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Il magico potere delle parolacce

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In tutto questo periodo ho cercato di astenermi dal commentare e dal dire la mia sulla situazione, anche davanti a certi post allucinanti che ho letto in giro, che avrebbero sgretolato la pazienza di chiunque. Ho sopportato senza traumi la presenza dei miei figli a casa tutto il giorno - che ormai sono grandi, lo ammetto - e anche quella del marito-martirio, che invece a tratti si è molto annoiato. D'altra parte, loro avranno sopportato me e le mie crisi umorali, quindi una sorta di equilibrio è stato trovato. Quando però mi si è scatenato il furore, soprattutto davanti a certe prese di posizione da social che trovo imbarazzanti, invece di inveire sono stata zitta zitta e mi sono dedicata alle parolacce! Nei momenti di maggior nervosismo ho scelto di adottare la vecchia pratica di colorare, e cercando immagini su internet ho trovato un sacco di insulti "decorativi", che ho immediatamente stampato e affrontato con pastelli e pennarelli. Sapete una cosa? E...

Consigli di lettura: IL GIORNO MANGIA LA NOTTE di Silvia Bottani

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"Si difendevano ostentando dignità, i gerani alle finestre, lo zerbino pulito, le etichette sul citofono tutte uguali". In questo tempo, che definire strano è riduttivo, mi trovo a fare quel che più mi piace (leggere) con uno spirito un po' diverso dal solito. E' come se ogni pagina potesse acquistare un significato diverso, soltanto perché viene affrontata in un momento in cui, appesantiti da preoccupazioni e da un blocco oggettivo, fisico, l'unica cosa libera di vagare è la fantasia. Così pare che le descrizioni, le atmosfere, i colori, e le caratteristiche di ogni personaggio possano penetrare di più, possano aiutare maggiormente in un'evasione che forse è solo mentale, ma che da un certo punto di vista è quella più violenta e totale a cui possiamo aspirare. La mente non si può chiudere in gabbia! Con questo spirito - e perdonate la digressione - ho letto in questi giorni un romanzo d'esordio, Il giorno mangia la notte di Silvia Bottani.  Si...

L'unico antidoto

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E' un periodo difficile per tutti noi.  Per chi è più consapevole, per chi è stretto nelle maglie della disperazione e per chi ancora ne sente "solo" parlare e magari pensa a falsi allarmismi, a complotti o a che altro. Si legge di tutto. Tanto che fa venire la nausea, tanto che a un certo punto non se ne può più. E allora si va alla ricerca di leggerezza, ma anche quella pare a volte troppo, sembra fuori luogo, striscia sulla pelle come non riuscisse ad aggrapparsi e a penetrare e scivola via subito. Non è il momento per la leggerezza. Ma non è neppure il momento del panico, né del rifiuto, né della paura. E' il momento della consapevolezza. Della giusta preoccupazione, ma anche di mettere a prova noi stessi: non si può lasciarsi andare, non si può far finta di niente, non si deve cedere alla disperazione, e nemmeno fingere che, siccome non ci tocca da vicino, non sta succedendo nulla. STA SUCCEDENDO! Sta accadendo quello che le nostre menti piccole ...

Consigli di lettura: 4321 di Paul Auster (e altre considerazioni)

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Ho già espresso le mie preoccupazioni sul Coronavirus nel mio POST precedente , e in seguito alle disposizioni governative sto seguendo le istruzioni e me ne sto buona buona a casa, lavoricchiando e facendo in linea di massima quello che preferisco: leggere. Così sono da poco riemersa da una lettura lunga e impegnativa, che avevo quasi timore di affrontare ma che invece, naturalmente, mi ha dato molti spunti di riflessione.  Il libro in questione si intitola 4321 e l'ho acquistato qualche mese fa senza aver letto alcuna recensione, senza sbirciare nella quarta di copertina, spinta soltanto da un impulso affettivo; l'autore, Paul Auster, è stato infatti uno dei miei preferiti in giovinezza: ho adorato Trilogia di New York, in particolare Città di Vetro , ho amato La Musica del Caso e Mr Vertigo,  che mi aveva appassionato e su cui a suo tempo avevo scritto una tesina brillante. Per non parlare di Smoke e Blue in the Face , da cui sono stati tratti due film icona con Harve...

Tra la preoccupazione e la paura

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Sapete, io non sono una persona che solitamente si fa prendere dal panico. Anzi, paradossalmente è proprio nei momenti di panico che la parte più razionale e calcolatrice della mia persona viene fuori. Non sono nemmeno una persona superficiale, o che prende sottogamba le situazioni. Ebbene, in questo momento di emergenza per il Corona Virus mi sento confusa. Le notizie che arrivano sono contrastanti ma, se devo tirare una somma dell'ultima settimana, mi appaiono sempre più allarmanti. Non ho mai commentato né condiviso alcuno dei post che ho letto su Facebook o sugli altri social, nemmeno quelli "sdrammatizzanti" su cui ho riso, nemmeno quelli con cui mi sono trovata d'accordo. Mi rendo conto che per ogni interpretazione esiste il suo contrario, per ogni azione positiva esiste una ripercussione negativa, o più. Avverto la percezione distorta della situazione che a volte purtroppo è una sorta di autodifesa dalla paura tirata al limite. E' complicato ...

La RABBIA, compagna di vita

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Uno dei sentimenti più costanti che ho provato nell'ultimo trimestre è la rabbia. E' una compagnia spiacevole per me, perché non sono abituata a vivere preda di emozioni costanti o di stati d'animo che persistono indipendentemente dagli eventi esterni. Mi sono osservata tanto a lungo, in questi mesi. Non è che avessi molto altro da fare, in effetti. Tutti i miei peggior difetti, spinti un po' dal dolore e dalla fatica e un po' dall'esigenza di condividere controvoglia spazi privati, sono venuti a galla. Mi sento intollerante, chiusa in me stessa, egoista e insofferente. Pare che il decorso post-operatorio stia procedendo come da manuale. Avverto ogni giorno minimi miglioramenti, ma mi accorgo di aver perduto la dimestichezza con i gesti più istintivi e banali, e rendermene conto è stato disarmante. Devo rieducare il mio corpo a compiere movimenti che ho sempre dati per scontati, imparati e assimilati fin da quando ero bambina. Per intenderci: ...

Un racconto autobiografico: "Cronaca di un infortunio NON annunciato"

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E' un sabato normale, il sabato che ci porta nell'autunno, e nella assoluta routine all'improvviso accade il patatrac . Qualcosa si rompe, e stavolta non è solo un'immagine. In questo pomeriggio di settembre avanzato il tempo è ancora clemente, la temperatura piacevole. Infatti per stasera abbiamo organizzato un'ultima grigliata con amici, e per una volta mi è stato impedito di cucinare qualsiasi altra cosa. Posso solo affettare il pane e i formaggi bresciani che ho portato a casa dal mio ultimo raid. Quindi alle cinque mi rendo conto che sta accadendo qualcosa che ha del miracoloso: sono a casa da sola in tutto relax. Nico è uscito con i suoi compagni, e rientrerà giusto per cena. Marti è appena partita con Simo per andare al compleanno di una sua amichetta e si fermerà da lei anche a dormire. Così decido di approfittare della pace per buttarmi in doccia, ma ho intenzione di affrontare una Signora Doccia, una come si deve, con maschera per i capelli, scrub, tr...