È primaveraaaaa!
Sì, è ufficialmente primavera, e anche se in questi giorni le temperature non sono proprio incoraggianti, le avvisaglie di stagione quest'anno si sono fatte notare con un bel po' di anticipo.
Già il 5 marzo, infatti, nelle aiuole intorno a casa mia ho notato che ormai iniziavano a spuntare i primi germogli, nonostante i 2-3 gradi di temperatura al mattino presto. PARENTESI, per chi non lo sapesse: da un po' di tempo non vivo più in città, mi sono trasferita in montagna, a bassa quota, dove però l'aria è di certo più "frescolina". Ebbene, tornando a noi: ho notato che non solo iniziavano a comparire germogli, ma addirittura il prato nel giro di una notte si era riempito di primule. E una, che mi ha colpita per il coraggio e la spavalderia, faceva bella mostra di sé nel cemento, spuntata in quella stretta intercapedine tra il pavimento del cortile e il muretto:
Ho scattato una foto senza troppa attenzione, così, prima di salire in macchina, ma quella primulina mi ha messo di buonumore.
Credo sia lo stesso per ognuno di noi: la luce nuova, la natura che si risveglia, i colori che si rianimano... Questo giallo in decine di sfumature che all'improvviso riempie i contorni e dona una sferzata di energia! Tutto ciò che ci circonda racconta una storia di rinascita, di ritorno e di nuovo vigore, ed è sicuramente una spinta anche alla nostra, annuale, rinascita personale. Via il freddo e il desiderio di coprirsi, di rintanarsi. Bene arrivata voglia di guardarsi, di mettersi in mostra, di cambiare guardaroba, di uscire dal letargo e lasciare spazio a una maggior leggerezza. Di aprirsi, di respirare, di incontrare persone.
Non è solo metafora. Anche noi facciamo parte della natura e anche noi, come è giusto che sia, dopo un periodo di riposo e di buio, di quella che dovrebbe essere una stagione di ritiro e di rallentamento - anche se, lo sappiamo bene, spesso non lo è e così andiamo un po' in senso contrario rispetto ai ritmi del pianeta - ebbene, sentiamo ora il bisogno di raccogliere le energie e risvegliarci. Nell'aria ci sono odori più frizzanti, intorno colori nuovi che invitano ad accogliere questo cambio di stato. Anche in città, e forse soprattutto in città, chi non rimane incantato dall'inaspettata visione di una magnolia in fioritura, proprio nel mezzo di una rotonda nel traffico? O delle forsizie in fiore che riempiono il bordo di ogni viale? E le giunchiglie, nel loro splendore, in tutte le aiuole?

Insomma, è il momento buono per accantonare le magagne di ogni giorno, in particolare quelle che non si possono risolvere nel breve periodo. È il momento di avere maggior spensieratezza, di lasciarsi incantare dalla magia di tutto questo sbocciare.
È il momento di credere in una favola, di sentirsi coraggiosi e spavaldi come la mia primulina. Di provare a connettersi con quello che il mondo intorno a noi sta attuando e lasciarsi trasportare dal suo immenso e impercettibile movimento.
È una danza.
È una danza tra noi e il mondo, tra noi e il fuori, tra ciò che abbiamo dentro e ciò che ci chiama fuori.
Non val la pena resistere, è meglio abbandonarsi.
È il momento di accantonare ricordi e malinconie e donarsi al nuovo. Torneranno, tutto tornerà. Ma forse oggi possiamo costruire attimi imprevisti che diventeranno nuovi ricordi.
Lasciamo la malinconia ai poeti d'ufficio e proviamo invece a fare della poesia il canto delle nostre giornate.
Non so in quale fase siete della vostra vita. So però dove sono io, e so che è il momento di lasciare andare le cose che non posso trattenere. Ed è il momento di impegnarmi per far sbocciare la nuova Laura che sta montando dentro di me. Accade ogni anno, e questa Laura non sarà la stessa di un anno fa. Ci sarà qualcosa di nuovo anche in me, e sarà qualcosa dalla vita brevissima, oppure duraturo, chissà.
Quello che so è che la malinconia, i ricordi dolorosi, il rimuginare, ora, li voglio mettere da parte.
Ora ho voglia di sorridere e di chiudere gli occhi in mezzo ai profumi e all'aria e non pensare a nulla. E, non lo nego, anche se a me l'inizio della primavera fa venire sempre tanto sonno, come se tutto questo nuovo fosse addirittura "impegnativo" per i miei sensi, so bene che è una fase, un breve passaggio, prima di entrare in sintonia con nuovi ritmi.
Mi sento un po' come quella primuletta, forse: sento che posso fiorire in qualsiasi posto, in qualsiasi condizione. E chi se ne importa se durerà poco, l'importante è che, in un modo o nell'altro, anche quest'anno il desiderio di rinascere sia arrivato.
È così che ci si sente vivi.
È così che siamo vivi.
Baci!
L.
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