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Consigli di lettura: L'ABITO DELLA FESTA di Anthony Caruana

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  "Orfani. Siamo orfani. L'assenza materna è stata una costante nella nostra vita. Non percepiamo più la solitudine, perché siamo noi stessi l'essenza della mancanza. La perdita, come un lago senza acqua sul cui fondo, arido, si intravedono le crepe della terra asciutta. La nostra leggerezza è pesante. Un masso che ha fracassato il vaso dove Pandora ha chiuso a forza e in profondità sentimenti atavici. Nascondiamo le ferite sotto strati cortisonici di ironia. Ridiamo a crepapelle nascosti dietro il cerone malinconico di pagliacci sghembi." Oggi voglio parlarvi di questo breve romanzo, L'abito della festa , che, pur nella sua brevità, è stato capace di toccare in me corde molto profonde. L'autore affronta l'argomento della morte, e lo fa su un doppio binario: da un lato analizza la miseria di ciò che resta, il corpo senza vita - e gli porgo i miei complimenti perché riesce a farlo con una delicatezza ammirabile -, dall'altro lascia che emergano il dolor...

Consigli di lettura: IL SECOLO MALEDETTO DI ROMA ANTICA di Roberto Toppetta

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"Inviolabile quale tribuno, come imperator [Giulio Cesare]   guidava le truppe, da pontefice massimo era la massima autorità religiosa. In Senato aveva il diritto alla prima parola, la sua domus era sormontata da un frontone come i templi. Era il nuovo Alessandro Magno, il Macedone della Repubblica imperiale, quindi dell'intero Occidente. Ogni magistrato gli doveva obbedienza, i senatori gli dovevano deferenza. E i tribuni della plebe non potevano opporgli il veto." È con questa significativa citazione che voglio introdurre il saggio Il secolo maledetto di Roma Antica , in cui Roberto Toppetta, giornalista, saggista e autore del romanzo Il buio in testa , affronta le lotte intestine e i tumulti che hanno portato a Roma alla caduta della Repubblica e alla nascita dell'Impero.  Tramite un linguaggio semplice, chiaro, privo di ornamenti, così come è facile notare dalla citazione di cui sopra, l'autore ci conduce in un viaggio affascinante attraverso i protagonisti d...

Estate. Scrivere è un atto di fede.

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Sono in montagna e sto scrivendo. Sapete, in questi giorni ripensavo a un anno fa: mi ero trasferita da pochi giorni e già stavo mettendo insieme il materiale, appunti e faldoni e dispense, per scapparmene dalla città, dalla nuova casa, e venire qui e iniziare a lavorare all'editing del mio romanzo. Lavoro bene qui, forse perché la montagna è un panorama che il mio cervello riconosce fin da quando ero bambina, lo collega a momenti piacevoli e quindi mi rasserena. Poi c'é silenzio, e diciamolo... Non si soffoca per il caldo quanto in città. Anche se, lo confesso, quest'anno è dura. Fa caldissimo anche qui. Di giorno la temperatura sfiora i trenta gradi e, credetemi, non è affatto una temperatura normale, per queste zone. Quando si inizia a respirare, la sera, e intorno alle undici si gira su gradevoli venticinque gradi, finisce che devo chiudere porte e finestre perché si riempie casa di moschini, insettini, effimere e zanzare! Zanzare ! Perfino qui, dove sembrava una volta ...

Andate e ritorni

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Il poeta Bruno Mohorovich mentre chiacchiera con la sottoscritta, del mio libro e di altro! È inutile che io cerchi di condensare le emozioni e la gioia che ho provato lo scorso weekend al Salone del libro di Torino, non riuscirei a raccontarvele.  So che, al di là della goduria per essere circondata dai libri (oddio, QUALE GODURIA!!!), mi ha colpita e resa euforica la quantità di gente che ho visto radunata per l'occasione (finalmente, lasciatemi aggiungere, un'idea di normalità!); ancor di più mi ha colpita la quantità di giovani, bambini e ragazzi, lontani dai soliti schermi alienanti, ma curiosi e contenti e attenti agli stand, concentrati nella lettura negli spazi relax... C'è speranza!  E poi questi giorni sono stati per me un importante momento di incontro e di confronto con tanti autori, pubblicati dal mio stesso editore, ma non solo. Si è riso e scherzato, chiacchierato, si sono dedicati romanzi e poesie: ognuno di questi momenti mi ha arricchita. Che bello, dopo t...

NovitàNovitàNovità!

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E dopo settimane di attesa, formicolii alle dita e unghie rosicchiate, posso finalmente mostrarvi la copertina del mio primo romanzo Siamo come le lumache ,  la fatica degli ultimi tre anni: Sono davvero emozionata, perché ho investito molto in questo lavoro - in termini di energia - e poi perché, inutile dirlo, per me è un sogno che si concretizza. Ho scritto, tagliato, riscritto, aggiustato, riaggiustato, rivisto, riscritto, eliminato, aggiunto.... e ora però ci siamo quasi!  Spero che vorrete condividere con me questo momento di gioia, che per me non è un traguardo ma solo l'inizio di un percorso che spero lunghissimo. Perché, forse l'avete ormai capito, ADORO scrivere! Detto questo, lasciatemi sprecare due parole sul mio romanzo: Siamo come le lumache narra di un viaggio, che è anche un viaggio nella memoria, grazie al quale la protagonista Tilda attraversa la propria storia e quella di Anita, Gubo e Dodi, gli amici le cui vite si intrecciano alla sua fin dall'infanzia....

Ora di vacanza

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  Sono qui, proprio ora, sul mio terrazzino nella casa in montagna. Non c'è nemmeno un rumore, è incredibile. Non campane che suonano, non macchine che passano nella strada sottostante. Nemmeno una voce, un tramestio di casa. Devo aver beccato un istante idilliaco per aprire il mio blog, uno di quei rari incroci temporali - durerà pochissimo - in cui sembra di essere parte di una cartolina, e non viene da chiedersene il perché. Ecco, è già finito. Comunque, in questa brevissima parentesi dal rumore della vita, ho dovuto rendermi conto che anche io sono stata chiusa in una specie di parentesi negli ultimi mesi, ed è stata molto lunga. Da maggio a oggi, uh!, è cambiato tutto. Mi fa effetto, se ci penso, eppure sono abbastanza abituata ai cambiamenti. E' che non ho avuto il tempo di godermene neanche uno, sono passata da uno stato all'altro all'altro all'altro all'altro di continuo, senza fermarmi. Mi sento in un frullatore, rendo l'idea?   Mi sono trasferita, ...

Consigli di lettura (per aspiranti scrittori): Come correggere il proprio romanzo

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Oggi ho deciso di consigliare un volume a chi, come me, sogna da grande di diventare uno scrittore (diciamo meglio: scrittore di professione, seppur si tratti della professione meno pagata al mondo, a quanto pare).  Dedico questo post alla scrittura, e per una volta non solo alla lettura, perché in fondo in fondo sono una donna romantica, amo inseguire i sogni e investire energie sull'impalpabile; se però c'è una cosa che ho imparato in questi anni è che anche i sogni devono avere una forma, una sorta di tangibilità, e uscire dall'indefinito. Altrimenti, e questo è certo, rimarranno sempre irrealizzati. Così, condivido un'esperienza: scrivere è una passione, e una fatica, ma cercando di confezionare un romanzo l'atto della scrittura è forse il meno impegnativo. Attenzione! Intendo dire che, una volta buttata giù una prima (e magari anche una seconda) stesura del nostro lavoro, ecco, in realtà siamo solo all'inizio. Il lavoro vero viene tutto dopo, e consiste nel...

Consigli di lettura: 4321 di Paul Auster (e altre considerazioni)

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Ho già espresso le mie preoccupazioni sul Coronavirus nel mio POST precedente , e in seguito alle disposizioni governative sto seguendo le istruzioni e me ne sto buona buona a casa, lavoricchiando e facendo in linea di massima quello che preferisco: leggere. Così sono da poco riemersa da una lettura lunga e impegnativa, che avevo quasi timore di affrontare ma che invece, naturalmente, mi ha dato molti spunti di riflessione.  Il libro in questione si intitola 4321 e l'ho acquistato qualche mese fa senza aver letto alcuna recensione, senza sbirciare nella quarta di copertina, spinta soltanto da un impulso affettivo; l'autore, Paul Auster, è stato infatti uno dei miei preferiti in giovinezza: ho adorato Trilogia di New York, in particolare Città di Vetro , ho amato La Musica del Caso e Mr Vertigo,  che mi aveva appassionato e su cui a suo tempo avevo scritto una tesina brillante. Per non parlare di Smoke e Blue in the Face , da cui sono stati tratti due film icona con Harve...

Scrittura o telepatia?

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Quando mi sono laureata ho creduto per un breve, brevissimo istante che avrei finalmente potuto dedicarmi a scrivere e smettere di studiare. Pensavo, alla peggio, di dovermi documentare per creare dei mondi verosimili, storicamente  e/o geograficamente accettabili, al limite per approfondire alcune delle tecniche che caratterizzano i diversi generi letterari. Poi mi son guardata intorno, proprio ora, e mi sono resa conto che il panorama non è cambiato molto rispetto a qualche tempo fa. Libri, dispense, appunti, note qua e là. La realtà è che scrivere ha ben poco di quell'immagine romantica e idealizzata che tutti conosciamo. L'ispirazione ritengo sia necessaria, certamente, ma molto è progettazione, costruzione e, soprattutto, focalizzazione. Con la testa libera di esprimere i pensieri è molto difficile autodisciplinarsi, non perdere il filo, non farsi portare dall'immaginazione in mete, ahimé, desolate e al di fuori del contesto. Come in ogni lavoro - ...

Focus Point n.2: IL LAVORO

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Allora. Quella del lavoro per me è una questione annosa. Insomma, ho 43 anni suonati, ormai alla mia età il grosso delle carte dovrebbero essere già state giocate. Invece non è così, e non sapete quanto mi costa fermarmi e riflettere su questo argomento. La realtà è che in qualche modo io ho vissuto finora due vite, ed ho la fortissima sensazione di averne da poco iniziato una terza. Nella mia prima vita, un po' a stento, cercavo di portare a termine il percorso che, secondo me, mi avrebbe avvicinato alla realizzazione dei miei sogni. Che allora erano forti, chiari, imperativi. Non c'era molto spazio di manovra. Volevo essere una scrittrice o, al limite, un'insegnante di lettere. Ma soprattutto una scrittrice. In quel periodo mi dedicavo a tantissimi lavori, lavoretti, lavorini, che altro non erano se non strumenti per poter perseguire l'obiettivo primario. Erano anche una buona scuola per il futuro scrivere, ma anche per la vita; ho conosciuto innumerevoli...

Recensione semiseria

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Voglio parlarvi di un librino un po' particolare. Si intitola Ritorno ed è una raccolta di 7 brevi racconti. L'autrice è Grazia Licari , e contiene illustrazioni da opere di Linda Cornelius , mia cara carissima amica. Lo considero particolare perché è un prodotto tutto al femminile, frutto di quelle collaborazioni che, chissà come, a volte tra donne nascono in maniera tanto spontanea e disinteressata. Ed è particolare anche per altre ragioni: innanzitutto lo stile narrativo, che rivela molto dell'impostazione mentale e professionale dell'autrice, abituata per lavoro ad osservare, rielaborare, mediare, riproporre. I periodi infatti sono sempre all'essenziale, i verbi sono coniugati ai tempi della realtà, la prosa è asciutta e il lessico pertinente, sempre. Qua e là si fa spazio al parlato, con espressioni tipiche e variopinte delle nebbie milanesi.  I soggetti dei racconti sono tutti personaggi curiosi. E concreti. Si riesce ad immaginarli facilmente, in...