venerdì 24 marzo 2017

Domande... E risposte?



Questo è uno di quei periodi. Ma stavolta mi ha preso proprio male.

Forse che è arrivato il conto degli ultimi cambiamenti, delle fatiche dell'ultimo anno. Forse invece è solo la primavera che è arrivata di botto e come sempre porta in sé un rigenerarsi, un rinnovarsi, e a me questa cosa, qualcuno non lo sa?, mi manda fuori di testa. Oppure, chissà, è semplicemente arrivato il momento. Quell'attimo in cui qualche bilancio bisogna farlo e fermarsi a fare due riflessioni.

Prendiamo il blog, AD ESEMPIO. E' qualche mese che mi scervello sul mio blog, sulla mia ormai quasi abituale assenza, sugli innumerevoli post iniziati con: 'Sì, lo so, è una vita che non scrivo'. Perché?
Sapete, non è una domanda sciocca, perché ho sempre scritto poco nei periodi di intenso lavoro, quando tra mobili o consulenze o corsi non avevo tempo di aggiornare. Ma ora non è un periodo di intenso lavoro, anzi. Sono semitranquilla. E questo blog, beh, è la mia creatura. Nessuno può immaginare quanto sono affezionata a queste pagine. Esistono da quando ho scoperto le possibilità dei social, delle connessioni, della velocità della comunicazione, della capacità di mantenere contatti a distanza. Sono ormai quasi sette anni, lo saranno il 15 giugno, me lo ricordo benissimo! Ripeto, 7 anni!! Ogni tanto mi capita di leggere a ritroso i miei post e vedo quante e quali cose ho fatto in questi anni, di quanti argomenti abbiamo parlato, quanti lavori ho postato, quante foto, quante arrabbiature. Insomma, questo è davvero un online diary per me. Quindi non ho nessuna nessunissima intenzione di chiuderlo o lasciarlo perdere. 

Come dicevo, è un po' uno specchio. Ha visto alti e bassi, cambiamenti e interessi che mutavano. Questo credo sia un po' il quid della faccenda. Io sono una persona curiosissima, mi piace buttarmi a pesce nelle cose, impararle approfondirle e poi.. e poi basta, passo a qualcos'altro. Com'era? 'Impara l'arte e mettila da parte'. Esatto, sono io. Qualcuno una volta mi disse che avere un dono come il mio è un po' una maledizione, perché spesso chi sa fare molte cose viene trattato come chi non ne sa fare nemmeno una, come se non ci fosse specializzazione. E più ti specializzi più 'gli altri' ti credono un generalista.
Mi chiedo chi riesce a immaginarsi, a parte i miei intimi, quante cose ho approfondito e imparato nella mia vita, quante avventure ho iniziato, quante persone ho conosciuto (e di che calibro), quanto ogni volta ho dato me stessa e quanto ho imparato, e imparo, e imparo. Ogni giorno sempre e comunque. Metto in saccoccia.

Fallimenti? Alcuni. Arricchimenti? Tantissimi. Soddisfazioni? Migliaia. Delusioni? Centinaia di migliaia.
Per me ogni cambiamento è un evolversi, spesso per gli altri è un fallire.

E allora la domanda: chi sono, in fondo, questi ALTRI?
Chi siete? Siete voi? Siete i lettori di questo blog? Siete amici? Siete clienti? Curiosi? Spioni? Invidiosi? Antagonisti? 
Chi è che mi segue? QUALCUNO mi segue?

Insomma, mi domando, dopo tutti questi anni, se qualcuno ancora davvero mi segue, o se in fondo questo blog lo scrivo per me. Non vedo più commenti da tanto tempo, e forse non ho più avuto news accattivanti di cui parlare. Il problema è però che io non me la sento più di parlare di fuffa. NON NE HO PIU' VOGLIA!

Ho voglia di scrivere di ciò che faccio davvero, o vivo ogni giorno, anche se non è il trend. Vorrei sapere che ho 5 followers e non 2000, ma che condividono qualcosa con me, il mio percorso. Vorrei che se qualcuno mi legge apprezzi il fatto che io sono una persona vera, e che faccio una vita vera, e non che qualsiasi cosa scrivo ha una finalità commerciale o è una via per cercare clientele e apprezzamenti. Vorrei che sappiate che non amo troppo le mode e che quando una cosa 'la fanno tutti' e tutti sono esperti a me viene l'orticaria e tendenzialmente l'abbandono (salvo poi riprenderla dopo anni, quando ormai nessuno più se ne ricorda). 
Vorrei che sapeste che sono talmente sincera che sto sul caxxo a tante persone, ma che alla mia età proprio non me ne frega più niente. E che sì, sono un po' un orso e mi piace la solitudine, ma altrettanto amo stare con le persone, confrontarmi e condividere. Ma che a mio discapito non sono abbastanza falsa da leccare proprio in quel punto lì che porta notorietà, followers, 'mi piace', condivisioni. L'essere sulla social-cresta-dell'onda, insomma.

Ho conosciuto tante persone di questo tipo negli ultimi anni e brrr, non ho bisogno di averle intorno. Ogni tanto mi accorgo dei cali di stile, nei blog ultra fichi e ultra alla moda, mi accorgo di piccoli crolli di monotonia e ansia tra le righe, e mi rendo conto che sono tutte umane anche queste qui in fondo. Perché, diciamocela onestamente: il lavoro è lavoro, le mode e le tendenze sono altro.

Sorrido sotto i baffi, perché averlo capito previene crisi d'ansia e delusioni.
Una persona anni fa mi disse che su facebook o sul blog non bisogna mai lasciarsi andare a un commento sincero, o a un chiarimento onesto perché questi social sono le nostre vetrine, questo è il nostro marketing.
Beh, già mi fece incazzare allora. Oggi ogni tanto la intercetto e non noto alcun cambiamento, ma non mi soffermo nemmeno. E' una come le altre. Qualcuno che rappresenta ciò che io non sono e non voglio essere.

Nulla in contrario al marketing, assolutamente, né alle vetrine. Se sei un venditore, un commerciante, un imbonitore, qualcuno che ha dell'INTERESSE concreto ed economico nelle cose che fa.
Io, oggi, non credo di far parte di nessuna di queste categorie. Credo di essere più "un'artista", e lo dico con molta umiltà, ma solo per la parte umorale che questa definizione porta in sé. Sono lunatica, solitaria, vado a momenti ed ispirazioni, spesso antipatica. Ma allo stesso tempo sono anche dolce, disponibile, curiosa, adoro condividere idee pensieri e progetti, adoro stare con le persone, mi entusiasmo per nulla, amo cucinare e prendermi cura degli altri. E non trascuro conversazioni di ogni sorta, superficiali o profonde. E ho senso dell'umorismo.

Quindi, oggi, io non voglio vendere più nulla. Voglio condividere il percorso che ho intrapreso. Da un punto di vista ideologico-culturale-artistico, ma anche territoriale-fisico, offrendo una bruschetta col mio olio, un letto e un sorriso a chiunque voglia venire a trovarmi e godere delle bellezze che questa terra ancora sa offrirci. 
La prossima settimana ad esempio arriverà a trovarci un ragazzo svizzero per qualche giorno, che volente o nolente porterà tra di noi un altro pezzo di vita, un momento da archiviare, uno scambio. E sapete, questi pezzi di vita arricchiscono e non hanno prezzo. Credo che in fondo questa sia la mia via. 

Amici o lettori, o chiunque voi siate. Ditemi la vostra se vi va. Non so se riuscirò ancora spesso a parlare di cose di cui devo parlare, per mantenere un po' di attenzione. Ma certo continuerò a raccontare, perché il mondo, in fondo, E' FATTO di parole.



Besos! 
L.

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