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Visualizzazione dei post con l'etichetta Lavorare

Balla, Linda!

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Un paio di settimane fa è mancata una mia carissima amica. Due settimane. Due settimane è il tempo minimo che mi ci è voluto per riuscire a elaborare un pensiero, a scrivere due righe di lei.  È sempre difficile elaborare un lutto, ancor più quando ci tocca da vicino. Non voglio fare l'ipocrita, ora, non voglio raccontare che eravamo inseparabili e che la sua assenza all'improvviso ha creato un vuoto nella mia vita.  Non eravamo inseparabili, e, anzi, la nostra amicizia è nata e si è costruita nel segno della lontananza. Ci siamo conosciute "da lontano" e sono pochissime le occasioni in cui siamo state insieme fisicamente. In diciassette anni, credo che riuscirei a contarle. Eppure, eppure.  Credo che questa amicizia sia l'esempio migliore di come a volte le anime si incontrano, si scontrano, fanno un tratto di strada a braccetto, e poi si dividono. Nel tratto di strada in comune, però, si donano molto, e si appoggiano, e in qualche modo progrediscono insieme. Si ...

Estate. Scrivere è un atto di fede.

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Sono in montagna e sto scrivendo. Sapete, in questi giorni ripensavo a un anno fa: mi ero trasferita da pochi giorni e già stavo mettendo insieme il materiale, appunti e faldoni e dispense, per scapparmene dalla città, dalla nuova casa, e venire qui e iniziare a lavorare all'editing del mio romanzo. Lavoro bene qui, forse perché la montagna è un panorama che il mio cervello riconosce fin da quando ero bambina, lo collega a momenti piacevoli e quindi mi rasserena. Poi c'é silenzio, e diciamolo... Non si soffoca per il caldo quanto in città. Anche se, lo confesso, quest'anno è dura. Fa caldissimo anche qui. Di giorno la temperatura sfiora i trenta gradi e, credetemi, non è affatto una temperatura normale, per queste zone. Quando si inizia a respirare, la sera, e intorno alle undici si gira su gradevoli venticinque gradi, finisce che devo chiudere porte e finestre perché si riempie casa di moschini, insettini, effimere e zanzare! Zanzare ! Perfino qui, dove sembrava una volta ...

Una Laura-Lumaca

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Sto diventando una "Laura-Lumaca". Sapete, questo blog è sempre stato un po' lo specchio delle mie dis-avventure: è nato ormai molti anni fa, inizialmente con lo scopo di promuovere la mia attività; ancora prima, credo, che io mi iscrivessi a Facebook. Poi, negli anni, le attività si sono evolute, a volte hanno preso proprio svolte drastiche, e io ne ho sempre raccontato. Non solo, ho sempre raccontato anche tutto quello che in realtà non era lavoro, i miei cambiamenti personali, dai trasferimenti in giro per l'Italia al mio essere mamma, ai miei esperimenti in cucina, ai miei studi. Insomma, sono affezionata a queste pagine, perché, forse senza volerlo, sono diventate una sorta di diario. Una specie di rifugio, anche, perché questo è il posto dove spesso ho riversato le mie frustrazioni e i miei dolori, le delusioni. Ho parlato molto di amicizia, ad esempio: sia quando per me è stata un supporto, sia quando, invece, mi ha fatto soffrire. Ecco, ultimamente mi sento in...

Leggere per piacere, leggere per lavoro

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Rieccomi qui, buona settimana! Sto attraversando un periodo lavorativamente molto intenso, e così capita mio malgrado di tralasciare il mio blog, anche se è l'ultima cosa che vorrei! Comunque, per oggi rubo un po' di spazio a qualcos'altro e riprendo il discorso che avevo iniziato qualche settimana fa. Tentavo di rispondere ad alcune domande che mi vengono poste con una certa frequenza, soprattutto sull'argomento "leggere". Proseguo allora con una delle questioni che periodicamente si ripropongono, ovvero:  leggere per piacere  /  leggere per lavoro:  c'è differenza? Andiamo con ordine. Ma chiarisco subito un concetto base: leggere per me  è sempre un piacere , altrimenti sarebbe impossibile farlo per lavoro.  Comunque, sì: c'è una certa differenza. Innanzitutto, cosa significa leggere per lavoro ? Nel mio caso possono essere diversi momenti. Spesso si tratta di studio : cioè devo approfondire un determinato argomento e così faccio ricerche, e posso tr...

Tenere il passo

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Primo post del 2021, e io non ho alcuna strabiliante novità da raccontare, accidenti! Invece mi sono sentita aggredire dallo zelo con cui all'apparenza è ricominciato tutto: programmi, iniziative, proposte commerciali e culturali (che, ahimé, in questo periodo mi pare coincidano). La Grande Macchina è ripartita, insomma. Ripartita un corno, lasciatemi dire. A me sembra al contrario che tutto sia in stallo, impantanato, e che, anzi, se proprio un movimento c'è ci sta tirando verso il basso. Non parlo della mia situazione personale, ma rifletto su quella generale che stiamo attraversando. Ho la sensazione urticante che la comunicazione sia volta a un generico voi   fatevela andare bene, noi abbiamo trovato modi rapidi e diretti per fregarvi . La parola più usata - e abusata - del 2020? Smart  (e non è nemmeno italiana, sob!); oggi tutto è smart : gli acquisti, i corsi, il cibo pronto, i kit di sopravvivenza, il lavoro... Certo, l'ultima tendenza è un sollievo per chi come noi...

Sopportare le attese...

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Quando il mio dolce maritino mi ronza attorno e mi guarda con l'occhio a metà tra l'allarmato e il rassegnato, e tende a essere particolarmente premuroso, e cerca più del normale di farmi sorridere, significa che da un momento all'altro si aspetta che scoppi una bomba. Una bomba di malumore e nervosismo, con una spruzzatina di pessimismo cosmico.  E che devo dire, ha ragione. Quando mi piglia quella specifica forma di malcontento non riesco a farci niente, tutto mi pare implodere e all'improvviso è come se il lavoro, gli sforzi di mesi e gli investimenti (di energia), perdessero di significato.  Non so perché mi accade, ma ho scoperto che molto ha a che fare con il mio carattere e con la mia impulsività. E' che sono fatta così: sono passionale e mi butto a capofitto nelle imprese che mi entusiasmano, e poi, quando ho superato questa fase, rischio di perdere interesse in quello che faccio. C'è stata un'evoluzione, però, di cui tra me e me vado molto fiera. Cr...

Cartelle, liste e quaderni... Ordine e disordine

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Sono reduce da una "due-giorni" di fatica compulsiva, in cui, dopo mesi trascorsi a pensarci, ho deciso di organizzare e archiviare tutte le fotografie che vagano tra il mio telefono e il Cloud da almeno tre anni.  E uno pensa: va beh, vedrai che problemi. Allora. Nonostante qualcuno negli ultimi anni abbia dichiarato che sono una persona ordinata (concetto che è stato difficile da assimilare, perché ho sempre pensato di me l'opposto), dopo aver gongolato un po' in questa inedita definizione ho dovuto capacitarmi, ahimè, che non è affatto così: il disordine è il mio regno, mentale e fisico. Il mio cervello è un enorme contenitore, dove immagazzino le informazioni tra le più disparate: emozioni, sensazioni, idee, progetti, scadenze, incombenze, impegni, immagini, pensieri, canzoni, ricordi nuovi e vecchi. Certamente questo è un fatto comune, ma la mia mente funziona esattamente come la memoria del mio telefono, ovvero in modo caotico; esiste un modello di archiviazione...

Scrittura o telepatia?

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Quando mi sono laureata ho creduto per un breve, brevissimo istante che avrei finalmente potuto dedicarmi a scrivere e smettere di studiare. Pensavo, alla peggio, di dovermi documentare per creare dei mondi verosimili, storicamente  e/o geograficamente accettabili, al limite per approfondire alcune delle tecniche che caratterizzano i diversi generi letterari. Poi mi son guardata intorno, proprio ora, e mi sono resa conto che il panorama non è cambiato molto rispetto a qualche tempo fa. Libri, dispense, appunti, note qua e là. La realtà è che scrivere ha ben poco di quell'immagine romantica e idealizzata che tutti conosciamo. L'ispirazione ritengo sia necessaria, certamente, ma molto è progettazione, costruzione e, soprattutto, focalizzazione. Con la testa libera di esprimere i pensieri è molto difficile autodisciplinarsi, non perdere il filo, non farsi portare dall'immaginazione in mete, ahimé, desolate e al di fuori del contesto. Come in ogni lavoro - ...

Aggiornamenti! Leggere, condividere, venire =) !

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Buongiorno amici! Finalmente dopo qualche inghippo il libro "La Cucina secondo Rosita", di cui son certa tutti ormai avrete sentito parlare (!!), è correttamente in vendita online, sulla piattaforma Amazon. Lo potete trovare, sia in formato cartaceo che in Kindle, cliccando QUI .  Capisco che nella settimana del Black Friday forse avevate in mente di comprare ben altro su Amazon, ma su, in fondo è un oggetto carino, che non sfigurerà nella vostra libreria e che... Perché no? Potrebbe essere una simpatica idea regalo per Natale. Ora, infatti, vorrei lasciar perdere tutte le recensioni "ufficiali" del caso, per dirvi due rapide parole schiette schiette; innanzitutto, la cosa più importante, perché qualcuno la domanda me l'ha già fatta: non è che siccome si parla di Rosita allora questo libro lo possono leggere soltanto in Umbria! Anzi!! Per quanto mi riguarda uno degli intenti era, oltre a raccontare di Rosita, "usare" la sua storia e la ...

Seguite il bus dell'amore!

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Sono in un periodo strano. Praticamente per la prima volta in vita mia non mi sento oppressa da qualcosa.  Ho del tempo, ho calma, ho i ragazzi che essendo ormai cresciuti partecipano alle situazioni di casa (e quindi aiutano), ho il mio Simo che come al solito è qui al mio fianco e sostiene. Insomma, tutto procede bene.  Eppure ho la sensazione costante di non fare niente. Di non concludere niente. Di non concretizzare niente.  Quindi in queste giornate rifletto su come passo le giornate , perché a forza di vivere in questa sorta di calma non faccio il punto. Mi sento deficiente: anni di fatica per avere la possibilità di vivere in una tale situazione invidiabile ( è invidiabile, ne sono consapevole), e io è come se non la godessi. Come se senza stress - l'oppressione di cui sopra, appunto - non avessi chiaro gli step.  Così ho guardato un po' di foto sul mio telefono dell'ultimo mese: ho fatto tantissime cose!! Innanzitutto, sono finalmente riu...