venerdì 25 dicembre 2015

Auguri!

Stavo riflettendo su come nei decenni cambiano le prospettive.

Dieci anni fa ero idrofobica sotto Natale, posso dire serenamente che avrei ucciso tutti, e che per me era un passaggio necessario ma faticoso e sofferente.. Mentre l'ultimo dell'anno era un momento di gioia perché, in qualche modo, mi buttavo alle spalle un altro anno e via, pronti a investire sul prossimo.

Insomma oggi qualcosa è cambiato. Piano piano ho ricominciato ad apprezzare Natale in quanto festa da trascorrere con la mia famiglia, e ogni anno mi godo l'attesa dei miei figli, le loro emozioni e il loro desiderio di festeggiare e di condividere. Da qualche parte qualcosa che ricorda lo spirito del Natale è riemerso. E ho iniziato a capire che tra poco la 'leggenda' di Babbo Natale finirà, e son certa che molta della magia che ci ha accompagnato in questi anni, in qualche modo, ci lascerà. Ma credo che non dimenticheremo mai gli occhioni sgranati di sorpresa la mattina di Natale, i lacrimoni da commozione, l'accettazione di un qualcosa che è giusto così, perché è così punto e basta. 

Tra l'altro, ieri ho fatto una di quelle cose che ho sempre odiato, ma stranamente avevo voglia di farla: ho fermato il mondo e TELEFONATO! Sì, non solo i canonici sms, whatsapp o mail o facebook, ma una serie di vere e proprie chiamate, con chiacchierate piacevoli al seguito.
Ho sentito tutte le persone con cui ho lavorato quest'anno, ed è stato un momento davvero simpatico.
Mi è piaciuto sentire che alla fine anche nei rapporti lavorativi si son creati rapporti umani, veri, concreti.
Insomma, ridendo e scherzando, parlando con tutti loro, mi son resa conto di quanto è stato fatto, di quanti scambi, di quanto aiuto, condivisione ed esperienza si è costruita; ovvero prendi coscienza che sta finendo un altro anno, e che anche in questo che volge al termine HAI FATTO UN MUCCHIO DI COSE!! E gli 'abbracci' virtuali che ho sentito, il calore, e addirittura il pensiero natalizio arrivato da qualcuno di loro, sono stati elementi belli e importanti della mia Vigilia.

D'altra parte, festeggiare l'ultimo dell'anno nell'ultimo decennio è diventato sempre più faticoso. Al termine (quasi) dei miei 40 anni, devo dire che girare 'pagina' non mi sembra più una cosa da fare tanto a cuor leggero, perché in qualche modo i ricordi che si sono accumulati sono tanti, e l'incoscienza dei tuffi a vuoto, un pochino (ma un pochino, eh), si sta ridimensionando. Insomma, vedere i tuoi figli che crescono alla velocità della luce non è che ti fa impazzire dal desiderio di correre avanti.. Nemmeno di tornare indietro, per carità, però forse sarebbe bello fermare i momenti un po' più a lungo.

Quindi, dopo queste 'sagge' riflessioni natalizie postprandiali, non mi resta altro che augurarvi delle giornate fantastiche, non solo a tavola ma di condivisione.

Baci!
L.


mercoledì 16 dicembre 2015

Intrippation =)

Oh oh ma è quasi Natale!! Un'altra volta??! Aiuto..

Se qualcuno tra voi si fosse chiesto dove ero fuggita, beh.. Mi spiace deludere, non sono andata da nessuna parte! E' che ho perso la cognizione del tempo...

Innanzitutto, ho preso alcune decisioni che hanno attratto la mia attenzione e quindi mi sono un po' eclissata, a progettare, immaginare, organizzare, eccetera eccetera. Poi, lo ammetto, mi sono buttata a pesce nel mondo dello Space Clearing, di cui vi avevo già accennato QUI.

Che dire? 
Più ci metto il naso e più mi intrippo nell'argomento (da qui il titolo di questo post, eh eh). Trovo il tutto fantastico, insieme al Decluttering, altra 'branca' della trattatio. Insomma, forse la mia nonna avrebbe chiamato il tutto 'Facciamo Pulizia' (e forse avrebbe reso meglio l'idea, almeno all'impatto), però approfondisci approfondisci mi rendo conto che in realtà non è così. E' un po' più sottile di così. Non si tratta solo di pulire (o ripulire), ma anche di farlo in un determinato modo, per far spazio alle energie.

Ora, sapete che il tema energia mi appassiona da sempre, perché sono davvero sensibile agli ambienti, alle atmosfere (buone o cattive che siano), alle sensazioni, alle vibrazioni. Quindi potete immaginare quanto, più vado in profondità nell'argomento, più metto in pratica e faccio esperimenti, più resto affascinata dai risultati e dai cambiamenti incredibili che percepisco.

Quindi nuovamente vi invito, se l'argomento vi interessa, ad approfondirlo anche voi. 
Anche questa volta mi permetto di consigliarvi una lettura, magari potete prendere l'ispirazione per farvi un regalo di Natale: il libro si intitola  'Il magico potere del riordino. Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita' , l'autrice è MARIE KONDO ed è edito da Vallardi. 


Quello che dovete FARE VOSTRO, se decidete di avvicinarvi a questo argomento, è un piccolo elenco di azioni che possono evitarvi la pazzia. L'elenco è mio, elaborato tra un delirio e l'altro, ma ora che è stato ampiamente collaudato credo sia valido:

1. Non avere fretta;
2. Avvicinarsi ad ogni stanza con un approccio 'rateale': ovvero datevi degli obiettivi oggettivamente raggiungibili.
3. NON dedicate tutto il vostro tempo libero a questa attività (una parte del tempo libero deve essere infatti dedicata a GODERSI i frutti, di questa attività).
4. Non sperate - nemmeno lontanamente - che fatto una volta questo lavoro poi è definitivo; questo infatti non è un 'lavoro', ma uno stile di vita, una scelta di vita. Diversamente, a seguito della legge del caos, vi ritrovereste in men che non si dica in uno stato peggiore di quello di partenza.
5. Abituarsi a spegnere computer, cellulare, TV e tutto quanto ci va appresso, anche solo per qualche momento al giorno. Riabituarsi a pensare che SI PUO' VIVERE SENZA!
6. Iniziare a guardare gli oggetti per quello che sono: oggetti. 

A proposito dell'ultimo punto, direi che il back del libro è illuminante =) :


(Ovviamente, non credo nessuno si riferisca ai mariti! Quella è un'altra storia...)

Bene, a questo punto proseguo con i miei studi. Contattatemi se vi va di approfondire l'argomento.

Mi porto avanti anche con gli auguri, visto che poi riesco a sparire per dei mesi interi!!

Buon Natale a tutti quanti, di cuore! E già che ci siamo, mettiamoci anche un augurio di felice 2016!

Un abbraccio,
L.



martedì 20 ottobre 2015

Space clearing (and loving)!

Ammetto che ogni due anni, mediamente, impazzisco. 
Come Vianne di Chocolat, che quando sentiva arrivare il freddo vento del nord doveva smantellare tutto e andarsene. Ecco (con l'unica differenza che io Johnny Depp non l'ho mai incrociato..). 
Insomma, tendo a trascinare le cose, e poi sbrocco. E allora voglio andare, partire, cambiare.

Ma questa volta sono diventata grande (!) e mi son detta che devo risolvere la questione, e quindi imparare a non trascinare le cose (e ok, avere un po' di tempo libero aiuta molto). Così ho iniziato a snasoppiare per casa, per cercare di capire cosa c'è che non va - se c'è qualcosa che non va - e quindi individuare il problema e risolverlo.

E' un processo lungo, noioso e irritante. Poi però se tieni botta inizi a percepire quali sono le cose che creano fastidio (o, se vogliamo dirlo in termini precisi: cose che creano vibrazioni negative) e piano piano impari a individuarle, eliminarle, vivere meglio.

Parlo di processo lungo perché a volte - e lo dicevo tanti post fa - bisogna avere il coraggio di cambiare, perché noi cambiamo ogni giorno e il posto in cui viviamo, per farci star bene, deve cambiare con noi. Insomma, non è necessario cambiare l'intero arredamento ogni anno, però... 'seguire il filo del discorso', sì, lo è. Altrimenti ci si trascina e non ci si sente più liberi di esprimersi nemmeno a casa nostra. E la cosa peggiore è che non ce ne rendiamo conto: ad un certo punto si inizia a non essere mai sereni, e si tende a dar la colpa a quel che succede fuori, alla moglie o al marito, ai figli, ai clienti, ai colleghi, eccetera... Mai mai mai pensiamo che forse siamo noi ad avere un disagio, a capirne la causa e a cercare di risolvere la questione.

Io sono una persona che cambia moltissimo. Non sto mai ferma. Probabilmente da fuori non si direbbe, sono paciosa e morbidosa e tranquilla, ma la realtà è che io sono sempre alla ricerca di me e dei miei equilibri e cambio spessissimo: cambio abitudini, gusti, ritmi, letture; mi piace sperimentare, indagare, trovare nuovi stimoli. Quindi, anche se le cose 'salde' della vita son sempre quelle, dentro di me mi sento sempre in movimento, in fluire. E quindi capirete che anche la mia casa, con me, ha un buon rapporto per un massimo di due anni.. Poi si trova spiazzata.

Quando ho capito il collegamento tra queste due cose, sono rimasta spiazzata anche io. Tutto qui?
Sì, credo di sì.
A meno che non si viva in una catapecchia, o in un posto che davvero non ci piace ma non possiamo che farcelo andar bene, per il resto è tutto qui.
Ok, ok, a me piace traslocare - e si sa! - però sono stufa di sentirmi in qualche modo tenuta a farlo.

Allora, se qualche altro pazzoide soffre dei miei disturbi, un gran consiglio: avvicinatevi allo Space Clearing.

Space Clearing è l'arte di fare pulizia: non solo esterna, ma anche interna, e soprattutto emotiva. Niente più dei blocchi e dei legami emotivi crea malessere. Inoltre, normalmente lo Space Clearing si accompagna a nozioni di Feng Shui che, piaccia o meno, ormai è testato portatore di benefici, soprattutto per noi occidentali iperconnessi.

Cercate su internet, troverete un sacco di informazioni e materiale, se volete approfondire. Tra i tanti volumi disponibili io vi consiglio Apartment Therapy di Maxwell Gillingham-Ryan (un vero guru nella 'cura' delle case malate), e Via la polvere dalla casa e dalla mente di Karen Kingston, maestra di Feng Shui.

Si tratta di approcci molto differenti: il primo è molto più occidentale, e scritto sotto forma di manuale, quindi con una serie di esercizi da seguire per la 'cura', settimana per settimana. Il secondo invece ha un approccio meno pragmatico, ma altrettanto interessante. Curioso che, in parallelo alla cura e alla pulizia della casa, l'autrice affronti la cura e la pulizia di noi stessi e del nostro corpo.

Bene, io vado a rompere catene e a fare pulizia!
Buon proseguimento,
L. 

venerdì 9 ottobre 2015

200!

Uela bella gente!

Ho scoperto che questo è il mio post n. 200! Accidenti.. Ne ho scritte di cavolate ;)

Sono stata assente parecchio, lo so (anche questa è una frase che ho scritto diverse volte, eheh). In questi mesi mi sono dedicata a terminare alcune cose che avevo in stand-by, e di 'ufficio', diciamo così, e di decorazione. E già che c'ero ho preparato un esame che ho dato un paio di settimane fa (finalmente!).

Ho dipinto 4 colonne porta cd in 4 mesi. Ok, forse non avevo tanta voglia di fare questo lavoro. Tra l'altro non ho nemmeno una foto del prima-dopo da mostrarvi perché (come al solito) presa dalla foga mi son dimenticata di scattarne. In ogni caso, due di queste colonne erano nere laccate e due invece in legno finitura anticata; ciò che avevano in comune era la forma, e quindi ho deciso di dipingerle tutte dello stesso colore (un bellissimo grigio perla opaco): un po' per illuminarle, perché le ho dovute collocare in un angolo di passaggio, un po' buio; un po' per accostarle una all'altra e creare una specie di 'mobile-media'. Inoltre, a furia di traslochi e passaggi di aspirapolvere non proprio delicati, in basso erano parecchio rovinate, in alcuni punti ammaccate e in altri proprio incise. Con il colore abbastanza denso ho ristabilito anche un po' di ordine, andando a riempire questi segni e, dove non possibile, mimetizzandoli.
Questo è il risultato finale (e mi scuso per le foto, come al solito sono orrende):



Quanto meno dopo anni ho rimesso insieme tutti i cd e i dvd che vivevano un po' qui e un po' lì.

Archiviata la questione colonne, ora mi assillano le librerie e il tavolino della tv, che sto seriamente pensando di trasformare in questo stesso colore. Colore di cui, inutile dirlo, mi sono innamorata, perché ha proprietà eccezionali: coprenza incredibile, lavabilissimo, opaco-opaco-opaco, base acqua, senza necessità di protezione, esistente in una tabella colori molto ricca. Purtroppo non posso darvi informazioni più precise perché lo realizza un colorificio che fornisce imprese edili e imbianchini, che ho vicino a casa. Non so quindi né la marca né se è disponibile altrove. Conosco solo il prezzo: 12€ al chilo. Vado lì, scelgo il colore, me lo preparano e me ne vado via col mio barattolotto.

Se vi piace questo effetto vi consiglio di intraprendere delle prove con i vostri colorifici: spesso al di là di tutte le chalk paint (di una marca o di un'altra), gli acrilici (di una marca o di un'altra), gli smalti e chi più ne ha più ne metta, esistono soluzioni 'non-di-moda' che consentono di ottenere oltimi risultati.

Buon lavoro!
L.

giovedì 16 luglio 2015

Cucine?

Chiariamo subito: ODIO il caldo. 
Ma non perché sono una di quelle che agogna l'estate perché odia il freddo e poi odia il caldo e poi bla bla. No. Io odio il caldo da sempre, mi distrugge, mi ciuccia tutta l'energia possibile, mi rende difficile persino pensare. Odio stare appiccicaticcia e con la sensazione perenne di essere in disordine. Odio dormire male, o peggio non dormire proprio. E, lo ammetto, questo è l'unico momento dell'anno in cui invidio LeMagre. Non per la bella figura in spiaggia, intendiamoci, ma per la loro apparente leggerezza, per avere movimenti semplici senza arrancare, per essere sempre perfettamente profumate e pettinate e in ordine e senza mai essere trafelate, nemmeno con 40° all'ombra. MA COME FATE??!

Bene, dopo questo mio piccolo sfogo, potete immaginare che riesco a concludere ben poco in questo periodo, se non contare alla rovescia i giorni che mi separano dalle vacanze (dove almeno, mi auguro, con le chiappette a bagno sarà più semplice resistere alla temperatura!!). 
Per il mio ligio senso del dovere, però, cerco comunque di lavorare e sto approfondendo il tema 'cucina'; così mi sovviene che:

- L'estate è il momento migliore per comprarla, se potete! In questo modo anche lavori annessi (tinteggiature, rivestimenti, trattamenti vari) saranno di più rapida asciugatura! Se siete tra i fortunati che si accingono a comprar cucine, a parte la mia personalissima invidia, condivido con voi quella che è la mia attuale preferenza: lo stile industrial. Come sapete amo molto legno, metallo, e materiali/oggetti di recupero, e credo che questo sia davvero lo stile perfetto per mixare bene tutte queste cose. Qualche esempio?

Beh, innanzitutto, dalla villa di Debbie. Questa è la cucina del Fienile, ovvero della Playroom,
dove le signore possono rilassarsi in tutta calma. Qui la cucina era appena stata montata, 
quindi ancora non sono foto 'ufficiali'. Ma tant'è:
(Cucina BARTHEL - Firenze)


Piastre a induzione e forno e tostapane nascosti nelle ante:

In fondo, si intravede la mia passione: frigo SMEG color Baby Blue...

Tavolo su misura realizzato in legno antico 
(BOTTEGA D'ARTE ANTICA - Tuoro sul Trasimeno) e 
sedie in ferro realizzate su disegno (SESTINI & CORTI - Bettolle)

Se volete dare un occhio ad altre idee di questa tendenza, potete spiare qui: http://www.cosedicasa.com/industrial-style-a-eurocucina-2014-2014/ oppure, banalmente, cercare su internet o Pinterest, dove troverete tantissimi esempi.

- Tornando a chi, invece, non può permettersi una nuova cucina, salta fuori il buon vecchio restyling! Se volete semplicemente modificare lo stile delle antine, o di un pezzo di arredo, scegliete stile e colore e via, pennelli in mano! Ad esempio, qui vi mostro un buffet che ho rinnovato qualche mese fa. Era in legno anticato, provenienza IKEA (e scusassero le foto...):

Questo sopra il buffet, al momento in cui è arrivato nelle mie mani;
qui sotto invece, i risultati finali, dopo il 'trattamento di bellezza':



In un caso come questo, è sufficiente scegliere colore e finitura per dare nuova personalità alla stanza (e magari, lo ammetto, scattare delle immagini di giorno in piena luce!!).

- Infine, se volete invece solo realizzare qualche modifica, potete pensare a cambiare il colore del rivestimento o, se come me non lo avete, del muro dietro la cucina. Noi abbiamo cambiato la posizione ai pensili (sistemandoli in effetti al loro posto, mentre inizialmente erano posizionati qua e là), e abbiamo quindi deciso di ridipingere l'area tra i pensili e le basi.
In questo caso ho scelto una finitura antimacchia e a base acqua, opaca, lavabile, in tono contrastante al resto della stanza per 'incorniciare' la zona operativa. Quindi, grigio pallido e 'vellutato' su sfondo rosa:



Ho scelto il colore e la finitura e l'ho fatto realizzare dal colorificio di fiducia. Provateci anche voi, è divertentissimo!!
L'effetto finale è che ora la cucina sembra più in ordine, più 'limitata' nello spazio e più completa, in qualche modo, perché il tono di grigio scelto riprende il colore di maniglie e zoccolino.



Bene... Questo breve post 'informativo' è il massimo che posso fare con questa temperatura.. Spero sia stato di vostro interesse!

Alla prossima settimana, 
baci!
L.

venerdì 10 luglio 2015

Restyling di zona relax



Questa settimana mi sono divertita a realizzare un progetto per il restyling di quelle che qui si chiamano 'casine', ovvero piccole strutture annesse alle proprietà, una volta utilizzate come cantine, magazzini, eccetera.
Di solito non sono strutture molto grandi, però sempre più spesso vengono oggi ristrutturate e riutilizzate, a volte anche come dependance.

In questo caso si tratta di un'unica stanza; al momento c'è solo una porta di accesso, ma dietro parere positivo dell'architetto si potrà inserire una grande doppia porta vetrata, in modo da far entrare più luce possibile (anche se i committenti vogliono i vetri specchiati fumé, per questione di privacy). La casina è proprio nel centro del giardino, e i proprietari vogliono creare un soggiorno da utilizzare soprattutto d'estate mentre i bambini giocano all'esterno; è un locale dedicato agli adulti (beati loro!).

Il progetto è molto semplice: una coppia di divani, Tv, una poltrona per leggere e una grande libreria, oltre ad un bel tavolino da caffé.


Per lo stile d'arredo ho scelto materiali naturali, colori dal marrone al nero, legno e ferro; i proprietari volevano qualcosa di 'industrial' ma elegante. L'atmosfera finale è certamente da adulti, stemperata qua è là da pezzi moderni (come la lampada da terra o le due sospensioni) e da punti di rosso che legano il tutto. Infine, la collezione di specchi della proprietaria 'ammorbidisce' la zona ed amplifica la luce.




Per le finiture: calce alle pareti e parquet di rovere sbiancato ai pavimenti. Il battiscopa non c'è, ma verrà dipinto un bordo in resina trasparente. 

Segretino: normalmente si sconsiglia di posizionare la TV di fronte alle finestre, per evitare che la luce rifletta sullo schermo e dia fastidio durante la visione. Stavolta è stata espressamente richiesta, dato che verrà utilizzata soltanto la sera. In ogni caso, i vetri fumé risolveranno il problema anche di giorno.

Baci!
L.

venerdì 3 luglio 2015

Progettare uno spazio esterno



Se volete organizzare uno spazio vivibile all'esterno, ombreggiato e definito, potete acquistare una soluzione pronta in un qualsiasi negozio di arredi per esterno o di fai-da-te; pergole, gazebo, vele, pompeiane, tende, eccetera: il mercato offre tantissime alternative, anche abbastanza economiche; il lato negativo di queste soluzioni è che normalmente hanno misure standard, e sono quindi indicate per aree che non presentano problematiche (dislivelli, irregolarità, eccetera).

In alternativa potete progettare lo spazio secondo le vostre esigenze e farvi produrre da artigiani o aziende specializzate quello che più vi aggrada.

Nel mio caso, ho progettato questo spazio su misura, perché le irregolarità dell'area erano molte (in primis: pavimento in discesa!) e perché sul mercato non trovavo soluzioni pronte che riempissero tutta l'area.





Se volete fare come me, tenete però presente alcune considerazioni: le strutture esterne non richiedono il rilascio di autorizzazioni comunali (per l'ampliamento degli spazi) quando NON sono FISSE, ovvero quando non necessitano di fondamenta (ok invece le viti nel pavimento, per evitare incidenti e ribaltamenti), non sono ancorate a nessun muro (in ogni caso in alcune situazioni è possibile ancorarsi ai muri purché in maniera rimovibile) e le coperture sono altrettanto facilmente amovibili. Quindi via libera a tende, cannicci, rampicanti. Per intenderci: se potete velocemente smontarla e portarla via, non si tratta di struttura fissa, e quindi non necessita di autorizzazioni.

Per cui, in questo caso, la struttura è autoportante, su quattro pali di ferro; quindi tendo a parlare di pergola, ma in realtà altro non è che un gazebo dal tetto piatto e non a punta (la pergola vera e propria è ancorata al muro che fa da sostegno e ha solo i pali esterni). 

Pur amando molto il legno, ho scelto una struttura in ferro perché lo spazio necessitava di solidità ma anche, in qualche modo, di leggerezza (non essendo molto ampio). Per la copertura, ho optato per il canniccio: una tenda sarebbe stata molto più elegante, ma forse dall'aspetto troppo serio con tutto questo ferro - senza contare che il canniccio lascia traspirare l'aria, mentre un tendaggio normalmente crea una specie di cappa di calore. Inoltre, data la natura della casa, mi piaceva qualcosa che riportasse al 'rustico'. E, aggiungo, gran vantaggio economico: il cannicciato di bambù, nella misura 200x300, costa all'incirca 15€ (quindi se si danneggia con le intemperie si può sostituire anche ogni anno, senza crisi esistenziali).. Infine, un motivo del tutto personale: adoro la texture che il bambù proietta sui muri, che nessuna tenda può dare... Mi sa tanto di VACANZA!!


Per l'illuminazione, ho scelto due lanterne davvero molto semplici e dalla forma tradizionale, semplicemente abbinando il colore col resto della struttura. Importantissimo: scegliete solo illuminazione da esterno!

Infine, gli arredi!
Ne avete di tutti i tipi, stili e  colori, in vendita praticamente ovunque, anche online! Quindi forse la parte più complicata è proprio la scelta. Io ho optato per un tavolo molto semplice (questa ovviamente è una zona pranzo, non relax: quindi non divani e poltrone, ma tavolo e sedie) con piano in legno e struttura solida in ferro, identico alla pergola. Quando è arrivato il legno era grezzo, e l'ho trattato per togliere il sentore di 'nuovo' e dare un che di vissuto:




(a destra dopo il trattamento)

Naturalmente potete decidere di colorare con smalti a tinta piena, usare impregnanti o mordenti, o decorare, oppure ancora comprare qualcosa di già finito. A me piace molto l'abbinata ferro+legno, quindi ho cercato di utilizzare questi due materiali nel modo più armonico possibile. Curiosità: il legno grezzo, se lasciato a sole/vento/acqua, acquista in brevissimo tempo quel fantastico colore grigiastro, naturalmente used. Io non ho lasciato tempo al tempo per 'prevenire' patacche di succo cioccolata e pennarelli dei miei figli.

Infine, le sedie! Ho scelto sedie di metallo, comode e leggere, ma per non creare un ambiente troppo serio o freddo ho optato per un mix di colori, in due modelli: con braccioli e non. Inutile segnalarvi siti o altro, trovate in giro miliardi di soluzioni! Se vi piace questo stile, comunque, trovate qualcosa di molto simile su FERMOB (comprese le fantastiche sedie bistrot in magnifici colori che però, lo ammetto, sono un po' scomode per il pranzo!).


Bene, ora vi lascio... Quasi ora di pranzo!
L.

Pergola e tavolo realizzati da Metalmeccanica sas - Ponticelli di Città della Pieve (PG) su mio disegno. Ringrazio il mitico Sig.Guido per questa gentile collaborazione.

venerdì 26 giugno 2015

Smart Weekend Project!


Vi va un progettino facile facile per il weekend? 
Allora ecco come creare una piccola libreria/etagére con legno economico di recupero.
Io mi sono divertita tantissimo a realizzarla, condivido con voi con questo veloce tutorial:

1. Procuratevi delle assi di legno! 
eh eh.. Nel mio caso, avevo questa cassa, provenienza dalla villa di Debbie (conteneva un basamento in ceramica, su cui è stato installato un lavabo - come potete vedere dallo schizzo autografo, YUP!):



Se non avete una cassa, costruite un'ossatura con chiodi e martello! Importante: per questo tipo di progetto non serve legno pregiato; più è nodoso e difettoso più l'effetto sarà vintage!

2. Se avete un pallet, o altri pezzi di legno di recupero, aggiungete altre assi sul fondo; a me non importava che fossero regolari, né che tutto il retro fosse chiuso, perché la mia intenzione era di appendere questo mobiletto, a mo' di espositore. Se però volete creare una vera e propria libreria, perché no? - chiudete il retro!


 Posizionate le assi, misurate, tagliate con un seghetto (elettrico o manuale)!


Fissate con colla per legno e chiodi.

3. Tagliate le mensole - quante ne volete! Questo ovviamente dipende dalla vostra progettazione.
E, non dimentichiamo!, create dei reggimensola:


(piccoli sostegni di legno fissati alla struttura, sempre con colla per legno e viti)

4. Iniziate a dipingere!
Dopo aver - ovviamente - scartavetrato, iniziate a lavorare con i colori scelti. Nel mio caso ho lasciato apposta il legno ruvido, per evidenziarne tutti i difetti. Ho scelto di lavorare con due colori, prima un grafite, e poi un grigio chiaro (tutto mat). Barbatrucco: per far risaltare le venature del legno, usate poco colore diluito in acqua. Scegliete la tipologia di colore che preferite, ma A BASE ACQUA.


(rese diverse dipendono da tipologie di legno diverse - No problem!)


5. Quando asciutto, una mano col secondo colore, sempre moooolto diluito in acqua:


(vedete la differenza?)


6. un velo leggero leggero di cera incolore, per proteggere:


(non dimenticate le mensole!)

7. Assemblaggio e installazione:


8. Enjoy!!



Buon weekend =)
Baci, L.


domenica 21 giugno 2015

Il giorno X

Ecco, è arrivato.

Il giorno 'X', quello della vera e propria inaugurazione, quello dell'arrivo della prima tornata di ospiti al Debbie Travis' Tuscan Retreat... Che quest'anno, per la prima volta, si terrà a Villa Reniella, la tenuta di Debbie. Finalmente terminata (salvo sfumature che qui e là andranno ancora aggiustate, ovvio!)!!

Insomma, questo pomeriggio le prime 18 fortunate signore, provenienti da svariate parti del mondo, arriveranno festanti alla tenuta, prenderanno possesso delle suite, resteranno senza parole - ne sono certa - e vivranno una magnifica esperienza lunga una settimana, a contatto con Debbie, immerse in un panorama mozzafiato. 

E nessuna di loro saprà probabilmente quanto sudore e lacrime ho versato io in ognuna delle loro stanze, sui loro letti e lenzuola e coperte, sui pavimenti, sulle pareti, sulle finestre, nelle docce e nei rivestimenti, e perfino nei piatti in cui mangeranno, e sulle sedie, e nei giardini e.... e... e basta! Meglio che mi fermi qui!! 

E' una sensazione tanto strana, ora, dopo mesi di vita all'interno di questa proprietà, in qualche modo 'cedere' il diritto di usufrutto ad altri. Ovvio, tutto è nato a questo scopo, e sono davvero contenta dei risultati raggiunti, e del lavoro fatto da tutti quanti. La cosa assurda è che nella frenesia del momento non sono riuscita nemmeno a contemplare il risultato finito!

In ogni caso, beh... In bocca al lupo a Debbie per questa nuova avventura, ora resto in trepidante attesa sperando che non ci siano imprevisti o problemi in questa prima settimana.. E nel frattempo, dopo le ultime settimane all'insegna di riprese televisive, feste di chiusura lavori, vip ospiti e così via, cercherò di canalizzare tutta questa incredibile energia!

Baci!