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Visualizzazione dei post con l'etichetta Riflessioni

Come stai oggi?

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  Come stai oggi? Come stai oggi Laura? Ecco una domanda che ultimamente non mi pongo mai. Marcio diligente tra le mie scelte e le loro conseguenze, affronto i doveri, i ritmi, i fastidi, mi dedico a un nuovo amore e a vecchie amicizie. Ma come sto, come mi sento? È come se tutto ciò che mi circonda fluisse con implacabile scadere, coerente, autonomo, indipendente; è questo che sento oggi, ora, proprio in questo istante, mentre i giorni scorrono in maniera ineluttabile e io con loro, facendo cose che spesso non sento mie e altre che invece sgorgano proprio dal mio luogo più profondo. Mi sento come il fiore in questa foto, un anticipo di qualcosa che fa capolino tra erbe sempre uguali, qualcosa che emerge nella sua bellezza e nella sua forza, qualcosa che non è più inverno ma ancora non è primavera. È difficile per me lasciare il mio lungo inverno. Lo desidero con tutte le mie forze, eppure accadono episodi che mi fanno riflettere e che non hanno a che vedere con i sentimenti o con ...

Rientri, ritorni, nuovi inizi

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  E così ci siamo di nuovo.  L'ultima settimana di agosto è iniziata, e al suo termine sarà già settembre. Ovvero il momento di riprendere le redini, di tornare alla concentrazione, di ripartire. Ogni anno ho la percezione che l'arrivo di settembre consista in un nuovo inizio, come se le vacanze servissero più che altro a salutare ciò che è già stato, a prepararsi al nuovo in arrivo. Quest'anno, beh. Mai così. Il 2023 si è rivelato finora un anno decisivo per me, o, come diceva il mio oroscopo, "risolutivo". In effetti. La mia vita sta cambiando, anzi è già cambiata, e tutto ciò che prima mi forniva delle sicurezze, persino le consuetudini più banali, oggi non c'è più. Tutto è diverso, nella percezione, nei dati di fatto. Ogni avvenimento è una sorpresa e ogni passo che compio, seppur piccolo, è un passo di ricostruzione. Tutto è per me, in questo periodo, una novità. Dopo tanto tempo mi trovo a dover pensare a me stessa, a pensarci seriamente, a pormi delle ...

Consigli di lettura: L'ABITO DELLA FESTA di Anthony Caruana

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  "Orfani. Siamo orfani. L'assenza materna è stata una costante nella nostra vita. Non percepiamo più la solitudine, perché siamo noi stessi l'essenza della mancanza. La perdita, come un lago senza acqua sul cui fondo, arido, si intravedono le crepe della terra asciutta. La nostra leggerezza è pesante. Un masso che ha fracassato il vaso dove Pandora ha chiuso a forza e in profondità sentimenti atavici. Nascondiamo le ferite sotto strati cortisonici di ironia. Ridiamo a crepapelle nascosti dietro il cerone malinconico di pagliacci sghembi." Oggi voglio parlarvi di questo breve romanzo, L'abito della festa , che, pur nella sua brevità, è stato capace di toccare in me corde molto profonde. L'autore affronta l'argomento della morte, e lo fa su un doppio binario: da un lato analizza la miseria di ciò che resta, il corpo senza vita - e gli porgo i miei complimenti perché riesce a farlo con una delicatezza ammirabile -, dall'altro lascia che emergano il dolor...

La pietà per il lettore

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Oggi scrivo un post ad alto tasso polemico, ma per una volta mi schiero dalla parte del lettore .  Giusto per la cronaca: il punto di vista del lettore non è superfluo, anzi: è il lettore il destinatario ultimo di ogni parola scritta e - forse andrò un po' controcorrente, ma lo dico - quando gli scrittori affermano di scrivere solo per se stessi, beh, a mio parere mentono. Scrivere per se stessi significa tenere un diario, più o meno. Qualcosa che non si prevede nemmeno in ipotesi remote che venga letto da altri. Ma non appena si prende un articolo, un manoscritto, una tesi di laurea, e si cerca un modo per pubblicare e divulgare… Ebbene, in quel momento la scrittura si consegna ad altri. E allora l'obiettivo finale è appagare chi leggerà. Quindi, mi sorge insistente una domanda: PERCHÉ? Perché veniamo afflitti da testi improbabili, raffazzonati, mal curati, non verosimili? Perché, per dirla in termini più tecnici, due degli elementi strutturali della narrativa, ovvero il viagg...

Spunti: il cuore, le parole, il sentire.

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(Pic by Nicola Andreis) Ieri una persona a me molto cara mi ha detto che quando parlo mi prendo una pausa prima di rispondere al mio interlocutore. È un breve momento di silenzio, pare, in cui io vado alla ricerca della parola giusta, quella "perfetta", idonea per esprimere nella maniera più esatta possibile quello che è il mio pensiero.  «Le tue parole arrivano dal cuore» mi è stato detto, «e per cuore intendo l'organo vitale, non un concetto astratto.» Naturalmente questa conversazione mi ha fatto molto piacere, ma è stata anche uno spunto di riflessione. In effetti, da dove dovrebbero arrivare le parole, se non dal cuore? Dalla testa? Naaa... La testa è il luogo che ci serve per impararle, interpretarle, archiviarle. Ma poi dovrebbe essere il sentimento a condurci verso un nostro linguaggio, la nostra personale versione del mondo.  Studiando la comunicazione (e chiunque l'ha fatto lo sa), attraverso la semiotica ci si avvicina a una teorizzazione della parola che ...

Ancora sull'amicizia

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Il mio 2022 è iniziato con un litigio tra me e un amico. Si è trattato di un litigio scaturito all'improvviso, per motivi futili, come spesso accade. Al momento mi ha preso una grande tristezza, ma poi, riflettendo con calma, mi sono resa conto che forse quell'amicizia era giunta al capolinea. L'amicizia è stata al centro dei miei pensieri negli ultimi anni, perché - l'ho raccontato diverse volte - la distanza ha aiutato ad amplificare tanti sentimenti e numerosi bisogni. È anche uno dei temi portanti del mio romanzo, ci ho lavorato molto e quindi, credetemi, ho osservato questo tipo di legame da tutti i punti di vista e sotto ogni risvolto. E ho capito (nel profondo) che le amicizie sono davvero fondamentali nella nostra vita, imprescindibili per l'equilibrio e la serenità personale. D'altro canto, negli anni per me hanno cambiato prospettiva. Da ragazza tendevo a evitare il confronto. Temevo le discussioni con i compagni, con gli amici. Ero terrorizzata dalle ...

Buon 2022!

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(Immagine tratta da Instagram) Eccomi qui, all'ultimo  post dell'anno. È incredibile quanto anche il 2021 sia già volato via, nell'assurdità di quanto sta accadendo.  Nonostante tutto, arrancando tra tamponi, vaccini e quarantene, siamo andati avanti. Stiamo andando avanti, anche se in alcuni momenti avremmo forse voluto bloccare tutto e fermarci a osservare, trattenere il respiro e aspettare. Svegliatemi quando tutto sarà finito. Non l'avete mai pensato? La vita mi insegna che invece fermarsi è impossibile, e che volenti o nolenti avanti si va, ognuno nella sua univoca direzione. Per quanto mi riguarda, sono grata a quest'anno ormai agli sgoccioli. Non me lo scorderò facilmente, il 2021, perché anche se è stato un anno di grandi cambiamenti mi ha riservato incredibili sorprese. Lo devo confessare: diversi tra i miei desideri più vecchi, più radicati, si sono avverati. Di certo, per vederne realizzati alcuni ho lavorato tanto, e quindi ringrazio la mia costanza, la...

Buon Natale amici!

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Quest'anno vado contro le buone abitudini.  Non sono nel mood di scrivere un post d'ispirazione e ottimismo, ma, d'altra parte, non sono nemmeno nello spirito del Grinch (il che è già per me un grandissimo traguardo!). Mi sento sempre strana, sotto Natale, per svariati motivi che ben conosco, e alterno momenti di nera intolleranza a istanti magici di affetto incondizionato e desiderio di condivisione. Oggi mi sento neutra e penso che sia buono, penso di essere nel bel mezzo di un periodo equilibrato.  Insomma, non ho lamentele da fare, né entusiasmi su cui veleggiare, né attacchi di depressione da fronteggiare. Mi sento me stessa, mi sento al mio posto. Oddio, forse forse detto così per me è più uno stato di grazia che un periodo equilibrato, e quindi è meglio approfittarne!!  Quindi, riservando le parole per istanti e contesti più adeguati, mi limito qui ad accomiatarmi in vista del Natale, a dedicarmi alla famiglia, alla tavola e a scartocciare regali! Mando un pensiero...

Bentrovata Santa Lucia!

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Sono bresciana, e quindi, come tutti i bresciani, sono cresciuta in attesa non  di Babbo Natale, della Befana o di Gesù Bambino, MA di Santa Lucia . Probabilmente l'emozione è la stessa che provano tutti i bambini del mondo davanti alla magia, alla speranza, alla sorpresa. Ma, che vi devo dire... Santa Lucia è - e rimarrà - sempre nel mio cuore, in una posizione privilegiata (e ora tralascio gli aspetti spaventosi di questo personaggio, che mi terrorizzavano da bambina!...).  Comunque, quando ci siamo trasferiti in Toscana, e poi in Umbria, per forza maggiore ho dovuto "tradire" la mia Santa per Babbo Natale e per la Befana, per far sì che le tradizioni dei miei bambini si uniformassero a quelle dei loro amici e compagni.  Ora, non posso dire che la festa non fosse bella e le emozioni non si moltiplicassero: scorgendo negli occhi dei miei figli quella luce, un misto tra gioia, stupore e incanto, mi sono emozionata ogni volta. Ogni volta ho costruito un nuovo ricordo, che ...

Addio uomo, arrivederci Maestro.

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Per una volta invado la mia sfera privata, brutalmente. Ma non posso farci nulla, perché provo un dolore vero, non un'evocazione.  Mi è sorto un ricordo, vedete, non appena ho saputo della dipartita di Battiato. È un pomeriggio torrido, nell'agosto del 2003, e sono sdraiata sul letto a fianco della persona che amo. Le tapparelle sono abbassate, siamo in penombra, e tutte le finestre aperte creano un po' di contraria, così c'è una tenda di organza, leggera e blu, che ci svolazza vicina. Ciò che vedo nel mio ricordo sono le nostre mani, che si avvicinano, si sfiorano appena, poi si toccano e si stringono, si separano ancora; iniziano una danza che non è prevista, e sono così coordinate. Sembra che le nostre menti si siano messe d'accordo, le dita compiono gli stessi movimenti, i palmi si cercano in contemporanea, si distaccano nello stesso istante per poi riavvicinarsi, desiderarsi. Io e lui non ci guardiamo, ma stiamo sorridendo l'uno all'altra. E abbiamo lo ...

Il colore e le forme. Di dentro e di fuori.

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Le giornate dell'ultimo mese rispecchiano alla perfezione il mio umore. Ci sono giornate nere e tristi, giornate rosse di rabbia e nervosismo. Giorni grigi e fastidiosi, oppure di un verde timido e tenero che suggerisce leggerezza e buonumore.  Da sempre i colori mi accompagnano. È da un po' di tempo che ho preso l'abitudine di osservare  IL colore della mattina, forse per tentare di indovinare i segreti che il giorno ci riserva; nella mia orsite dilagante il mattino ho sempre meno voglia di parlare e più di guardare in silenzio ciò che mi circonda. Mi piace mettere in ordine i pensieri e fissare le luci, le ombre, la luminosità dei prati; le colline, le sfumature tra le foglie degli alberi e le nuvole. Ah, le nuvole! Mia grande passione. Forme in eterno mutamento, gonfie, lisce, tirate. Pettinate o arruffate. Dall'aspetto di una caricatura o di un'aquila in volo, oppure di un pesce o di una mano... Le nuvole sono uno scatenatore di fantasia. Non mi importa se so...

In cerca di mentori?

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Non vi viene mai il desiderio di avere un mentore, un  tutor ? Qualcuno che vi segua, vi sostenga, vi dia consigli e vi supporti nelle scelte, vi aiuti e vi indirizzi, anche, su una via invece che su un'altra, forte della propria esperienza? E che oltre a motivarvi, magari, qualche volta vi gratifichi? A me sì. Immagine tratta dal web Lo ammetto nel pieno della mia cocciutaggine, della mia indipendenza e della mia ansia da perfezionismo. So benissimo di avere una dote - che molti mi invidiano, tra l'altro - che è una profonda capacità di ricerca e analisi; per me è normale assimilare una quantità stravolgente di dati, informazioni, valutazioni, ed essere capace anche di non farmene influenzare: sono in grado di tenerne conto e ancora lasciarmi guidare dall'istinto. Anzi, spesso è l'istinto che prevale nelle scelte, nonostante i dati in mio possesso, potenzialmente, possano guidare altrove. Ma è ovvio, non sempre le scelte che si fanno sono giuste.  Scelte a parte, in qu...