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Visualizzazione dei post con l'etichetta Punti di vista

Auguri, donne.

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Festa della donna!  Parliamone, allora.. Sapete, quando oggi facebook mi ha chiesto di festeggiare la festa della donna, incorniciando la foto del profilo delle "donne innovatrici e leader che sono fonte d'ispirazione" per me,   mi sono resa conto che fino a poco tempo fa in quella cornicetta avrei messo la foto di Debbie Travis. Debbie per me è stata davvero una fonte di ispirazione, per anni, e assolutamente innovatrice per tutto ciò che riguarda la decorazione. Non solo la seguivo in tv, ma consultando i suoi libri di decorazione ho imparato tantissime tecniche. Era più o meno un mito. Quando poi ho avuto modo di lavorare con lei, ero a un solo passo dal cielo. Agitatissima ma felice. E, devo dire, in quei sei mesi la sua capacità di essere leader ho potuto vederla e viverla, e solo oggi, trascorsi tre anni, riesco a parlarne con relativa tranquillità, senza l'emozione che mi stringe la gola. Perché la sua personalità è davvero impetuosa. (Io...

Let it snow!

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D'accordo, non è Natale e già qualcuno cantava in aria di primavera, però ammettiamolo: è inverno e un po' di neve ogni tanto ci sta.  Da noi è scattata l'allerta meteo e tutta la provincia  - ovvero la regione - si era organizzata con largo anticipo, chiudendo per precauzione anche le scuole. Devo dire che mi ha fatto piacere, perché io, vivendo un po' fuori dall'abitato e su strade non propriamente agevoli, non avrei comunque mosso la macchina oggi per portare i ragazzi a scuola. Detto questo: ho visto un interessante post di un italo-canadese che ci prendeva un po' per i fondelli, mostrando l'attività principe del post nevicata: spalare la neve, che fa anche bene! Sono in linea di massima d'accordo, però è anche vero che in zone come il Canada sono ben attrezzati per vivere con un metro di neve. A partire dalle automobili, che hanno ruote alte quasi quanto me! E poi, ammettiamolo: le strade canadesi probabilmente sono messe un pochino megli...

Mettere ordine

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Per una volta - e non so se è meglio o peggio - non parlo di riordinare una stanza, una libreria, una casa. O forse invece sì? Magari è semplicemente una buona terapia? Sto attraversando un periodo un po' ingarbugliato e mi chiedevo da che parte iniziare, dove sbuca il bandolo della matassa?  Leggo spesso storie di successo, le trovo terribilmente di ispirazione, sia per quanto riguarda la vita personale che la carriera. Mi sembra che tutte abbiano poi un fondo comune. Si legge, più o meno tra le righe, che a un certo punto tutti questi personaggi abbiano deciso di dare una svolta alla loro vita, di cambiare, di migliorarsi. Mi chiedo: da dove nasce il cambiamento? E se, soprattutto, uno è avvezzo al cambiamento, alla ricerca, all'aspirazione al miglioramento, qual è allora il vero cambiamento? Forse può essere in quel caso un fermarsi? Uno stop, una pausa? Non so, mi sento esausta, forse è anche la primavera. Credo che davvero il quid sia mettere ordine . Ripren...

Uno strano anniversario..

Anche se probabilmente non interessa a nessuno (giustamente!), oggi l'evento merita due righe: festeggio UN ANNO SENZA FUMO!! Perché il 13 ottobre del 2015 - finalmente mi sento di 'poterlo' dire - ho smesso di fumare! Così, senza ragione. Mi son svegliata una mattina e mentre mi gustavo la prima sigaretta del giorno mi son resa conto che ne avevo ancora 6 o 7, e che avrei dovuto uscire per comprarle. Ed era una mattina uggiosa, e non ne avevo voglia. E per la prima volta ho percepito davvero la schiavitù in cui vivevo. E ho detto basta, finisco queste e poi smetto. E così è stato. Ho sofferto da cani i primi giorni - volevo uccidere - , un po' meno le settimane seguenti, e poi piano piano il pensiero si è placato. Che dire, come sto dopo un anno? Ogni tanto ho ancora voglia di fumare. Chiariamoci, oggi non sopporto la puzza e quasi quasi mi irrita vedere un pacchetto o un mozzicone, ma a volte la voglia ce l'ho ancora. Anche se credo che sia una voglia ...

De Rerum Natura, ovvero l'arte del cambiamento

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Scomodo addirittura Lucrezio per l'apertura di questo post ma, come dire, quando ci vuole ci vuole! Sono settimane, o forse mesi, che trascorro poco tempo sui social, e in quel poco che ci sto, lo ammetto, tendo ad annoiarmi. A parte gli scambi  amichevoli con persone 'vere', esistenti, e con cui ho dei rapporti non-solo-wireless, sono davvero pochi gli interventi che mi sconfinferano, e poi sono in fase indaffarata acuta e quindi in linea di massima concentrata sulle mie cose.  Quello che spicca all'occhio, però, è sempre la solita minestra: persone (le solite) che si lamentano più o meno di tutto e più o meno di tutti; persone (le solite) che si lamentano o perché non hanno lavoro o perché ne hanno troppo, o perché sono sole o perché non sopportano la famiglia; persone (le solite) che si lamentano perché stanno male o sono tristi o il mondo ce l'ha con loro (e solo con loro!); persone che son peggio di Cicerone, e trascorrono il tempo tra un'invettiva...