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Consigli di lettura: "I virtuosi" di Yasmina Khadra

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  "A volte ti piombano addosso cose incredibili che deviano il corso della tua esistenza  e la rivoltano sottosopra.  Puoi scappare in capo al mondo,  rifugiarti là dove nessuno riuscirebbe a scovarti,  loro ti inseguono come una muta di cani randagi e fanno di te un individuo  che non ti assomiglia affatto ma che diventa il protagonista assoluto della tua storia." C'è stata un'epoca in cui stavo per laurearmi in Lettere, precisamente in Letterature Comparate, e il tema della mia tesi era il romanzo picaresco e le sue eventuali declinazioni al femminile (rare, quasi inesistenti: questo lo ricordo bene!). Poi le cose si sono evolute diversamente, ma ciò che ho ancora impresso nelle mie memorie è stata la fatica, condivisa con il mio professore, nel reperire testi che appartenessero al genere. Avevamo inserito una lunga lista di romanzi, partendo da Lazarillo de Tormes che, storicamente, è considerato il padre del picaresco. Eppure, a parte quest'ultimo, tut...

Primavera, fiori e freddo!

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È primaveraaaaa! Sì, è ufficialmente primavera, e anche se in questi giorni le temperature non sono proprio incoraggianti, le avvisaglie di stagione quest'anno si sono fatte notare con un bel po' di anticipo. Già il 5 marzo, infatti, nelle aiuole intorno a casa mia ho notato che ormai iniziavano a spuntare i primi germogli, nonostante i 2-3 gradi di temperatura al mattino presto. PARENTESI, per chi non lo sapesse: da un po' di tempo non vivo più in città, mi sono trasferita in montagna, a bassa quota, dove però l'aria è di certo più "frescolina". Ebbene, tornando a noi: ho notato che non solo iniziavano a comparire germogli, ma addirittura il prato nel giro di una notte si era riempito di primule. E una, che mi ha colpita per il coraggio e la spavalderia, faceva bella mostra di sé nel cemento, spuntata in quella stretta intercapedine tra il pavimento del cortile e il muretto: Ho scattato una foto senza troppa attenzione, così, prima di salire in macchina, ma ...

Giocare, ancora!

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Mio figlio per il compleanno mi ha regalato una confezione di "Lego Flowers"... Un'orchidea, uhhh! Adoro le costruzioni Lego fin da bambina (embé, e chi non le ama??) e da quando è uscita questa collezione di fiori e piante vagheggio il momento in cui potrò comprarmele... Tuttavia questo regalo è stato inaspettato e assolutamente gradito. Che gioia! Ma, sapete una cosa? Non mi ricordavo più cosa significasse giocare . Giocare inteso come momento di nulla, di concentrazione solo sull'oggetto che stai costruendo, sulla ricerca dei pezzettini, sul panico di perdere quelli microscopici.  Dimenticarsi di tutto per un paio d'ore. Ho giocato con i miei bambini quando erano piccoli, sì, ma non tantissimo. Preferivo stare con loro e guardarli mentre costruivano i mondi della loro fantasia, arredavano case di Barbie e Playmobil, organizzavano improbabili foreste con animali di ogni specie, pianeti abitati da Gormiti e mostriciattoli vari. Vestivano e svestivano bambole, all...

Ricomincio dai conigli

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Ormai è tardi. Ormai è tardi! Me lo ripeto di continuo.  Un anno ( un anno! ) che non aggiorno il mio blog, mai successo da quando esiste. Ma come è accaduto, mi chiedo, cosa è stato? Qui è dove io ho raccontato di tutto, ho mostrato lavori, ho parlato di successi e insuccessi, di ricette, di luoghi, di affetti, di me. E ora perché questa lunga assenza? Eh. Ormai è tardi? Naaa. Non è mai tardi per riprendere in mano le cose lasciate in sospeso.  Sono andata in pausa, sì. Mettiamola così. Non mi dilungherò ora a raccontare eventi, piccoli o grandi, di cui gli ultimi tempi - e l'ultimo anno in particolare - sono stati costellati. Quello che so è che mi sono bloccata. Mi sono bloccata sugli affanni di tutti i giorni, su ferite che ho cercato di rimarginare e che invece hanno sanguinato sempre di più, su scelte di vita che poi sono state scelte di sopravvivenza. Oggi sono una donna diversa rispetto a pochi mesi fa.  Per un po' ho pensato di aver perso il desiderio di sognare,...

Storia di Valentina (un breve racconto d'amore)

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Esattamente un anno fa ho ricevuto in dono un'orchidea. È stata una sorpresa, talmente inaspettata che mi ha emozionato fino a farmi tremare il cuore. Un pensiero per me, spontaneo e romantico, nel giorno degli innamorati... Che gioia! Poi mi si è gelato il sangue.  Un'orchidea, oddio! Il fiore più difficile da curare e far sopravvivere, almeno per quanto ne so io. Un'orchidea. E chi ha mai avuto un'orchidea? Non avevo la più pallida idea di come trattarla.  Un solo pensiero, fisso: questa pianta NON DEVE morire. Non per la mia incapacità.  Il fiore che mi è stato regalato è diventato subito il simbolo del mio fresco amore, un amore che tentava di trovare il suo spazio in mezzo a innumerevoli difficoltà e ostacoli. In mezzo a dolori e desiderio di rinascita. L'ho pensato subito: se la pianta muore è di cattivo auspicio.  Ma io stavo lottando con tutta me stessa per consentire al mio amore di fiorire e di resistere, nonostante i condizionamenti della vita e tutti gli...

Una storia di amore e passi di tango: "Ramon e Blanca" di Enia Rubio

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In collaborazione con l'Ufficio Stampa Simona Mirabello, vi presento oggi un breve romanzo d'esordio, Ramon e Blanca , di Enia Rubio, uscito per Chiocciola Edizioni pochi mesi fa. Innanzitutto ci tengo a dire che questo libro mi ha portato fuori dalla mia zona di comfort perché, come forse in tanti sapete, non amo molto il genere Romance, e questo è decisamente un romanzo Romance. L'ho letto però volentieri, perché la scrittura di Rubio scorre piacevolmente, senza intoppi, senza cali di tono. La storia racconta di due anime che si incontrano, si riconoscono immediatamente, e poi si sfuggono. Si sfuggono, ma non possono continuare indenni nella loro vita quotidiana. I pensieri, le emozioni, le vibrazioni sono tutte protese verso l'altro, anche dopo un unico e rapido incontro. Ciò che più di tutto scorre tra le pagine, e accompagna il racconto, sono gli odori: Rubio riesce a farci percepire le sensazioni sia di Blanca che di Ramon attraverso gli odori, e si tratta di esse...

"Quell'odore di resina" di Michela Zanarella

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  In collaborazione con l'Ufficio Stampa Simona Mirabello vi parlo oggi di un romanzo un po' particolare: Quell'odore di resina di Michela Zanarella, al suo esordio nella narrativa ma poetessa già nota, con alle spalle la pubblicazione di diverse sillogi poetiche. Il romanzo racconta la storia di Fabiola, ragazza cresciuta in Veneto in una famiglia normale, con le paure e le debolezze che caratterizzano ogni passaggio dall'infanzia all'adolescenza e all'età adulta. Fabiola però si sente fuori posto, non ama il suo lavoro al macello locale - che anzi, le crea nel tempo un forte disagio e la porterà ad essere vegetariana - si sente inadeguata nei confronti dei suoi coetanei e della sua terra che, a un certo punto, si sente troppo stretta addosso, come potesse soffocarla. Dopo una relazione durata otto anni, il mondo di Fabiola sembra crollare e la sua inadeguatezza si fa ancora più profonda e la spinge a una vita sregolata, a uscite frequenti con partner diversi, ...

Come stai oggi?

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  Come stai oggi? Come stai oggi Laura? Ecco una domanda che ultimamente non mi pongo mai. Marcio diligente tra le mie scelte e le loro conseguenze, affronto i doveri, i ritmi, i fastidi, mi dedico a un nuovo amore e a vecchie amicizie. Ma come sto, come mi sento? È come se tutto ciò che mi circonda fluisse con implacabile scadere, coerente, autonomo, indipendente; è questo che sento oggi, ora, proprio in questo istante, mentre i giorni scorrono in maniera ineluttabile e io con loro, facendo cose che spesso non sento mie e altre che invece sgorgano proprio dal mio luogo più profondo. Mi sento come il fiore in questa foto, un anticipo di qualcosa che fa capolino tra erbe sempre uguali, qualcosa che emerge nella sua bellezza e nella sua forza, qualcosa che non è più inverno ma ancora non è primavera. È difficile per me lasciare il mio lungo inverno. Lo desidero con tutte le mie forze, eppure accadono episodi che mi fanno riflettere e che non hanno a che vedere con i sentimenti o con ...

Recensione: "Un caffè per l'assassino" di Pamela Luidelli

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  Oggi vi parlo di un romanzo che si allontana un po' rispetto ai generi che prediligo, però lo segnalo per la piacevolezza nella lettura e per un sottofondo di ironia che accompagna ogni capitolo, nonostante si tratti di un romanzo giallo. Anzi, per essere più precisa, direi che Un caffè per l'assassino appartiene al filone oggi molto in voga del Cozy mistery. Quindi se vi piacciono le indagini, l'ironia e i personaggi un po' oltre le righe, questo è certamente il libro per voi. Seconda puntata della saga di Beatrice Testaccio (il primo episodio si intitola Un caffè per la vittima, 2021) in questo romanzo la protagonista "inciampa" nuovamente in un assassinio e, cocciuta e maldestra, incomincia a indagare attraverso i pettegolezzi del paese, le parole ascoltate per caso, l'osservazione attenta delle persone vicine alla vittima.  Beatrice è un'investigatrice a modo suo: in realtà è una barista, quindi non dovrebbe avere niente a che fare con le indagin...

Consigli di lettura: "FOTOGRAMMI" di Fabio Angelino

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  "«Hai una madre che ti vuole bene, che si preoccupa per te; un fratello che sarà, come hai detto tu, handicappato, ma che ti adora. Ed è un bravo ragazzo. Strano, vero, ma buono (...). Avete una casa vostra, avete perfino una camera a testa, a Milano. Sai cosa vuol dire pagare un affitto a Milano? Mantenere un figlio, i suoi studi, in questa città? Chiedilo a mia madre. Tuo padre se n'è andato prima di fare un sacco di cazzate, almeno.»" È con questa citazione che desidero presentare il nuovo romanzo di Fabio Angelino, Fotogrammi , uscito all'inizio di novembre per Bertoni Editore.  Fotogrammi è un romanzo particolare, innanzitutto per la sua struttura. Procede non a capitoli, bensì a scene , secondo un motivo che già il titolo introduce: riporta a frammenti visivi, quasi cinematografici, legandosi innanzitutto alla passione di Luca, uno dei protagonisti; percorrendo quindi una sottotraccia quasi emotiva, una trasformazione di attimi di vita, di eventi e di ricordi ...

Rientri, ritorni, nuovi inizi

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  E così ci siamo di nuovo.  L'ultima settimana di agosto è iniziata, e al suo termine sarà già settembre. Ovvero il momento di riprendere le redini, di tornare alla concentrazione, di ripartire. Ogni anno ho la percezione che l'arrivo di settembre consista in un nuovo inizio, come se le vacanze servissero più che altro a salutare ciò che è già stato, a prepararsi al nuovo in arrivo. Quest'anno, beh. Mai così. Il 2023 si è rivelato finora un anno decisivo per me, o, come diceva il mio oroscopo, "risolutivo". In effetti. La mia vita sta cambiando, anzi è già cambiata, e tutto ciò che prima mi forniva delle sicurezze, persino le consuetudini più banali, oggi non c'è più. Tutto è diverso, nella percezione, nei dati di fatto. Ogni avvenimento è una sorpresa e ogni passo che compio, seppur piccolo, è un passo di ricostruzione. Tutto è per me, in questo periodo, una novità. Dopo tanto tempo mi trovo a dover pensare a me stessa, a pensarci seriamente, a pormi delle ...

Consigli di lettura: L'ABITO DELLA FESTA di Anthony Caruana

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  "Orfani. Siamo orfani. L'assenza materna è stata una costante nella nostra vita. Non percepiamo più la solitudine, perché siamo noi stessi l'essenza della mancanza. La perdita, come un lago senza acqua sul cui fondo, arido, si intravedono le crepe della terra asciutta. La nostra leggerezza è pesante. Un masso che ha fracassato il vaso dove Pandora ha chiuso a forza e in profondità sentimenti atavici. Nascondiamo le ferite sotto strati cortisonici di ironia. Ridiamo a crepapelle nascosti dietro il cerone malinconico di pagliacci sghembi." Oggi voglio parlarvi di questo breve romanzo, L'abito della festa , che, pur nella sua brevità, è stato capace di toccare in me corde molto profonde. L'autore affronta l'argomento della morte, e lo fa su un doppio binario: da un lato analizza la miseria di ciò che resta, il corpo senza vita - e gli porgo i miei complimenti perché riesce a farlo con una delicatezza ammirabile -, dall'altro lascia che emergano il dolor...

Consigli di lettura: IL SECOLO MALEDETTO DI ROMA ANTICA di Roberto Toppetta

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"Inviolabile quale tribuno, come imperator [Giulio Cesare]   guidava le truppe, da pontefice massimo era la massima autorità religiosa. In Senato aveva il diritto alla prima parola, la sua domus era sormontata da un frontone come i templi. Era il nuovo Alessandro Magno, il Macedone della Repubblica imperiale, quindi dell'intero Occidente. Ogni magistrato gli doveva obbedienza, i senatori gli dovevano deferenza. E i tribuni della plebe non potevano opporgli il veto." È con questa significativa citazione che voglio introdurre il saggio Il secolo maledetto di Roma Antica , in cui Roberto Toppetta, giornalista, saggista e autore del romanzo Il buio in testa , affronta le lotte intestine e i tumulti che hanno portato a Roma alla caduta della Repubblica e alla nascita dell'Impero.  Tramite un linguaggio semplice, chiaro, privo di ornamenti, così come è facile notare dalla citazione di cui sopra, l'autore ci conduce in un viaggio affascinante attraverso i protagonisti d...

Defaticare

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Lo so che sono mesi che non scrivo sul mio blog. E so che non sono mai stata un mostro di puntualità nella cadenza dei miei post. È che anche qui si tratta di scrivere, e come forse ormai avrete intuito la scrittura per me non è mai un'attività a comando. Meglio: lo diventa, quando entro nel vivo di un lavoro e allora mi impongo ritmi che mi sono necessari per arrivare alla fine. Ecco, ora sono in un periodo di passaggio. Sono giunta a una nuova fine, all'ultima parola di un nuovo romanzo, ed è un romanzo che mi ha portato via mesi di vita - nel senso che per mesi mi sono rintanata in montagna e mi sono dedicata esclusivamente alla scrittura -, energie, e anche un po' di lucidità mentale. Ho affrontato un tema spinoso, e so già che questo romanzo potrebbe essere accolto con qualche riserva ma, di nuovo, questa storia si è impossessata di me, mi è rotolata in testa per anni, finché ho dovuto scriverla. Naturalmente, ogni fine è un nuovo inizio. Ora sono nel periodo del ...

Balla, Linda!

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Un paio di settimane fa è mancata una mia carissima amica. Due settimane. Due settimane è il tempo minimo che mi ci è voluto per riuscire a elaborare un pensiero, a scrivere due righe di lei.  È sempre difficile elaborare un lutto, ancor più quando ci tocca da vicino. Non voglio fare l'ipocrita, ora, non voglio raccontare che eravamo inseparabili e che la sua assenza all'improvviso ha creato un vuoto nella mia vita.  Non eravamo inseparabili, e, anzi, la nostra amicizia è nata e si è costruita nel segno della lontananza. Ci siamo conosciute "da lontano" e sono pochissime le occasioni in cui siamo state insieme fisicamente. In diciassette anni, credo che riuscirei a contarle. Eppure, eppure.  Credo che questa amicizia sia l'esempio migliore di come a volte le anime si incontrano, si scontrano, fanno un tratto di strada a braccetto, e poi si dividono. Nel tratto di strada in comune, però, si donano molto, e si appoggiano, e in qualche modo progrediscono insieme. Si ...