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Leggere per piacere, leggere per lavoro

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Rieccomi qui, buona settimana! Sto attraversando un periodo lavorativamente molto intenso, e così capita mio malgrado di tralasciare il mio blog, anche se è l'ultima cosa che vorrei! Comunque, per oggi rubo un po' di spazio a qualcos'altro e riprendo il discorso che avevo iniziato qualche settimana fa. Tentavo di rispondere ad alcune domande che mi vengono poste con una certa frequenza, soprattutto sull'argomento "leggere". Proseguo allora con una delle questioni che periodicamente si ripropongono, ovvero:  leggere per piacere  /  leggere per lavoro:  c'è differenza? Andiamo con ordine. Ma chiarisco subito un concetto base: leggere per me  è sempre un piacere , altrimenti sarebbe impossibile farlo per lavoro.  Comunque, sì: c'è una certa differenza. Innanzitutto, cosa significa leggere per lavoro ? Nel mio caso possono essere diversi momenti. Spesso si tratta di studio : cioè devo approfondire un determinato argomento e così faccio ricerche, e posso tr...

Leggere: come, quanto... E quando?

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  Oggi provo a rispondere a tre domande che, ogni anno, qualcuno mi pone. Anche nell'ultimo mese ho ricevuto diversi messaggi in cui mi è stato chiesto: «Come fai a leggere così tanti libri?». La risposta più banale, quella che - lo confesso - ho dato a tutti sull'impulso del momento, è sempre la stessa: guardo poca Tv, e dedico poco tempo ai social. Però poi mi sono resa conto che non basta questa risposta, che sorgono altre domande, proprio in chi vorrebbe imparare a leggere: leggere come hobby, come buona abitudine. Così ci provo, anche se naturalmente esprimo qui solo il mio pensiero, soggettivo e personalissimo. Leggere: come? Innanzitutto, lasciatemi dire: non esiste un come , un modo "giusto" o un modo "sbagliato". Posso dire, e questa è la mia esperienza, che la lettura è un'attività che, come tante altre, va allenata: i primi tempi sarà lenta e a volte faticosa, magari stancante. Ma poi, insistendo, il cervello impara a elaborare questo tipo di ...

Ancora sull'amicizia

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Il mio 2022 è iniziato con un litigio tra me e un amico. Si è trattato di un litigio scaturito all'improvviso, per motivi futili, come spesso accade. Al momento mi ha preso una grande tristezza, ma poi, riflettendo con calma, mi sono resa conto che forse quell'amicizia era giunta al capolinea. L'amicizia è stata al centro dei miei pensieri negli ultimi anni, perché - l'ho raccontato diverse volte - la distanza ha aiutato ad amplificare tanti sentimenti e numerosi bisogni. È anche uno dei temi portanti del mio romanzo, ci ho lavorato molto e quindi, credetemi, ho osservato questo tipo di legame da tutti i punti di vista e sotto ogni risvolto. E ho capito (nel profondo) che le amicizie sono davvero fondamentali nella nostra vita, imprescindibili per l'equilibrio e la serenità personale. D'altro canto, negli anni per me hanno cambiato prospettiva. Da ragazza tendevo a evitare il confronto. Temevo le discussioni con i compagni, con gli amici. Ero terrorizzata dalle ...

Buon 2022!

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(Immagine tratta da Instagram) Eccomi qui, all'ultimo  post dell'anno. È incredibile quanto anche il 2021 sia già volato via, nell'assurdità di quanto sta accadendo.  Nonostante tutto, arrancando tra tamponi, vaccini e quarantene, siamo andati avanti. Stiamo andando avanti, anche se in alcuni momenti avremmo forse voluto bloccare tutto e fermarci a osservare, trattenere il respiro e aspettare. Svegliatemi quando tutto sarà finito. Non l'avete mai pensato? La vita mi insegna che invece fermarsi è impossibile, e che volenti o nolenti avanti si va, ognuno nella sua univoca direzione. Per quanto mi riguarda, sono grata a quest'anno ormai agli sgoccioli. Non me lo scorderò facilmente, il 2021, perché anche se è stato un anno di grandi cambiamenti mi ha riservato incredibili sorprese. Lo devo confessare: diversi tra i miei desideri più vecchi, più radicati, si sono avverati. Di certo, per vederne realizzati alcuni ho lavorato tanto, e quindi ringrazio la mia costanza, la...

Buon Natale amici!

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Quest'anno vado contro le buone abitudini.  Non sono nel mood di scrivere un post d'ispirazione e ottimismo, ma, d'altra parte, non sono nemmeno nello spirito del Grinch (il che è già per me un grandissimo traguardo!). Mi sento sempre strana, sotto Natale, per svariati motivi che ben conosco, e alterno momenti di nera intolleranza a istanti magici di affetto incondizionato e desiderio di condivisione. Oggi mi sento neutra e penso che sia buono, penso di essere nel bel mezzo di un periodo equilibrato.  Insomma, non ho lamentele da fare, né entusiasmi su cui veleggiare, né attacchi di depressione da fronteggiare. Mi sento me stessa, mi sento al mio posto. Oddio, forse forse detto così per me è più uno stato di grazia che un periodo equilibrato, e quindi è meglio approfittarne!!  Quindi, riservando le parole per istanti e contesti più adeguati, mi limito qui ad accomiatarmi in vista del Natale, a dedicarmi alla famiglia, alla tavola e a scartocciare regali! Mando un pensiero...

Bentrovata Santa Lucia!

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Sono bresciana, e quindi, come tutti i bresciani, sono cresciuta in attesa non  di Babbo Natale, della Befana o di Gesù Bambino, MA di Santa Lucia . Probabilmente l'emozione è la stessa che provano tutti i bambini del mondo davanti alla magia, alla speranza, alla sorpresa. Ma, che vi devo dire... Santa Lucia è - e rimarrà - sempre nel mio cuore, in una posizione privilegiata (e ora tralascio gli aspetti spaventosi di questo personaggio, che mi terrorizzavano da bambina!...).  Comunque, quando ci siamo trasferiti in Toscana, e poi in Umbria, per forza maggiore ho dovuto "tradire" la mia Santa per Babbo Natale e per la Befana, per far sì che le tradizioni dei miei bambini si uniformassero a quelle dei loro amici e compagni.  Ora, non posso dire che la festa non fosse bella e le emozioni non si moltiplicassero: scorgendo negli occhi dei miei figli quella luce, un misto tra gioia, stupore e incanto, mi sono emozionata ogni volta. Ogni volta ho costruito un nuovo ricordo, che ...

Ora di vacanza

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  Sono qui, proprio ora, sul mio terrazzino nella casa in montagna. Non c'è nemmeno un rumore, è incredibile. Non campane che suonano, non macchine che passano nella strada sottostante. Nemmeno una voce, un tramestio di casa. Devo aver beccato un istante idilliaco per aprire il mio blog, uno di quei rari incroci temporali - durerà pochissimo - in cui sembra di essere parte di una cartolina, e non viene da chiedersene il perché. Ecco, è già finito. Comunque, in questa brevissima parentesi dal rumore della vita, ho dovuto rendermi conto che anche io sono stata chiusa in una specie di parentesi negli ultimi mesi, ed è stata molto lunga. Da maggio a oggi, uh!, è cambiato tutto. Mi fa effetto, se ci penso, eppure sono abbastanza abituata ai cambiamenti. E' che non ho avuto il tempo di godermene neanche uno, sono passata da uno stato all'altro all'altro all'altro all'altro di continuo, senza fermarmi. Mi sento in un frullatore, rendo l'idea?   Mi sono trasferita, ...

Il colore e le forme. Di dentro e di fuori.

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Le giornate dell'ultimo mese rispecchiano alla perfezione il mio umore. Ci sono giornate nere e tristi, giornate rosse di rabbia e nervosismo. Giorni grigi e fastidiosi, oppure di un verde timido e tenero che suggerisce leggerezza e buonumore.  Da sempre i colori mi accompagnano. È da un po' di tempo che ho preso l'abitudine di osservare  IL colore della mattina, forse per tentare di indovinare i segreti che il giorno ci riserva; nella mia orsite dilagante il mattino ho sempre meno voglia di parlare e più di guardare in silenzio ciò che mi circonda. Mi piace mettere in ordine i pensieri e fissare le luci, le ombre, la luminosità dei prati; le colline, le sfumature tra le foglie degli alberi e le nuvole. Ah, le nuvole! Mia grande passione. Forme in eterno mutamento, gonfie, lisce, tirate. Pettinate o arruffate. Dall'aspetto di una caricatura o di un'aquila in volo, oppure di un pesce o di una mano... Le nuvole sono uno scatenatore di fantasia. Non mi importa se so...

Tenere il passo

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Primo post del 2021, e io non ho alcuna strabiliante novità da raccontare, accidenti! Invece mi sono sentita aggredire dallo zelo con cui all'apparenza è ricominciato tutto: programmi, iniziative, proposte commerciali e culturali (che, ahimé, in questo periodo mi pare coincidano). La Grande Macchina è ripartita, insomma. Ripartita un corno, lasciatemi dire. A me sembra al contrario che tutto sia in stallo, impantanato, e che, anzi, se proprio un movimento c'è ci sta tirando verso il basso. Non parlo della mia situazione personale, ma rifletto su quella generale che stiamo attraversando. Ho la sensazione urticante che la comunicazione sia volta a un generico voi   fatevela andare bene, noi abbiamo trovato modi rapidi e diretti per fregarvi . La parola più usata - e abusata - del 2020? Smart  (e non è nemmeno italiana, sob!); oggi tutto è smart : gli acquisti, i corsi, il cibo pronto, i kit di sopravvivenza, il lavoro... Certo, l'ultima tendenza è un sollievo per chi come noi...

Le cose che fanno star bene

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Durante quest'anno, che ormai si avvicina al termine e che ha messo a dura prova tutti noi, mi sono abituata ad ascoltare le spinte che via via si sono mosse dentro di me. Forse ci sono sempre state, ma quando la vita quotidiana segue il proprio ritmo naturale faccio un po' più fatica a dar loro attenzione, ad ascoltare in primo luogo me stessa. Questo è stato un anno incredibile, ha messo a dura prova nervi e pazienza, e purtroppo la situazione ora ci sta nuovamente mettendo davanti a limiti e regole che mi sembra facciamo tutti quanti fatica a tollerare. Non voglio entrare nel merito della questione, né a livello sanitario né, soprattutto, politico. So soltanto che viviamo in un Paese che avrà un milione di problemi ma anche un milione di ricchezze, e abbiamo sempre goduto della libertà di fare e di muoverci senza rendercene conto. Ora che, di nuovo, la nostra libertà viene in qualche modo limitata, ci sentiamo annaspare, le domande si moltiplicano e le insicurezze vengono al...

Consigli di lettura: IL TEATRO DEI SOGNI di Andrea De Carlo

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Giornalisti e blogger si tuffano su questo sviluppo inaspettato. (...)  La diretta è partita ,  anche se non come si aspettavano,  il tempismo c'è tutto. Solo in questo momento scopro con sorpresa che non ho mai scritto una recensione dei libri di Andrea De Carlo; eppure - chi mi conosce lo sa bene - è un autore che amo molto, uno tra i miei scrittori preferiti, fin dal suo esordio con Treno di Panna . Credo di aver consigliato a chiunque sulla faccia della terra di leggere Due di Due , romanzo che  mi ha cambiato la vita davvero (anche se in quale modo e forma l'ho scoperto soltanto da pochi anni!).  Comunque: è in libreria da poche settimane l'ultima fatica di De Carlo, Il teatro dei sogni , edito da La nave di Teseo. La storia ruota intorno al ritrovamento di un anfiteatro dalle fattezze ellenistiche (ma prontamente rinominato "l'antico teatro italico" in virtù di una sorta di orgoglio nordico), nel giardino di un bizzarro archeologo che lo riporta alla luc...