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Visualizzazione dei post con l'etichetta Amicizia

Balla, Linda!

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Un paio di settimane fa è mancata una mia carissima amica. Due settimane. Due settimane è il tempo minimo che mi ci è voluto per riuscire a elaborare un pensiero, a scrivere due righe di lei.  È sempre difficile elaborare un lutto, ancor più quando ci tocca da vicino. Non voglio fare l'ipocrita, ora, non voglio raccontare che eravamo inseparabili e che la sua assenza all'improvviso ha creato un vuoto nella mia vita.  Non eravamo inseparabili, e, anzi, la nostra amicizia è nata e si è costruita nel segno della lontananza. Ci siamo conosciute "da lontano" e sono pochissime le occasioni in cui siamo state insieme fisicamente. In diciassette anni, credo che riuscirei a contarle. Eppure, eppure.  Credo che questa amicizia sia l'esempio migliore di come a volte le anime si incontrano, si scontrano, fanno un tratto di strada a braccetto, e poi si dividono. Nel tratto di strada in comune, però, si donano molto, e si appoggiano, e in qualche modo progrediscono insieme. Si ...

Ancora sull'amicizia

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Il mio 2022 è iniziato con un litigio tra me e un amico. Si è trattato di un litigio scaturito all'improvviso, per motivi futili, come spesso accade. Al momento mi ha preso una grande tristezza, ma poi, riflettendo con calma, mi sono resa conto che forse quell'amicizia era giunta al capolinea. L'amicizia è stata al centro dei miei pensieri negli ultimi anni, perché - l'ho raccontato diverse volte - la distanza ha aiutato ad amplificare tanti sentimenti e numerosi bisogni. È anche uno dei temi portanti del mio romanzo, ci ho lavorato molto e quindi, credetemi, ho osservato questo tipo di legame da tutti i punti di vista e sotto ogni risvolto. E ho capito (nel profondo) che le amicizie sono davvero fondamentali nella nostra vita, imprescindibili per l'equilibrio e la serenità personale. D'altro canto, negli anni per me hanno cambiato prospettiva. Da ragazza tendevo a evitare il confronto. Temevo le discussioni con i compagni, con gli amici. Ero terrorizzata dalle ...

Che Natale sarà?

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  (Immagine tratta dal web) E allora, se lo stanno chiedendo tutti: ma che Natale sarà, quest'anno ?  Restrizioni, blocchi, regioni blindate, locali serrati, parenti numerati. Sembra un inferno.  Però la situazione mi spinge a riflettere.  Ho lasciato la mia città ormai da dieci anni, e fino ad allora trascorrevo la vigilia, il pranzo di Natale e il giorno di Santo Stefano con la mia famiglia. La sera del Natale invece incontravo gli amici per un aperitivo, e poi ci rifugiavamo tutti da me per un "brodino" veloce, che negli anni si è tramutato in un appuntamento fisso e poi in una cena vera e propria, che allestivo e preparavo con cura ed estremo piacere.  Dopo il nostro trasferimento, per una serie di ragioni, abbiamo sempre trascorso il Natale da soli: io, il Martirio e i nostri figli, i cani e il gatto. Qualche volta si è aggiunta alla nostra tavola una coppia di amici, forse un anno gli zii di Viterbo. Insomma, niente di pantagruelico, nessuna immensa tavola...

Le cose che fanno star bene

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Durante quest'anno, che ormai si avvicina al termine e che ha messo a dura prova tutti noi, mi sono abituata ad ascoltare le spinte che via via si sono mosse dentro di me. Forse ci sono sempre state, ma quando la vita quotidiana segue il proprio ritmo naturale faccio un po' più fatica a dar loro attenzione, ad ascoltare in primo luogo me stessa. Questo è stato un anno incredibile, ha messo a dura prova nervi e pazienza, e purtroppo la situazione ora ci sta nuovamente mettendo davanti a limiti e regole che mi sembra facciamo tutti quanti fatica a tollerare. Non voglio entrare nel merito della questione, né a livello sanitario né, soprattutto, politico. So soltanto che viviamo in un Paese che avrà un milione di problemi ma anche un milione di ricchezze, e abbiamo sempre goduto della libertà di fare e di muoverci senza rendercene conto. Ora che, di nuovo, la nostra libertà viene in qualche modo limitata, ci sentiamo annaspare, le domande si moltiplicano e le insicurezze vengono al...

Sull'Amicizia (un altro racconto autobiografico)

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All'incirca un anno fa, al termine della scorsa estate, ho litigato con la mia migliore amica. In realtà non è stato un vero e proprio litigio, niente discussioni, niente urla, niente offese. Niente di niente, per la verità. Ho solo sentito che un muro compatto di dolore, di frustrazione, di rabbia e incomprensione si è innalzato tra di noi, con la rapidità di una freccia scagliata che centra il suo bersaglio. E' stato tremendo. Lei, la mia amica da sempre, la confidente di ogni segreto, il supporto dei momenti più neri e il sostegno in ogni impresa, all'improvviso per me era un'estranea. Ho masticato la freddezza, accarezzato il distacco, accolto la tristezza. Ho sperato per un istante che si trattasse di una nuvola passeggera buttata sopra di noi da un volere bizzarro, in un fare fantozziano, solo a ricordarci delle nostre umane fragilità. Invece. Invece di lì a poco ho avuto  il mio incidente , ciò che mi ha paralizzata per settimane e mi ha resa incapace di fare, ma...

Seguite il bus dell'amore!

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Sono in un periodo strano. Praticamente per la prima volta in vita mia non mi sento oppressa da qualcosa.  Ho del tempo, ho calma, ho i ragazzi che essendo ormai cresciuti partecipano alle situazioni di casa (e quindi aiutano), ho il mio Simo che come al solito è qui al mio fianco e sostiene. Insomma, tutto procede bene.  Eppure ho la sensazione costante di non fare niente. Di non concludere niente. Di non concretizzare niente.  Quindi in queste giornate rifletto su come passo le giornate , perché a forza di vivere in questa sorta di calma non faccio il punto. Mi sento deficiente: anni di fatica per avere la possibilità di vivere in una tale situazione invidiabile ( è invidiabile, ne sono consapevole), e io è come se non la godessi. Come se senza stress - l'oppressione di cui sopra, appunto - non avessi chiaro gli step.  Così ho guardato un po' di foto sul mio telefono dell'ultimo mese: ho fatto tantissime cose!! Innanzitutto, sono finalmente riu...