Consigli di lettura: "I virtuosi" di Yasmina Khadra

 


"A volte ti piombano addosso cose incredibili che deviano il corso della tua esistenza e la rivoltano sottosopra. Puoi scappare in capo al mondo, rifugiarti là dove nessuno riuscirebbe a scovarti, loro ti inseguono come una muta di cani randagi e fanno di te un individuo che non ti assomiglia affatto ma che diventa il protagonista assoluto della tua storia."

C'è stata un'epoca in cui stavo per laurearmi in Lettere, precisamente in Letterature Comparate, e il tema della mia tesi era il romanzo picaresco e le sue eventuali declinazioni al femminile (rare, quasi inesistenti: questo lo ricordo bene!). Poi le cose si sono evolute diversamente, ma ciò che ho ancora impresso nelle mie memorie è stata la fatica, condivisa con il mio professore, nel reperire testi che appartenessero al genere. Avevamo inserito una lunga lista di romanzi, partendo da Lazarillo de Tormes che, storicamente, è considerato il padre del picaresco. Ora, rimando a voi lettori indagini più approfondite sul tema, ma ciò che mi ha colpito davvero, oggi, è stato imbattermi dopo quasi trent'anni in un romanzo contemporaneo che, all'epoca, sarebbe stato perfetto per la mia analisi.

I virtuosi, infatti, narra le vicende di Yacine, bambino algerino che, nel 1914, viene prelevato dalla sua famiglia, povera e onesta, e viene portato a cospetto del padrone delle terre, a cui nessuno può dire di no. Inizialmente il ragazzino viene trattato con gentilezza e rispetto, pulito, vestito e rifocillato, ma quasi subito la narrazione prenderà un'altra piega e ci condurrà insieme a Yacine in un lunghissimo racconto pieno di avventure, a partire dall'arruolamento durante la prima guerra mondiale.

L'incipit del romanzo, che ho riportato sopra, ci prende subito per mano e, in poche righe, ci fornisce già un'idea esauriente di quello che sarà il contenuto del libro. Sappiamo subito che il protagonista dovrà vivere "cose incredibili" che andranno a deviare il corso della sua esistenza. E, in effetti, gli eventi stravolgenti si susseguono senza soluzione di continuità. 

Yacine è un personaggio forte, sembra quasi un eroe-antieroe rubato da romanzi d'altri tempi, pulito, onesto fino a farsi del male, e a volte terribilmente irritante proprio per questa sua peculiarità, per la capacità di accettare qualsiasi imposizione, qualsiasi avvenimento o costrizione, grazie alla sua immensa fede. 

"Io lo capivo, ma la verità non era una buona alleate sul campo di battaglia. Mi capitava di ruminare gli stessi pensieri, di pormi un mucchio di domande, però non mi spingevo oltre. Non c'erano risposte probanti, in fin dei conti. C'era soltanto il vuoto, l'abisso e la sensazione di farsi violenza inutilmente."

Ecco, una delle caratteristiche principali del protagonista è che, pur fiducioso negli altri e perlopiù ingenuo, quando si trova nel mezzo di situazioni difficili ha la capacità di osservare i fatti e analizzarli con lucidità: Yacine vede, interpreta, comprende. Però non si ribella e, anzi, spesso per sopravvivere recita: recita la parte che gli è stata assegnata, veste i panni di altri, si adegua via via al ruolo che qualcun altro ha deciso per lui. Così, in qualche modo, pur in mezzo a caos e tragedie, lui sopravvive. E non solo: avanza. Senza particolari strumenti, se non la sua purezza e l'intelligenza, se la cava e va avanti, e nel frattempo migliora. Diventa un uomo e, poi, un uomo sempre più saggio.

Il romanzo è di ampio respiro, scritto con una prosa accattivante e mai noiosa, e che riesce a dare un'occhiata a culture lontane dalla nostra (e forse oggi non più così lontane) senza giudizio, senza condanna. Ci sono momenti di comicità e altri di sublime tragicità. Ci sono brani di una bellezza dirompente, certe descrizioni che ci portano proprio lì, sotto quelle stelle, in quel mercato, davanti a quel pane appena tolto da una pietra rovente. Ma, quello che più ho apprezzato, è il percorso personale di Yacine, le sue riflessioni sulla vita e sulla morte, che a volte scaturiscono da una pagina all'improvviso, senza preamboli, e lasciano quasi senza fiato, richiedono una rilettura più attenta. 

"Possiamo tornare sotto le granate, o fuggire sapendoci ricercati dalla polizia, o sentirci braccati dai fantasmi, ma basta che i cannoni tacciano, che la denuncia venga ritirata o che faccia giorno per ritrovare una parvenza di serenità. Ci sono però paure che non si addomesticano. Paure tangibili, materiali. I loro artigli lacerano le viscere, si aggrappano ai disagi e crescono con noi fino a diventare organiche. Ogni tanto crediamo di essercene liberati, ma non le conosciamo abbastanza. Sepolte dentro di noi aspettano il loro momento - né catastrofi né miracoli possono sradicarle."

Infine, chiudo dicendo che anche l'amore è un tema forte all'interno del romanzo: l'amore per una donna, per un amico, per la famiglia, persino per i nemici. Anche qui, vi imbatterete in pagine sature di poesia, pagine splendenti e commoventi. 

Se avete voglia di avventure, di uno sguardo esotico sul mondo, e di un'enorme dose di umanità, nonché di riflessioni profonde sull'esistenza e sul senso della vita, bene, questo libro fa per voi!
Consigliatissimo!

"Ecco il nostro destino. Siamo qua, fantasmi ubriachi in anticipo sulla loro ultima ora, poi moriamo e nessuno sa cosa resterà di noi. Che si cammini sulle acque o che si cada durante il guado, siamo solo illusioni spazzate via dal soffio di ciò che non sarà mai più."

(a proposito di questo concetto, ovvero che nessuno sa cosa sarà di noi dopo la morte, vi consiglierei anche la lettura di L'ultimo segreto di Dan Brown, nuova avventura del nostro amato Robert Langdon, in cui scienza e narrativa lanciano un'interpretazione interessante. Ma ora sto divagando, quindi mi fermo qui!)

Fatemi sapere che ne pensate de I virtuosi, ci tengo!

Baci,
L.


I virtuosi di Yasmina Khadra
Sellerio Editore - 2025
€ 18,00




Commenti

  1. E adesso come fa a non venirti la voglia di leggerlo? Grazie Laura, lo leggerò quanto prima. Sicuramente lo compro domani stesso. 😊

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