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Visualizzazione dei post con l'etichetta Parole

Spunti: il cuore, le parole, il sentire.

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(Pic by Nicola Andreis) Ieri una persona a me molto cara mi ha detto che quando parlo mi prendo una pausa prima di rispondere al mio interlocutore. È un breve momento di silenzio, pare, in cui io vado alla ricerca della parola giusta, quella "perfetta", idonea per esprimere nella maniera più esatta possibile quello che è il mio pensiero.  «Le tue parole arrivano dal cuore» mi è stato detto, «e per cuore intendo l'organo vitale, non un concetto astratto.» Naturalmente questa conversazione mi ha fatto molto piacere, ma è stata anche uno spunto di riflessione. In effetti, da dove dovrebbero arrivare le parole, se non dal cuore? Dalla testa? Naaa... La testa è il luogo che ci serve per impararle, interpretarle, archiviarle. Ma poi dovrebbe essere il sentimento a condurci verso un nostro linguaggio, la nostra personale versione del mondo.  Studiando la comunicazione (e chiunque l'ha fatto lo sa), attraverso la semiotica ci si avvicina a una teorizzazione della parola che ...

Consigli di lettura (in punta di piedi): L'insostenibile leggerezza dell'essere

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"Le metafore sono una cosa pericolosa. Con le metafore è meglio non scherzare.  Da una sola metafora può nascere l'amore" Dopo oltre vent'anni ho voluto rileggere  L'insostenibile leggerezza dell'essere  di Milan Kundera, che già al primo approccio mi aveva colpita e affondata. Oggi però credo di essere riuscita a goderlo sotto tutte le sfaccettature, dal lato narrativo e da quello metafisico, dalle particolarità strutturali a quelle storico-sociali. Ma da certi libri c'è sempre da imparare, a ogni rilettura. Che dire? Questo è un libro  assoluto , che affronta tanti e tali argomenti in profondità da renderne impossibile un riepilogo, se non infelice. Il libro tocca motivi che fanno parte della vita di ognuno di noi. Si parla infatti di amore, attraverso le storie incrociate dei quattro personaggi principali, di sogni e di debolezze, di paure e deviazioni; e si parla di sesso e del rapporto con il proprio corpo e quello degli altri.  "Il corpo era una...

Il magico potere delle parolacce

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In tutto questo periodo ho cercato di astenermi dal commentare e dal dire la mia sulla situazione, anche davanti a certi post allucinanti che ho letto in giro, che avrebbero sgretolato la pazienza di chiunque. Ho sopportato senza traumi la presenza dei miei figli a casa tutto il giorno - che ormai sono grandi, lo ammetto - e anche quella del marito-martirio, che invece a tratti si è molto annoiato. D'altra parte, loro avranno sopportato me e le mie crisi umorali, quindi una sorta di equilibrio è stato trovato. Quando però mi si è scatenato il furore, soprattutto davanti a certe prese di posizione da social che trovo imbarazzanti, invece di inveire sono stata zitta zitta e mi sono dedicata alle parolacce! Nei momenti di maggior nervosismo ho scelto di adottare la vecchia pratica di colorare, e cercando immagini su internet ho trovato un sacco di insulti "decorativi", che ho immediatamente stampato e affrontato con pastelli e pennarelli. Sapete una cosa? E...

Consigli di lettura: "Nel silenzio delle nostre parole" di Simona Sparaco (Sui genitori, sui figli, e sulle parole che non si dicono)

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"Quante parole ci diciamo che sono solo silenzio?" Questa frase mi ha colpita come un sasso in fronte, perché sublima un concetto, una consapevolezza, su cui sto lavorando anche io. E' tratta da un romanzo appena terminato, che mi ha lasciato qualcosa su cui riflettere. Il libro in questione si intitola Nel silenzio delle nostre parole , l'autrice è Simona Sparaco, edito da DeaPlaneta (per dirla tutta: il libro ha vinto la prima edizione di questo premio prestigioso). E' un libro forte, scritto in maniera cruda e vibrante, commovente in alcuni tratti. Di sicuro invita a pensare. Non voglio raccontarvi la trama, ma voglio soffermarmi sul fil rouge che dà anche il titolo al romanzo, le parole non dette. Sono molte le parole che nella vita quotidiana diamo per scontate, per fretta o per pigrizia, o per abitudine, o ancora per orgoglio. Ma qualche volta bisognerebbe ricordarsi che la vita è qualcosa che non ci appartiene, e che nessuno può sapere ...

Focus Point n.2: IL LAVORO

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Allora. Quella del lavoro per me è una questione annosa. Insomma, ho 43 anni suonati, ormai alla mia età il grosso delle carte dovrebbero essere già state giocate. Invece non è così, e non sapete quanto mi costa fermarmi e riflettere su questo argomento. La realtà è che in qualche modo io ho vissuto finora due vite, ed ho la fortissima sensazione di averne da poco iniziato una terza. Nella mia prima vita, un po' a stento, cercavo di portare a termine il percorso che, secondo me, mi avrebbe avvicinato alla realizzazione dei miei sogni. Che allora erano forti, chiari, imperativi. Non c'era molto spazio di manovra. Volevo essere una scrittrice o, al limite, un'insegnante di lettere. Ma soprattutto una scrittrice. In quel periodo mi dedicavo a tantissimi lavori, lavoretti, lavorini, che altro non erano se non strumenti per poter perseguire l'obiettivo primario. Erano anche una buona scuola per il futuro scrivere, ma anche per la vita; ho conosciuto innumerevoli...

Auguri, donne.

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Festa della donna!  Parliamone, allora.. Sapete, quando oggi facebook mi ha chiesto di festeggiare la festa della donna, incorniciando la foto del profilo delle "donne innovatrici e leader che sono fonte d'ispirazione" per me,   mi sono resa conto che fino a poco tempo fa in quella cornicetta avrei messo la foto di Debbie Travis. Debbie per me è stata davvero una fonte di ispirazione, per anni, e assolutamente innovatrice per tutto ciò che riguarda la decorazione. Non solo la seguivo in tv, ma consultando i suoi libri di decorazione ho imparato tantissime tecniche. Era più o meno un mito. Quando poi ho avuto modo di lavorare con lei, ero a un solo passo dal cielo. Agitatissima ma felice. E, devo dire, in quei sei mesi la sua capacità di essere leader ho potuto vederla e viverla, e solo oggi, trascorsi tre anni, riesco a parlarne con relativa tranquillità, senza l'emozione che mi stringe la gola. Perché la sua personalità è davvero impetuosa. (Io...

Non ditemi più

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Non ditemi più che devo fare questo o quello. Che per me è meglio una cosa o l'altra. Che  una parola è buona o forse mai più. Non dite. Non parlate. Non azzardatevi più a santificare, a proclamare, dall'alto dei vostri falsi successi, dall'apice della vostra tronfia ingordigia. Non ditemi più. Ché tanto non ascoltate. Ché tanto non osservate. Perché soltanto tutti voi giudicate. Lasciate andare chi non vuole nulla, dimenticate chi non mente e non fa, chi non urta e non provoca danno. Non danneggiate chi cerca di restare in piedi, non toccate chi solo ha bisogno di respirare, di non essere mosso, sporcato, umiliato. Non fate affari con noi, non coinvolgete chi ormai non può più. Lasciate le spine, tutte, che affondino in un cuore martoriato e provato che ormai non vuole parlare, non vuole ribattere. Un cuore che oggi più non può riaffermare e pulsare, giustificare, spiegare, capire. Lasciate cadere queste lacrime di frustrazione, di orgogli...