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Visualizzazione dei post con l'etichetta Lifestyle

Leggere: come, quanto... E quando?

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  Oggi provo a rispondere a tre domande che, ogni anno, qualcuno mi pone. Anche nell'ultimo mese ho ricevuto diversi messaggi in cui mi è stato chiesto: «Come fai a leggere così tanti libri?». La risposta più banale, quella che - lo confesso - ho dato a tutti sull'impulso del momento, è sempre la stessa: guardo poca Tv, e dedico poco tempo ai social. Però poi mi sono resa conto che non basta questa risposta, che sorgono altre domande, proprio in chi vorrebbe imparare a leggere: leggere come hobby, come buona abitudine. Così ci provo, anche se naturalmente esprimo qui solo il mio pensiero, soggettivo e personalissimo. Leggere: come? Innanzitutto, lasciatemi dire: non esiste un come , un modo "giusto" o un modo "sbagliato". Posso dire, e questa è la mia esperienza, che la lettura è un'attività che, come tante altre, va allenata: i primi tempi sarà lenta e a volte faticosa, magari stancante. Ma poi, insistendo, il cervello impara a elaborare questo tipo di ...

Consigli di lettura: "La versione di Fenoglio" di Gianrico Carofiglio

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"Ma sai, per quanto pensiamo di essere superiori a certi meccanismi, questi ci condizionano . Possiamo essere abbastanza lucidi da osservarli in noi stessi eppure incapaci di contrastarli davvero." Ebbene, per una volta mi trovo stranamente a parlare di un libro che da diverse settimane si trova al primo posto nelle classifiche di vendita (in Italia). Normalmente non mi lascio condurre nella scelta delle mie letture dal successo delle nuove uscite, sono sempre un po' diffidente. Questa volta, invece, mi sono incuriosita e ho affrontato la lettura di "La versione di Fenoglio" con un'estrema neutralità. Devo dire, innanzitutto, che il libro mi ha sorpreso. E' certamente una lettura piacevole, non particolarmente impegnativa, non troppo lunga, quindi consigliata anche a chi non ama i libri cosiddetti "pesanti". La vicenda si svolge nell'arco di qualche giorno e racconta la nascita di un'amicizia tra un ragazzo, che ancora ...

Delle potenzialità e dei fatti

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A quarantaquattro anni suonati, mi sono resa conto improvvisamente che non riesco più a sentir parlare di potenzialità.  Le potenzialità sono una bella cosa, diciamocelo: è come riuscire a guardare oltre le apparenze, andare dritti alla sostanza, al cuore dei concetti o delle persone; significa insomma avere una visione. Significa saper osservare e vedere quello che ancora non c'è, ma potenzialmente può emergere. E' un dono, ma non è un dono di tutti: essere in grado di non fermarsi allo strato superficiale delle cose ma saper affinare, sgrossare, tirare fuori il meglio, è una dote incredibile. Eppure, molti anni fa, un professore che stimo tantissimo mi disse che a volte avere un dono così è una specie di maledizione. Allora non avevo capito cosa intendesse dirmi, ma oggi improvvisamente il succo di quel discorso mi è molto chiaro. E' inutile faticare per far emergere qualcosa di profondo se l'investimento è a senso unico.  Personalmente, nella mia vita cr...

Focus Point n. 3: Accogliere il cambiamento

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Buongiorno e buon anno! Anche voi siete tra quelli che a inizio anno stilano buoni propositi? E poi riuscite a rispettarli?  Io ho rinunciato tanto tempo fa a questo "hobby", perché negli anni mi sono resa conto che tener fede a impegni e propositi imposti in un momento di festa e di riposo (le vacanze di Natale, di solito) mi è sempre complicato. La mia vita è sempre soggetta a imprevisti, novità, sorprese. Ecco, vorrei fare una piccola considerazione sugli imprevisti. Per quanto mi riguarda ho definito che gli imprevisti fanno talmente parte della mia vita da non essere più imprevisti; mi spiego meglio: non so mai cosa accadrà, ma so che di certo accadrà qualcosa, con una regolarità quasi... programmabile! Così, osservando le cose da questo punto di vista, ho imparato a chiamare questi momenti SORPRESE, o NEWS DEL GIORNO.  E' chiaro, non si tratta quasi mai di sorprese piacevoli, o comunque di fatti/eventi che semplificano la vita (anche se qualche volt...

Creare emozioni e buona energia

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Ho dovuto prendermi qualche giorno per lasciare decantare le emozioni degli ultimi giorni, e parlare di questa cosa che mi sta a cuore, che mi gira intorno da un po'.  Allora, la faccio breve: la scorsa settimana sono andata al cinema a vedere Bohemian Rapsody. (Immagine dal web) Credo sia inutile raccontare il film: vita e vicende di Freddie Mercury e dei Queen, narrate da un punto di vista in particolare ma non, secondo me, a tutto tondo. In ogni caso: SE non avete potuto godervi Freddie Mercury quando ancora era in vita; SE non avete ascoltato fino alla morte "I want it all" (o una qualsiasi delle altre canzoni) al bar del paese con le amiche, facendo colletta per il juke box; SE non avete guardato millemila volte Highlander solo per piangere quando passava "Who wants to live forever"; SE non siete riusciti a sopportare la visione di Flash Gordon solo grazie alla colonna sonora, e ancora oggi quando qualcuno dice "Flash!" voi risponde...

Focus Point n.2: IL LAVORO

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Allora. Quella del lavoro per me è una questione annosa. Insomma, ho 43 anni suonati, ormai alla mia età il grosso delle carte dovrebbero essere già state giocate. Invece non è così, e non sapete quanto mi costa fermarmi e riflettere su questo argomento. La realtà è che in qualche modo io ho vissuto finora due vite, ed ho la fortissima sensazione di averne da poco iniziato una terza. Nella mia prima vita, un po' a stento, cercavo di portare a termine il percorso che, secondo me, mi avrebbe avvicinato alla realizzazione dei miei sogni. Che allora erano forti, chiari, imperativi. Non c'era molto spazio di manovra. Volevo essere una scrittrice o, al limite, un'insegnante di lettere. Ma soprattutto una scrittrice. In quel periodo mi dedicavo a tantissimi lavori, lavoretti, lavorini, che altro non erano se non strumenti per poter perseguire l'obiettivo primario. Erano anche una buona scuola per il futuro scrivere, ma anche per la vita; ho conosciuto innumerevoli...

Auguri, donne.

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Festa della donna!  Parliamone, allora.. Sapete, quando oggi facebook mi ha chiesto di festeggiare la festa della donna, incorniciando la foto del profilo delle "donne innovatrici e leader che sono fonte d'ispirazione" per me,   mi sono resa conto che fino a poco tempo fa in quella cornicetta avrei messo la foto di Debbie Travis. Debbie per me è stata davvero una fonte di ispirazione, per anni, e assolutamente innovatrice per tutto ciò che riguarda la decorazione. Non solo la seguivo in tv, ma consultando i suoi libri di decorazione ho imparato tantissime tecniche. Era più o meno un mito. Quando poi ho avuto modo di lavorare con lei, ero a un solo passo dal cielo. Agitatissima ma felice. E, devo dire, in quei sei mesi la sua capacità di essere leader ho potuto vederla e viverla, e solo oggi, trascorsi tre anni, riesco a parlarne con relativa tranquillità, senza l'emozione che mi stringe la gola. Perché la sua personalità è davvero impetuosa. (Io...

Let it snow!

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D'accordo, non è Natale e già qualcuno cantava in aria di primavera, però ammettiamolo: è inverno e un po' di neve ogni tanto ci sta.  Da noi è scattata l'allerta meteo e tutta la provincia  - ovvero la regione - si era organizzata con largo anticipo, chiudendo per precauzione anche le scuole. Devo dire che mi ha fatto piacere, perché io, vivendo un po' fuori dall'abitato e su strade non propriamente agevoli, non avrei comunque mosso la macchina oggi per portare i ragazzi a scuola. Detto questo: ho visto un interessante post di un italo-canadese che ci prendeva un po' per i fondelli, mostrando l'attività principe del post nevicata: spalare la neve, che fa anche bene! Sono in linea di massima d'accordo, però è anche vero che in zone come il Canada sono ben attrezzati per vivere con un metro di neve. A partire dalle automobili, che hanno ruote alte quasi quanto me! E poi, ammettiamolo: le strade canadesi probabilmente sono messe un pochino megli...

Mettere ordine

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Per una volta - e non so se è meglio o peggio - non parlo di riordinare una stanza, una libreria, una casa. O forse invece sì? Magari è semplicemente una buona terapia? Sto attraversando un periodo un po' ingarbugliato e mi chiedevo da che parte iniziare, dove sbuca il bandolo della matassa?  Leggo spesso storie di successo, le trovo terribilmente di ispirazione, sia per quanto riguarda la vita personale che la carriera. Mi sembra che tutte abbiano poi un fondo comune. Si legge, più o meno tra le righe, che a un certo punto tutti questi personaggi abbiano deciso di dare una svolta alla loro vita, di cambiare, di migliorarsi. Mi chiedo: da dove nasce il cambiamento? E se, soprattutto, uno è avvezzo al cambiamento, alla ricerca, all'aspirazione al miglioramento, qual è allora il vero cambiamento? Forse può essere in quel caso un fermarsi? Uno stop, una pausa? Non so, mi sento esausta, forse è anche la primavera. Credo che davvero il quid sia mettere ordine . Ripren...

Uno strano anniversario..

Anche se probabilmente non interessa a nessuno (giustamente!), oggi l'evento merita due righe: festeggio UN ANNO SENZA FUMO!! Perché il 13 ottobre del 2015 - finalmente mi sento di 'poterlo' dire - ho smesso di fumare! Così, senza ragione. Mi son svegliata una mattina e mentre mi gustavo la prima sigaretta del giorno mi son resa conto che ne avevo ancora 6 o 7, e che avrei dovuto uscire per comprarle. Ed era una mattina uggiosa, e non ne avevo voglia. E per la prima volta ho percepito davvero la schiavitù in cui vivevo. E ho detto basta, finisco queste e poi smetto. E così è stato. Ho sofferto da cani i primi giorni - volevo uccidere - , un po' meno le settimane seguenti, e poi piano piano il pensiero si è placato. Che dire, come sto dopo un anno? Ogni tanto ho ancora voglia di fumare. Chiariamoci, oggi non sopporto la puzza e quasi quasi mi irrita vedere un pacchetto o un mozzicone, ma a volte la voglia ce l'ho ancora. Anche se credo che sia una voglia ...

Gli esami non finiscono mai..

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E dopo una scorsa al mio ultimo post, datato 19 luglio, anche questa volta dovrei preparare un incipit in cui mi scuso per il ritardo e l'assenza, e bla bla. Sapete, non lo farò! Leggo con sempre maggior irritazione post su post di personalità di internet, blogger affermate e famosissime, che scrivono sempre puntualissime, spesso parlando di 'fuffa' o facendo pubblicità a questo o quel prodotto; in qualche modo mi pare non facciano altro che pagar pegno.. Ma a chi? Una volta eravamo creative (o, almeno, ci chiamavano così!), e in quanto tale la creatività si paga: a volte si ha voglia di parlare, scrivere e chiacchierare, a volte no. Invece ora mi pare che stiamo tutti cercando di essere marketers , professionisti della comunicazione, specialisti del management.. Ma dove stiamo andando? Io ho avuto la bella idea di reiscrivermi all'università a 38 anni, ormai l'avrete capito. Io e il mio Simone abbiamo deciso che, condivisa, avrebbe potuto essere una bel...

Easter Time!!

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Allora, ho ancora in dispensa i cioccolatini di Babbo Natale, e invece siamo già a Pasqua?? Oddio... Negli ultimi mesi ho aggiornato pochissimo il blog, è vero. Eppure sono stati mesi 'vivaci' e indaffarati. Io e il martirio ad un certo punto ci siamo guardati nelle palle degli occhi e abbiamo deciso che era ora di dar corpo a una serie di sogni e progetti accatastati lì da una vita. Non mi va di dilungarmi, ma diciamo che il momento giusto e il posto giusto hanno accelerato i processi decisionali.  Quindi ora, come avrete intuito da fronde e quant'altro, siamo tutti presi e assorbiti dalla potatura del nostro uliveto, e ci stiamo preparando ad una vita più agreste. Vita che, ufficialmente, prenderà il via a giugno. E non ne vediamo l'ora: la mia bambina, ad esempio, si gode ogni minuto dei lavori... Dei nostri lavori, ovviamente! Decidere per una vita in campagna, dove produrre olio, un po' di vino, frutta verdura e marmellate, è una d...

Tempus fugit! (O forse no?)

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Oggi all'improvviso mi è saltato in testa che esattamente un anno fa, il 14 gennaio del 2015, iniziavo la mia avventura con Debbie, al cantiere della sua villa. Uau, già un anno! Ricordo esattamente, come fosse ieri, la serie di sensazioni che ho provato da casa mia alla villa, quella mattina... L'agitazione all'idea di lavorare con lei, e la paura di non essere all'altezza; il terrore di dover comunicare esclusivamente in inglese, e stavolta non solo per iscritto ma parlato (cosa che mi ha sempre sempre sempre bloccato); l'emozione standard da primo giorno in un nuovo contesto lavorativo; la domanda continua: "oddio e se ho fatto una str..ata??"; il terrore di fare figuracce così, il primo giorno, tipo andare addosso a un camion durante una manovra (cosa che invece è avvenuta molti mesi dopo...!); e poi, man mano mi avvicinavo alla villa, lo stupore (che ancora provo, ogni volta che mi capita di andare in certi posti in certe giornate invernali) ...