mercoledì 20 novembre 2013

Riscaldare, puntata uno

Sembra che infine il freddo sia arrivato! 
E, con il freddo, l'esigenza di riscaldare. 
Inutile parlare di troppi concetti: credo che il bisogno principale per tutti sia risparmiare il più possibile. La mia lotta personale procede bene (in effetti siamo al 20 novembre e non ho ancora acceso la caldaia), ma quest'anno sto facendo andare molto il caminetto. Mi accorgo che è sufficiente a stemperare gli ambienti e per il momento ci limitiamo al brivido mattutino dell'uscita dal letto. Finché si riesce, ben venga. 
Però, per evitare i 'collassi' da bolletta di conguaglio, il mio consiglio è per tutti di cercare di diversificare i consumi. Intendo: cerchiamo una fonte alternativa al riscaldamento tradizionale, così da spalmare i costi in varie direzioni e in modo più costante. Ad esempio: se come me siete fortunati ed avete in casa un caminetto, una stufa a legna o una cucina economica, cercate di usarli; so che a volte non si ha voglia di andare a prendere la legna, di perdere un quarto d'ora per accendere il fuoco, di sporcare con la fuliggine... Ma meglio impegnarsi! E poi, ne converrete con me: non c'è niente di compagnia, accogliente e rilassante quanto un bel fuoco. 
Una stufa così, ad esempio, è già 'di compagnia' in sé:


Ma anche un caminetto simile a questo, che ne dite?


Se state facendo dei lavori di ristrutturazione e state installando stufa o camini, cercate su internet: ci sono miriadi di forme, stili e materiali tra cui scegliere quello che è ideale per voi. Ad esempio, questa cucina economica è uno dei miei sogni:



Se il problema è avere il bagno caldo per i dieci minuti di doccia mattutina, è certamente meglio usare una stufetta elettrica che non avviare il riscaldamento di tutta casa: è vero che le classiche stufette ad aria consumano molto in termini di elettricità, ma altrettanto vero è che nell'arco di pochi minuti sono in grado di scaldare piccoli ambienti e quindi il consumo è limitato (purché ci si ricordi di spegnerle immediatamente dopo l'uso!). Queste stufette come sapete hanno un costo ridicolo: da 10-15 euro per le più 'essenziali', come questa:



ad un massimo di 100€ per radiatori di questo genere, adatti a spazi più ampi (fino a 50 mq):



Se avete il riscaldamento centralizzato, informatevi sulle valvole per il controllo dei consumi: credo che ormai la legge ne preveda l'installazione obbligatoria, ma in caso contrario chiedete all'amministratore del vostro condominio; queste valvole consentono di gestire facilmente la temperatura di ogni termosifone e registrano i consumi effettivi: quindi non più spese in base ai 'millesimi', ma al consumo vero e proprio. Per maggiori informazioni, consultate questa pagina, che spiega il processo in termini molto chiari.

Poi, sapete, esistono tantissime alternative che si possono 'aggiungere' al nostro tradizionale metodo di riscaldamento. Ne parlerò più diffusamente nella 'puntata due' di questo post, nei prossimi giorni, però ora mi preme fermarmi su alcune considerazioni:
- prima di qualsiasi investimento, valutate con attenzione le vostre abitudini famigliari: in quanti siete, quanto tempo state effettivamente in casa, e in quali orari; una riflessione in questo senso può aiutare molto infatti nella gestione del termostato e della programmazione (e questo lo sapete tutti), ma anche per ideare alternative;
- una volta individuate le vostre abitudini, cercate di analizzarle molto bene: è necessario capire se durante la giornata (o per tutto il giorno), ad esempio, utilizzate solo alcuni locali della vostra casa (e quali sono) oppure tutti, indifferentemente; in questo senso si può scegliere di riscaldare solo una stanza ad esempio con una stufa, oppure di tenere acceso il riscaldamento: quindi bisogna capire se per risparmiare conviene tenere una temperatura costante, ma un po' inferiore (ad esempio, 18-19 gradi), oppure scaldare in alcuni momenti e poi spegnere (e questo, lo vedremo, dipende dal tipo di caldaia che abbiamo in dotazione);
- se lavorate in casa, valutate se c'è la possibilità di occupare soltanto un'area ben definita dell'abitazione, per limitare le spese ad un riscaldamento 'locale';
- cercate di capire se la vostra casa è in qualche modo 'dislocata' in vari livelli, aree, zone, o se è compatta e senza dispersione: anche la struttura dell'abitazione può determinare la scelta di riscaldare 'a zone': ad esempio, se la zona notte è ad un piano inferiore o superiore, e durante il giorno non si utilizza, conviene isolarla e scaldarla solo al momento giusto. Le camere degli ospiti o le zone di servizio (sgabuzzini, locali-stiro) possono essere proprio isolate, spegnendo il termosifone: sarà sufficiente riaccenderlo al momento del bisogno, e ricordarsi di tenerne chiuse le porte!;
- controllate se ci sono alcuni punti soggetti ad umidità o a infiltrazioni, e se porte e finestre sono adatte a mantenere il calore, o al contrario disperdono: in questi casi, purtroppo, una delle prime cose da fare è tenere sotto controllo queste problematiche e, ove possibile, risolverle. Se ci sono spifferi, ovviamente, l'espediente più immediato è il classico salsicciotto paraspifferi, oltre all'isolante adesivo da porre tra i vetri e la struttura delle finestre.

Naturalmente, inutile dirlo: l'ideale sarebbero delle finestre con doppi vetri e strutture integre, con guarnizioni in ottimo stato; il cappotto isolante intorno alla casa è certamente un aiuto quando è realizzato e posato ad hoc: spesso infatti - soprattutto negli edifici di nuova costruzione - l'abitudine di risparmiare su materiali e manodopera comporta cappotti isolanti che impediscono la traspirazione dei muri: questa è una realtà molto comune e si evidenzia quasi sempre nella comparsa di antipatiche muffe su intere pareti, condensa importante alle finestre, odore di 'umido' o di 'chiuso'. Se siete in una situazione del genere, il miglior consiglio è quello di arieggiare il più possibile i locali, tenere le pareti umide ben pulite con candeggina o prodotti specifici e cercare di 'seccare' l'aria: meglio in questo caso non adoperare gli umidificatori dei caloriferi. Ma, se la situazione è grave, questi espedienti valgono davvero poco.
In ogni caso, oggi è obbligatoria anche la certificazione energetica delle abitazioni: se siete in procinto di acquistare un immobile non trascuratela, assolutamente. 

Ora, mentre voi vi dedicate all'analisi del vostro stile di vita 'calorifico', io proseguo nella mia documentazione sui metodi di riscaldamento 'alternativi': ci sentiamo tra pochi giorni =)
L.


Nb: tutte le immagini di questo post sono tratte dal web.

1 commento:

  1. ciao molto interessante.....io ad esempio zona giorno stufa......zona notte stufa e per ora termosifoni accesi solo in bagno e per qualche ora......speriamo di risparmiare........

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