Ricomincio dai conigli
Ormai è tardi.
Ormai è tardi!
Ormai è tardi!
Me lo ripeto di continuo.
Un anno (un anno!) che non aggiorno il mio blog, mai successo da quando esiste. Ma come è accaduto, mi chiedo, cosa è stato? Qui è dove io ho raccontato di tutto, ho mostrato lavori, ho parlato di successi e insuccessi, di ricette, di luoghi, di affetti, di me. E ora perché questa lunga assenza? Eh.
Ormai è tardi?
Naaa. Non è mai tardi per riprendere in mano le cose lasciate in sospeso.
Sono andata in pausa, sì. Mettiamola così.
Non mi dilungherò ora a raccontare eventi, piccoli o grandi, di cui gli ultimi tempi - e l'ultimo anno in particolare - sono stati costellati. Quello che so è che mi sono bloccata. Mi sono bloccata sugli affanni di tutti i giorni, su ferite che ho cercato di rimarginare e che invece hanno sanguinato sempre di più, su scelte di vita che poi sono state scelte di sopravvivenza.
Oggi sono una donna diversa rispetto a pochi mesi fa.
Per un po' ho pensato di aver perso il desiderio di sognare, di vagare nella mia fantasia, di investire sulle mie passioni. Ho creduto che tutto si fosse spento, che a cinquant'anni suonati alla fine ero diventata adulta, concentrata solo sulle questioni degli adulti. Però non mi piacevo. Mi dicevo spesso: "Ma io non sono questa qui", eppure non riuscivo più ad aggrapparmi a qualcosa, qualsiasi cosa, che mi tirasse fuori di lì. Non ero infelice, intendiamoci, però molto lontana da una parte di me che forse mi ha sempre nutrita. Molto pratica. Efficiente. Concentrata sull'ottimizzazione della vita quotidiana. Per un momento ho smesso di immaginare. Ho smesso di crederci. E quindi di scrivere qui, di condividere, non avevo più lo stimolo, perché queste pagine sono lo specchio di tutto quello che da sempre nuota in me, anche di non convenzionale, e soprattutto di non pratico, di non efficiente.
Ora, come spiegarlo in breve?
Ho fatto scelte di vita. Ho un compagno con cui sono felice. Ci siamo trasferiti nel luogo del mio cuore, piccolo e sconosciuto ai più, ma dove io mi sento da sempre a casa. E tutto, tutto è cambiato. Della mia "vecchia" vita non resta niente perché anche quello che è rimasto ha cambiato natura. Sapete che sono aperta ai cambiamenti, ma questi ultimi tre anni sono stati un percorso verso un cambiamento epocale, almeno per quanto mi riguarda. Qui non si è trattato di tagliare i rami vecchi, ma di abbattere gli alberi. E, credetemi, è stato faticoso. Non ho mai mollato perché questa è la via giusta, la via verso me.
E quindi adesso, ora che finalmente tutto si è assestato, riesco a fare un piccolo bilancio. Il fatto più evidente è che no, non è vero che ho smesso di sognare. Non è vero che ho smesso di crederci (EVVIVA!).
Però ho smesso di illudermi.
Sto lasciando andare tutto ciò che agli effetti non esiste, ma che a me piaceva vedere. Cose, situazioni, persone. E in questo momento in particolare, lascio andare persone che amo molto, e ciò mi provoca sofferenza. Ma è giusto così.
Quello che noto è che, mano a mano mi allontano da ciò che non voglio più, che per me è tossico, più mi riavvicino a me stessa. Tolte le illusioni mi restano i fatti, ed essi non mentono. Sono lì, mi guardano, mi ricordano chi sono. Mi stimolano a riprendere in mano un cammino che per me è esistenziale, e che non ha senso accantonare. Anche in mezzo al dolore, anche in mezzo all'amore, anche in mezzo al nuovo.
E così eccomi qua.
I fili li ho riacciuffati, e ora sono tutti bene ammatassati, però sono tra le mie mani, di nuovo. Ora, piano piano, si tratta solo di sbrogliare il caos e riprendere da dove avevo lasciato.
Qualche volta mi chiedo da dove iniziare, e non ne ho idea.
Questo 2026 non è iniziato per me nel migliore dei modi. Tra le altre cose all'inizio di gennaio se ne è andata la mia cagnolina, e io non so spiegarvi il dolore che ho provato. Non solo per la sua morte, ma anche perché con lei ho detto addio definitivamente a ciò che della "vecchia" vita rimaneva con me e, come dicevo sopra, girare pagine tanto spesse è faticoso. Pesante. Però il fatto è che la dipartita della mia Cookie in me ha lasciato un vuoto indicibile, e per un po' mi sono sentita smarrita. Mi hanno detto in tanti di prendere subito un altro cagnolino, ma no, non me la sentivo. Non me la sentivo di ricominciare - appunto.
Poi, un giorno, qualcuno mi ha parlato del coniglio nano. Mi hanno detto che è un animale affettuoso e, se devo essere sincera, non ci credevo molto. Però l'idea di un pelosetto di nuovo in giro per casa mi ha stuzzicato tanto. Una novità, qualcosa che non conosco e da cui imparare, un'esperienza mai fatta. Cani, sì. Gatti, sì. Criceti, sì. Canarini e pappagallini, pure. Tartarughine, sì. Conigli: NO! Mai conosciuto un coniglio.
E così eccoci qua. Alla fine di coniglietti ne abbiamo adottati due, Kimba e Trudi, e dopo qualche settimana siamo felici della nostra scelta. Io mi sento molto stimolata, perché ogni giorno conosco un aspetto nuovo del rapporto con loro, ne noto i progressi, i cambiamenti impercettibili, la fiducia che prendono. E sì, lo confermo: sono animali molto affettuosi. Quando decidono di accoccolarsi in braccio, a volte a lungo, mi riempiono il cuore.
Ecco, è da qui che voglio ripartire: dalle esperienze nuove, dall'affetto, dalle montagne, da tutto ciò che mi riavvicina a quella che sono e mi fa sentire centrata.
Questo è ciò che vedo dal mio balcone la mattina. E qui mi sento al mio posto. Qui, con il mio amore vicino, con gli amici di una vita.
Un passo alla volta, ma sempre avanti.
Bene, spero che questo lungo post non vi abbia annoiato ma, d'altronde... tacevo da un anno! Perdonatemelo dai =)
Baci,
L.




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