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Visualizzazione dei post con l'etichetta lettura

Consigli di lettura: "I virtuosi" di Yasmina Khadra

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  "A volte ti piombano addosso cose incredibili che deviano il corso della tua esistenza  e la rivoltano sottosopra.  Puoi scappare in capo al mondo,  rifugiarti là dove nessuno riuscirebbe a scovarti,  loro ti inseguono come una muta di cani randagi e fanno di te un individuo  che non ti assomiglia affatto ma che diventa il protagonista assoluto della tua storia." C'è stata un'epoca in cui stavo per laurearmi in Lettere, precisamente in Letterature Comparate, e il tema della mia tesi era il romanzo picaresco e le sue eventuali declinazioni al femminile (rare, quasi inesistenti: questo lo ricordo bene!). Poi le cose si sono evolute diversamente, ma ciò che ho ancora impresso nelle mie memorie è stata la fatica, condivisa con il mio professore, nel reperire testi che appartenessero al genere. Avevamo inserito una lunga lista di romanzi, partendo da Lazarillo de Tormes che, storicamente, è considerato il padre del picaresco. Eppure, a parte quest'ultimo, tut...

Recensione: "Un caffè per l'assassino" di Pamela Luidelli

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  Oggi vi parlo di un romanzo che si allontana un po' rispetto ai generi che prediligo, però lo segnalo per la piacevolezza nella lettura e per un sottofondo di ironia che accompagna ogni capitolo, nonostante si tratti di un romanzo giallo. Anzi, per essere più precisa, direi che Un caffè per l'assassino appartiene al filone oggi molto in voga del Cozy mistery. Quindi se vi piacciono le indagini, l'ironia e i personaggi un po' oltre le righe, questo è certamente il libro per voi. Seconda puntata della saga di Beatrice Testaccio (il primo episodio si intitola Un caffè per la vittima, 2021) in questo romanzo la protagonista "inciampa" nuovamente in un assassinio e, cocciuta e maldestra, incomincia a indagare attraverso i pettegolezzi del paese, le parole ascoltate per caso, l'osservazione attenta delle persone vicine alla vittima.  Beatrice è un'investigatrice a modo suo: in realtà è una barista, quindi non dovrebbe avere niente a che fare con le indagin...

Consigli di lettura: IL SECOLO MALEDETTO DI ROMA ANTICA di Roberto Toppetta

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"Inviolabile quale tribuno, come imperator [Giulio Cesare]   guidava le truppe, da pontefice massimo era la massima autorità religiosa. In Senato aveva il diritto alla prima parola, la sua domus era sormontata da un frontone come i templi. Era il nuovo Alessandro Magno, il Macedone della Repubblica imperiale, quindi dell'intero Occidente. Ogni magistrato gli doveva obbedienza, i senatori gli dovevano deferenza. E i tribuni della plebe non potevano opporgli il veto." È con questa significativa citazione che voglio introdurre il saggio Il secolo maledetto di Roma Antica , in cui Roberto Toppetta, giornalista, saggista e autore del romanzo Il buio in testa , affronta le lotte intestine e i tumulti che hanno portato a Roma alla caduta della Repubblica e alla nascita dell'Impero.  Tramite un linguaggio semplice, chiaro, privo di ornamenti, così come è facile notare dalla citazione di cui sopra, l'autore ci conduce in un viaggio affascinante attraverso i protagonisti d...

La pietà per il lettore

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Oggi scrivo un post ad alto tasso polemico, ma per una volta mi schiero dalla parte del lettore .  Giusto per la cronaca: il punto di vista del lettore non è superfluo, anzi: è il lettore il destinatario ultimo di ogni parola scritta e - forse andrò un po' controcorrente, ma lo dico - quando gli scrittori affermano di scrivere solo per se stessi, beh, a mio parere mentono. Scrivere per se stessi significa tenere un diario, più o meno. Qualcosa che non si prevede nemmeno in ipotesi remote che venga letto da altri. Ma non appena si prende un articolo, un manoscritto, una tesi di laurea, e si cerca un modo per pubblicare e divulgare… Ebbene, in quel momento la scrittura si consegna ad altri. E allora l'obiettivo finale è appagare chi leggerà. Quindi, mi sorge insistente una domanda: PERCHÉ? Perché veniamo afflitti da testi improbabili, raffazzonati, mal curati, non verosimili? Perché, per dirla in termini più tecnici, due degli elementi strutturali della narrativa, ovvero il viagg...

Ora di vacanza

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  Sono qui, proprio ora, sul mio terrazzino nella casa in montagna. Non c'è nemmeno un rumore, è incredibile. Non campane che suonano, non macchine che passano nella strada sottostante. Nemmeno una voce, un tramestio di casa. Devo aver beccato un istante idilliaco per aprire il mio blog, uno di quei rari incroci temporali - durerà pochissimo - in cui sembra di essere parte di una cartolina, e non viene da chiedersene il perché. Ecco, è già finito. Comunque, in questa brevissima parentesi dal rumore della vita, ho dovuto rendermi conto che anche io sono stata chiusa in una specie di parentesi negli ultimi mesi, ed è stata molto lunga. Da maggio a oggi, uh!, è cambiato tutto. Mi fa effetto, se ci penso, eppure sono abbastanza abituata ai cambiamenti. E' che non ho avuto il tempo di godermene neanche uno, sono passata da uno stato all'altro all'altro all'altro all'altro di continuo, senza fermarmi. Mi sento in un frullatore, rendo l'idea?   Mi sono trasferita, ...

Consigli di lettura: FEBBRE, di Jonathan Bazzi

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  "Ci scegliamo per compensarci, in modo sano o disfunzionale, ci si incastra usando le ferite originarie." Ho deciso di leggere Febbre , romanzo di esordio di Jonathan Bazzi, perché mi ha incuriosito la sua presenza tra i finalisti del premio Strega, quest'anno. Innanzitutto la novità: sei finalisti anziché cinque - che succede? E poi il tema dell'HIV, forte senza dubbio ma, ahimè, ancora capace di produrre scandalo. Infine, un commento dell'autore, quando è stato intervistato riguardo alla sua presenza tra i finalisti: vincere il premio gli pareva "troppo". Chi è questo scrittore?, mi sono chiesta. Ebbene, sono soddisfatta di aver letto questo libro. Lo consiglio a tutti, a tutti. Con un'accortezza: leggetelo senza pregiudizi, senza paura, con rispetto per quest'anima sensibile che vuole farsi notare, vuole affermare in maniera sfacciata il suo essere se stessa. "Il mio egocentrismo è radicale, ovvero implorante. Aiutami a stare nel mondo,...

Consigli di lettura: 4321 di Paul Auster (e altre considerazioni)

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Ho già espresso le mie preoccupazioni sul Coronavirus nel mio POST precedente , e in seguito alle disposizioni governative sto seguendo le istruzioni e me ne sto buona buona a casa, lavoricchiando e facendo in linea di massima quello che preferisco: leggere. Così sono da poco riemersa da una lettura lunga e impegnativa, che avevo quasi timore di affrontare ma che invece, naturalmente, mi ha dato molti spunti di riflessione.  Il libro in questione si intitola 4321 e l'ho acquistato qualche mese fa senza aver letto alcuna recensione, senza sbirciare nella quarta di copertina, spinta soltanto da un impulso affettivo; l'autore, Paul Auster, è stato infatti uno dei miei preferiti in giovinezza: ho adorato Trilogia di New York, in particolare Città di Vetro , ho amato La Musica del Caso e Mr Vertigo,  che mi aveva appassionato e su cui a suo tempo avevo scritto una tesina brillante. Per non parlare di Smoke e Blue in the Face , da cui sono stati tratti due film icona con Harve...

Consigli di lettura: "Nel silenzio delle nostre parole" di Simona Sparaco (Sui genitori, sui figli, e sulle parole che non si dicono)

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"Quante parole ci diciamo che sono solo silenzio?" Questa frase mi ha colpita come un sasso in fronte, perché sublima un concetto, una consapevolezza, su cui sto lavorando anche io. E' tratta da un romanzo appena terminato, che mi ha lasciato qualcosa su cui riflettere. Il libro in questione si intitola Nel silenzio delle nostre parole , l'autrice è Simona Sparaco, edito da DeaPlaneta (per dirla tutta: il libro ha vinto la prima edizione di questo premio prestigioso). E' un libro forte, scritto in maniera cruda e vibrante, commovente in alcuni tratti. Di sicuro invita a pensare. Non voglio raccontarvi la trama, ma voglio soffermarmi sul fil rouge che dà anche il titolo al romanzo, le parole non dette. Sono molte le parole che nella vita quotidiana diamo per scontate, per fretta o per pigrizia, o per abitudine, o ancora per orgoglio. Ma qualche volta bisognerebbe ricordarsi che la vita è qualcosa che non ci appartiene, e che nessuno può sapere ...

Scrittura o telepatia?

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Quando mi sono laureata ho creduto per un breve, brevissimo istante che avrei finalmente potuto dedicarmi a scrivere e smettere di studiare. Pensavo, alla peggio, di dovermi documentare per creare dei mondi verosimili, storicamente  e/o geograficamente accettabili, al limite per approfondire alcune delle tecniche che caratterizzano i diversi generi letterari. Poi mi son guardata intorno, proprio ora, e mi sono resa conto che il panorama non è cambiato molto rispetto a qualche tempo fa. Libri, dispense, appunti, note qua e là. La realtà è che scrivere ha ben poco di quell'immagine romantica e idealizzata che tutti conosciamo. L'ispirazione ritengo sia necessaria, certamente, ma molto è progettazione, costruzione e, soprattutto, focalizzazione. Con la testa libera di esprimere i pensieri è molto difficile autodisciplinarsi, non perdere il filo, non farsi portare dall'immaginazione in mete, ahimé, desolate e al di fuori del contesto. Come in ogni lavoro - ...

Consigli di lettura: La tetralogia de "L'Amica Geniale" di Elena Ferrante

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"L'Amica Geniale" è comparso nella mia vita a caso, dopo averne rimandato a lungo la lettura, praticamente in contemporanea alla messa in onda dell'omonima serie Tv sui canali Rai. So bene quindi che oggi c'è un rinnovato interesse per questa saga, per questa storia, e non posso che esserne felice. Spero che tutti la leggano perché l'ho trovata bellissima. Non mi voglio limitare al "bellissima", è un aggettivo troppo piccolo, troppo chiuso in se stesso per definire questi libri. La storia, per chi non lo sa, è quella di due amiche d'infanzia che si snoda lungo l'arco di tutta una vita (o quasi). E' suddivisa per periodi, dall'infanzia alla vecchiaia, e insieme al racconto delle vicenda di Lila e di Elena, le due protagoniste, è una lunga narrazione di ciò che le circonda: gli amici, i nemici, le famiglie, le usanze e, soprattutto, il rione . Il rione napoletano in cui le ragazze sono nate non è solo uno sfondo, un'ambienta...

Auguri, donne.

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Festa della donna!  Parliamone, allora.. Sapete, quando oggi facebook mi ha chiesto di festeggiare la festa della donna, incorniciando la foto del profilo delle "donne innovatrici e leader che sono fonte d'ispirazione" per me,   mi sono resa conto che fino a poco tempo fa in quella cornicetta avrei messo la foto di Debbie Travis. Debbie per me è stata davvero una fonte di ispirazione, per anni, e assolutamente innovatrice per tutto ciò che riguarda la decorazione. Non solo la seguivo in tv, ma consultando i suoi libri di decorazione ho imparato tantissime tecniche. Era più o meno un mito. Quando poi ho avuto modo di lavorare con lei, ero a un solo passo dal cielo. Agitatissima ma felice. E, devo dire, in quei sei mesi la sua capacità di essere leader ho potuto vederla e viverla, e solo oggi, trascorsi tre anni, riesco a parlarne con relativa tranquillità, senza l'emozione che mi stringe la gola. Perché la sua personalità è davvero impetuosa. (Io...