeno 3 volte di più di quelle a risparmio energetico e circa 20 volte in più rispetto a quelle a incandescenza. Il risparmio quindi si può leggere sia sulla bolletta che sul costo vivo dell'acquisto. Questo significa anche meno lampadine da sostituire e buttare,  oltre al fatto che non contengono mercurio e quindi non vanno smaltite separatamente: in questo senso sono dette lampadine ecologiche, perché rappresentano un gran vantaggio per l'ambiente. Inoltre, raggiungono il 100% della potenza in soli 3 secondi (questo è un dato che può cambiare a seconda del produttore, ma si tratta veramente di secondi), e adoro questa caratteristica perché non ho mai sopportato il 'tempo di riscaldamento' di alcune lampadine a basso consumo.. Si sa, io non ho molta pazienza! Esistono infine in luce calda e in luce fredda, per cui ognuno può scegliere il tono di illuminazione che preferisce. Una cosa importante: il potere illuminante generalmente è indicato in lm (= lumen); in linea di massima, per avere un'idea della corrispondenza, potete considerare che 200 lumen illuminano all'incirca come una vecchia lampadina di 25W; quindi se cerchiamo una luce da abat-jour può andare bene questa dimensione, ma se serve un'illuminazione più decisa (ad esempio per una sospensione) meglio indirizzarsi su 600 lm, o su 400 in caso di punti luce multipli. Per quanto mi riguarda, sto testando due modelli diversi; ho considerato che il mio lampadario ha 8 braccia, e quindi non ho voluto esagerare; al momento ci sono 5 lampadine da 95 lm, trasparenti e a torciglione, e 3 da 200 lm, opaline; tutte sono a forma di goccia. In questa foto potete vedere la differenza estetica: 


In quest'altra, invece, la differenza della luce emessa:


Al di là della potenza, che evidentemente influisce, quello che forse potete notare è che le lampadine opaline hanno una diffusione della luce maggiore e più uniforme. Esteticamente preferivo quelle a torciglione, ma credo che infine opterò per le altre: la stanza è molto grande e ha bisogno di luce non localizzata, ma diffusa. Al contrario, le lampadine trasparenti sono ottime per le lampade da lavoro o lettura, perché convogliano la luce in un'unica direzione. Nel mio caso si tratta di luce bianca calda, quindi non 'il bianco da ospedale', ma nemmeno il 'giallo', che a mio avviso scalda l'ambiente ma non illumina. Un consiglio: per scegliere la temperatura della luce che preferite leggete bene i simboli sulla confezione: la temperatura è espressa in gradi Kelvin, e normalmente è misurata da una tacca in un segmento compreso tra il simbolo del sole e il simbolo del ghiaccio: più è vicina al ghiaccio più la luce sarà fredda, e viceversa. 

Un'altra informazione: esistono lampadine a led con attacco E27 (quello più grosso, tradizionale), E14 (quello più piccolo, da lampadario multiplo o da abat-jour) e a faretto, ideali per sostituire i faretti alogeni che, come è noto, non hanno un consumo basso. Le forme sono varie, ma sono reperibili a goccia, a globo (simili alle tradizionali) e anche a boule. Son certa comunque che nei prossimi mesi esisteranno in commercio tutti i modelli atti a sostituire quelli già esistenti. 
Manca solo un'informazione, forse la fondamentale: i costi. E' innegabile che le lampadine a led costino di più rispetto a quelle a basso consumo (in questa sede quelle a incandescenza non le considero!): i prezzi mediamente variano da 9 a 22€, a seconda dei lm e della forma. In effetti, è un investimento. Si stima che una famiglia di 4 persone, sostituendo con i led tutti i punti luce di casa, possa arrivare ad un risparmio annuo di 120€ sulla bolletta della luce, di 40€ nel caso in cui già utilizzi solo lampadine a basso consumo; su questi dati, direi che vale la pena, volta per volta, sostituire le lampadine bruciate con i led. Ovviamente, con la mano sul cuore e la consapevolezza dell'acquisto. La mia indagine sui prezzi ha coinvolto 3 centri commerciali, diversi supermercati e negozi di articoli per la casa, tutti nella mia zona. Ho cercato anche su ebay, considerando nei costi le spese di spedizione. E devo dire che anche questa volta ci viene in aiuto Ikea: i prezzi in questo caso variano da 4,99€ a 11,99€, senza considerare eventuali offerte speciali.

Mi pare di avervi dato tutte le informazioni possibili, ora non vi resta che provarle! Finora io sono contenta del mio esperimento, speriamo lo sia anche la mia prossima bolletta!
Ma, a proposito di luci, questa è una foto che ho scattato venerdì mentre passeggiavo per Montepulciano: è la statua di Pulcinella, che batte le ore. Non ho usato alcun filtro in questa foto, mi è piaciuto molto il contrasto tra la luce naturale al crepuscolo, densa e compatta, e la luce artificiale così ... Splendente! 


Baci!

domenica 3 novembre 2013

Domenica

E' arrivato Novembre!
Oggi, dopo un piacevole weekend trascorso con gli amici, abbiamo passato un pomeriggio all'insegna del relax. Non che siamo stati con le mani in mano, anzi! Ci siamo dedicati ad alcuni di quei 'dettagli' che si continuano a rimandare, tipo prendere le misure delle tende, attaccare un paio di lampadari (ebbene sì, anche LUI è stato infine collocato, che gioia! Nei prossimi giorni vi mostrerò qualche scatto!), stirare, leggere e riposare. E' curioso come si riescano a fare tante cose se si affrontano con calma! Comunque, il mio orologio interno, nonostante le giornate ancora piacevoli e le passeggiate di questo weekend, mi sta comunicando che è ora di 'calduccio': quindi ritmi lenti, coccole e vizietti. Voglia di castagne, cioccolata, vini caldi speziati e sapori dolci; voglia di decorazioni e colori natalizi; e, sì, voglia di casa. E così, l'ultima parte della domenica è trascorsa con telefoni, computer e televisori spenti, buona musica, lanterne accese e pigrizia sul divano. Ogni tanto ci vuole!
A proposito di pigrizia, come sempre soffro della sindrome da incanto-davanti-al-caminetto, e quindi credo che ora, organizzato il lavoro dei prossimi giorni e tisana fumante in mano, mi limiterò ad augurarvi una buona settimana!