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Visualizzazione dei post con l'etichetta Tempo

Sopportare le attese...

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Quando il mio dolce maritino mi ronza attorno e mi guarda con l'occhio a metà tra l'allarmato e il rassegnato, e tende a essere particolarmente premuroso, e cerca più del normale di farmi sorridere, significa che da un momento all'altro si aspetta che scoppi una bomba. Una bomba di malumore e nervosismo, con una spruzzatina di pessimismo cosmico.  E che devo dire, ha ragione. Quando mi piglia quella specifica forma di malcontento non riesco a farci niente, tutto mi pare implodere e all'improvviso è come se il lavoro, gli sforzi di mesi e gli investimenti (di energia), perdessero di significato.  Non so perché mi accade, ma ho scoperto che molto ha a che fare con il mio carattere e con la mia impulsività. E' che sono fatta così: sono passionale e mi butto a capofitto nelle imprese che mi entusiasmano, e poi, quando ho superato questa fase, rischio di perdere interesse in quello che faccio. C'è stata un'evoluzione, però, di cui tra me e me vado molto fiera. Cr...

Le cose che fanno star bene

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Durante quest'anno, che ormai si avvicina al termine e che ha messo a dura prova tutti noi, mi sono abituata ad ascoltare le spinte che via via si sono mosse dentro di me. Forse ci sono sempre state, ma quando la vita quotidiana segue il proprio ritmo naturale faccio un po' più fatica a dar loro attenzione, ad ascoltare in primo luogo me stessa. Questo è stato un anno incredibile, ha messo a dura prova nervi e pazienza, e purtroppo la situazione ora ci sta nuovamente mettendo davanti a limiti e regole che mi sembra facciamo tutti quanti fatica a tollerare. Non voglio entrare nel merito della questione, né a livello sanitario né, soprattutto, politico. So soltanto che viviamo in un Paese che avrà un milione di problemi ma anche un milione di ricchezze, e abbiamo sempre goduto della libertà di fare e di muoverci senza rendercene conto. Ora che, di nuovo, la nostra libertà viene in qualche modo limitata, ci sentiamo annaspare, le domande si moltiplicano e le insicurezze vengono al...

Sull'Amicizia (un altro racconto autobiografico)

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All'incirca un anno fa, al termine della scorsa estate, ho litigato con la mia migliore amica. In realtà non è stato un vero e proprio litigio, niente discussioni, niente urla, niente offese. Niente di niente, per la verità. Ho solo sentito che un muro compatto di dolore, di frustrazione, di rabbia e incomprensione si è innalzato tra di noi, con la rapidità di una freccia scagliata che centra il suo bersaglio. E' stato tremendo. Lei, la mia amica da sempre, la confidente di ogni segreto, il supporto dei momenti più neri e il sostegno in ogni impresa, all'improvviso per me era un'estranea. Ho masticato la freddezza, accarezzato il distacco, accolto la tristezza. Ho sperato per un istante che si trattasse di una nuvola passeggera buttata sopra di noi da un volere bizzarro, in un fare fantozziano, solo a ricordarci delle nostre umane fragilità. Invece. Invece di lì a poco ho avuto  il mio incidente , ciò che mi ha paralizzata per settimane e mi ha resa incapace di fare, ma...

Il magico potere delle parolacce

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In tutto questo periodo ho cercato di astenermi dal commentare e dal dire la mia sulla situazione, anche davanti a certi post allucinanti che ho letto in giro, che avrebbero sgretolato la pazienza di chiunque. Ho sopportato senza traumi la presenza dei miei figli a casa tutto il giorno - che ormai sono grandi, lo ammetto - e anche quella del marito-martirio, che invece a tratti si è molto annoiato. D'altra parte, loro avranno sopportato me e le mie crisi umorali, quindi una sorta di equilibrio è stato trovato. Quando però mi si è scatenato il furore, soprattutto davanti a certe prese di posizione da social che trovo imbarazzanti, invece di inveire sono stata zitta zitta e mi sono dedicata alle parolacce! Nei momenti di maggior nervosismo ho scelto di adottare la vecchia pratica di colorare, e cercando immagini su internet ho trovato un sacco di insulti "decorativi", che ho immediatamente stampato e affrontato con pastelli e pennarelli. Sapete una cosa? E...

Seguite il bus dell'amore!

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Sono in un periodo strano. Praticamente per la prima volta in vita mia non mi sento oppressa da qualcosa.  Ho del tempo, ho calma, ho i ragazzi che essendo ormai cresciuti partecipano alle situazioni di casa (e quindi aiutano), ho il mio Simo che come al solito è qui al mio fianco e sostiene. Insomma, tutto procede bene.  Eppure ho la sensazione costante di non fare niente. Di non concludere niente. Di non concretizzare niente.  Quindi in queste giornate rifletto su come passo le giornate , perché a forza di vivere in questa sorta di calma non faccio il punto. Mi sento deficiente: anni di fatica per avere la possibilità di vivere in una tale situazione invidiabile ( è invidiabile, ne sono consapevole), e io è come se non la godessi. Come se senza stress - l'oppressione di cui sopra, appunto - non avessi chiaro gli step.  Così ho guardato un po' di foto sul mio telefono dell'ultimo mese: ho fatto tantissime cose!! Innanzitutto, sono finalmente riu...